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Monfalcone, 28mila abitanti, è conosciuta come la “città delle navi da crociera”. La cittadina in provincia di Gorizia, uno dei più importanti poli Fincantieri nazionale e con un altissimo tasso di stranieri tra gli abitanti (il 22 percento sull’intera popolazione, secondo le stime diffuse da TGCom 24), da ora è nota anche per la scelta discussa del sindaco leghista Anna Maria Cisint di fissare un tetto massimo del 45 percento di bambini stranieri per ogni classe.

sindaco monfalcone anna maria cisint
Il sindaco di Monfalcone Anna Maria Cisint (foto: Facebook)

Facendo i conti, la scelta del sindaco Cisint ha de facto escluso dalle scuole materne circa 70 bambini stranieri che dovranno ripiegare negli istituti dei Comuni limitrofi.

Intervistata da TGCom, la Cisint motiva così la sua scelta: “Voglio arginare il fenomeno delle classi ghetto, che ho trovato al mio insediamento. Classi con 28 bambini stranieri e un italiano, una situazione molto compromessa“.

“Dagli altri sindaci silenzio assordante”

La Cisint ha messo a disposizione i mezzi della sua amministrazione per consentire agli allievi rimasti fuori dalle classi di poter seguire le lezioni nei Comuni limitrofi. “Ma dagli altri sindaci e dalle altre amministrazioni un silenzio assordante”, spiega sempre il sindaco al giornalista di TGCom.

Le opposizioni: “Tutti i diritti degli italiani”

Le opposizioni alla Lega nel Comune goriziano insorgono duramente contro il provvedimento. Tra questi, il Movimento 5 Stelle (che a differenza di quanto accade a livello governativo qui siede tra i banchi della minoranza). “Non sono clandestini. Sono lavoratori, sono in regola, pagano le tasse, quindi hanno tutti i diritti degli italiani”, spiega una consigliera in quota pentastellata.

Il Miur: disponibili ad attivare due classi in più

Sulla questione è intervenuto anche il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti: “Gli uffici provinciali si sono resi disponibili ad attivare due classi in più”.

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