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Sostegni Bis, Anief chiede nuove regole per le assunzioni dei docenti

marcello pacifico anief

“Il 3 giugno parte il tavolo di confronto del ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, coi sindacati su reclutamento, formazione iniziale e permanente come previsto dal Patto per la Scuola al centro del Paese. Intanto, è beffa per i precari. Rispetto ai 112mila posti autorizzati potranno essere assunti, infatti, al massimo 18.500 insegnanti presenti nella prima fascia delle Gps (graduatorie provinciali per le supplenze), sempre che abbiano maturato almeno tre anni di servizio nelle sole scuole statali”. Lo afferma l’Anief in una nota stampa.

“È quanto si legge nella relazione tecnica allegata al Dl Sostegni bis approvato dal Governo, -spiega Anief- dove si stima che 60mila cattedre andranno temporaneamente scoperte in attesa dei nuovi concorsi, esaurite tutte le attuali graduatorie”. Il sindacato Anief, addirittura, ritiene “che potrebbero essere molte di più secondo le statistiche degli ultimi anni e i risultati delle prove dell’ultimo concorso straordinario”. Ecco perché Anief chiede urgenti modifiche al Parlamento durante l’iter di conversione in legge della norma, nel rispetto di quanto detto dall’Europa (Commissione europea, Corte di giustizia europea, Comitato europeo dei diritti sociali), e col fine di garantire la continuità didattica.

“per avere tutti i docenti in cattedra il primo settembre prossimo – afferma il leader di Anief Marcello Pacifico – il ministero dell’Istruzione deve reclutare sia dalla prima fascia delle Gps gli insegnanti abilitati e specializzati o che conseguiranno tali titoli nei prossimi mesi, sia dalla seconda fascia delle stesse Gps tutti gli altri precari che hanno spesso svolto tanti anni di servizio e ai quali deve essere garantito l’accesso a un corso riservato per conseguire la stessa abilitazione o specializzazione su posti di sostegno. Se si vuole superare la supplentite e sconfiggere il precariato bisogna riprendere subito l’utilizzo di quel doppio canale di reclutamento che, almeno, in passato, ha garantito la copertura delle cattedre e ha ristorato i lavoratori per l’abuso dei contratti a termine”.

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Nel Decreto Sostegni resta il vincolo quinquennale, ma Anief continuerà la sua battaglia

marcello pacifico anief

“L’attesa modifica al Decreto Sostegni per disapplicare il vincolo di cinque anni allo spostamento dei docenti immessi in ruolo dallo scorso settembre, attraverso almeno l’assegnazione provvisoria, non trova spazio nel maxiemendamento sostitutivo approvato ieri sera a larga maggioranza dall’Aula di Palazzo Madama. Il provvedimento per andare incontro a tanti docenti “ingabbiati” era stato inizialmente scartato, ma poi riammesso. Per poi dissolversi nel nulla proprio sul più bello, a seguito del dissenso delle Commissioni Bilancio e Finanze, pur avendo un ampio sostegno parlamentare e anche tra diversi componenti del Governo. Pure la richiesta a firma del senatore Antonio Iannone (FdI), suggerita dal sindacato Anief, per la riduzione da cinque a tre anni del vincolo sulla mobilità e sulla prossima assegnazione provvisoria, non trova posto nel testo”. Lo afferma Anief in una nota stampa.

“Nell’anno del Covid e del record di cattedre vacanti – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci siamo ritrovati a combattere prima con la ritrosia dell’amministrazione scolastica e ora con la rigidità di una parte del Parlamento, che non vuole guardare in faccia le realtà pur di imporre delle logiche che non hanno motivo di esistere. A questo punto, di fronte alla mancata volontà politica di risolvere il problema, il sindacato agirà con ancora più convinzione nei tribunali. Ci impegniamo, inoltre, per fare in modo di agire nel nuovo contratto di lavoro, perché anche contrattualmente questo genere di vincoli illegittimi vengano rimossi”.

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I primi 150 milioni del Sostegni sono già a disposizione delle scuole

Le risorse stanziate dal Decreto Sostegni per la gestione dell’emergenza sanitaria sono già a disposizione delle scuole. Lo rende noto il Ministero dell’Istruzione, che il 31 marzo scorso ha inviato alle Istituzioni scolastiche la nota operativa per il loro utilizzo.

Si tratta, spiega il Ministero in una nota, dei primi 150 milioni stanziati dal decreto. “Gli altri 150, quelli che riguardano l’ampliamento dell’offerta formativa, saranno distribuiti successivamente, dopo il necessario decreto di riparto, e saranno oggetto di una nota operativa”, si legge nella nota.

Con la comunicazione inviata alle scuole, il Ministero ricorda che le risorse potranno essere utilizzate per “tutte le misure di intervento necessarie a garantire la sicurezza negli ambienti scolastici, tramite la dotazione di materiale e strumenti di sicurezza, il potenziamento delle attività di inclusione degli alunni con disabilità, disturbi specifici di apprendimento ed altri bisogni educativi speciali”.

I fondi potranno essere impiegati anche “per la prosecuzione del servizio di assistenza psicologica e/o pedagogica rivolto a studenti e personale scolastico” per il trattamento dei disagi e delle conseguenze derivanti dall’emergenza epidemiologica, nonché per servizi medico-sanitari volti a supportare le Istituzioni scolastiche nella gestione dell’emergenza stessa.

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Dl Sostegni, l’assenza del docente per vaccinarsi a carico dello stato. Anief: “Norma di civiltà”

Nel decreto legge ‘Sostegni’ approvato dal Consiglio dei ministri c’è anche la norma sulla migliore gestione dell’emergenza che giustifica l’assenza dei lavoratori per la somministrazione del vaccino contro il Covid-19: la novità, dunque, non determinerà più alcuna decurtazione del trattamento economico, né fondamentale né accessorio, al personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche. Il sindacato Anief plaude alla decisione del Governo Draghi, fermo restando la necessità di fare chiarezza sulle dosi AstraZeneca destinate al personale della scuola.

“È stata approvata dai ministri una norma di civiltà – dice il presidente Marcello Pacifico – perché il dipendente che si vaccina volontariamente compie un atto di cui beneficiano tutti e non può essere penalizzato. A questo punto, però, chiediamo che la giustificazione dell’assenza venga estesa a tutti i 650 mila docenti e Ata che hanno già fatto il vaccino e che si accingono a farlo nei prossimi giorni, prima che la disposizione divenga esecutiva. Altrimenti, ne beneficerebbe solo una parte minoritaria. Inoltre, il nostro sindacato continua a ritenere inappropriata e ingiustificata la legge che tassa il lavoratore pubblico in caso di assenza per malattia: un obolo che non ha motivo di esistere. Come ritiene del tutto immotivato l’obbligo di vaccinare il personale nella regione di residenza: perché obbligare tanti lavoratori della scuola a mettersi in viaggio per vaccinarsi? Non possono essere i singoli governatori a trovare la soluzione”.

Tra le disposizioni previste dal decreto Sostegni, per una migliore gestione dell’emergenza e a tutela dei diritti dei lavoratori, c’è anche la motivazione dell’assenza dal lavoro del personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche legata alla somministrazione del vaccino contro il Covid-19: d’ora in poi sarà considerata giustificata: “non determinerà alcuna decurtazione del trattamento economico, né fondamentale né accessorio”, specifica la stampa specializzata.

Anief prende atto della sensibilità dimostrata dal Consiglio dei ministri, nel cancellare disposizione che obbligava il lavoratore a sottrarre una giornata di ferie o di permesso da recuperare per vaccinarsi contro il Covid19. Allo stesso tempo, il sindacato ritiene che debba venire meno, per questa motivazione, come per ogni evento di malattia, il decreto legge 112/2008 sulla decurtazione dalla retribuzione, a prescindere dalla durata. Sono venuti meno, infatti, i motivi che hanno introdotto quella norma: il ministro della PA, Renato Brunetta, ha la possibilità, dopo esserne stato artefice nello stesso ruolo di ministro della Funzione Pubblica, di cancellare quella norma. I tempi sono cambiati e la stessa pandemia ci portano a questa logica conclusione.

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Decreto Sostegni arriva in Gazzetta Ufficiale, ecco cosa cambia nella scuola

Assenze giustificate e nessuna decurtazione del trattamento economico, sia fondamentale sia accessorio, per docenti e personale Ata che si sottopongono alla vaccinazione anti-Covid. A stabilirlo è l’articolo 31 del Dl Sostegni, approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dedicato al settore istruzione. Lo sintetizza la Gilda degli Insegnanti sul suo sito internet.

Utilizzo delle risorse economiche

Le misure riferite alla scuola – spiega la Gilda – prevedono un incremento di 150 milioni del fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche per il 2021. Le risorse stanziate serviranno alle scuole per acquistare:

  • dispositivi di protezione e materiali per l’igiene individuale e degli ambienti, nonché di ogni altro materiale, anche di consumo, il cui impiego sia riconducibile all’emergenza epidemiologica da COVID-19;
  • specifici servizi professionali per il supporto e l’assistenza psicologica e pedagogica, da rivolgere, in particolar modo, a studentesse e studenti, oltre che al personale scolastico, in relazione alla prevenzione e al trattamento dei disagi e delle conseguenze derivanti dall’emergenza epidemiologica da COVID-19;
  • servizi medico-sanitari volti a supportare le istituzioni scolastiche nella gestione dell’emergenza epidemiologica, nelle attività inerenti alla somministrazione facoltativa di test diagnostici alla popolazione scolastica di riferimento, all’espletamento delle attività di contact tracing nell’ambito della indagine epidemiologica, anche allo scopo di svolgere una funzione efficace e tempestiva di raccordo con i Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie locali;
  • dispositivi e materiali destinati al potenziamento delle attività di inclusione degli studenti con disabilità, disturbi specifici di apprendimento ed altri bisogni educativi speciali.

Lo stesso articolo 31 del Dl Sostegni prevede un incremento di 150 milioni del Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa per l’anno 2021. Serviranno a supportare le istituzioni scolastiche nella gestione della situazione emergenziale e nello sviluppo di attività volte a potenziare l’offerta formativa extracurricolare, il recupero delle competenze di base, il consolidamento delle discipline, la promozione di attività per il recupero della socialità, della proattività, della vita di gruppo delle studentesse e degli studenti anche nel periodo che intercorre tra la fine delle lezioni dell’anno scolastico 2020/2021 e l’inizio di quelle dell’anno scolastico 2021/2022. Le risorse saranno assegnate e utilizzate sulla base di criteri stabiliti in un decreto del Ministro dell’istruzione da adottare entro quindici giorni dall’entrata in vigore del decreto sostegni. La misura opererà in sinergia con le risorse del Programma operativo nazionale “Per la Scuola” 2014-2020.

Il decreto prevede anche un capitolo da 35 milioni per il Sud, destinato all’acquisto di dispositivi e strumenti digitali individuali da concedere in comodato d’uso a studentesse e studenti meno abbienti per le attività di didattica digitale. I fondi potranno anche essere usati dalle scuole del Mezzogiorno per lo sviluppo di ambienti digitali.

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Anief su Decreto Sostegni: “Ancora poca chiarezza”

Il Decreto Ristori, che è divenuto Sostegni, “dovrebbe essere in rampa di lancio, ma c’è ancora poca chiarezza. Marcello Pacifico (Anief) rinnova l’appello al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi affinché chieda l’inserimento nella norma che sarà licenziata da Palazzo Chigi sull’abolizione del vincolo quinquennale per “ristorare” tutti quei lavoratori della scuola che sono stati separati dalle loro famiglie per via dei divieti di spostamento tra le regioni. L’ordinanza sulla mobilità sarebbe aggiornata in pochi giorni così come il sistema informatico. È l’ultima campanella per quest’anno. Il leader del giovane sindacato ha affermato quanto sia importante occuparsi di questo adesso: “la politica ascolti le parole di migliaia di docenti immobilizzati”.

COSA CHIEDE L’ANIEF

Anief ribadisce come tutte le forze politiche avevano presentato emendamenti nell’ultimo decreto Milleproroghe per eliminare il vincolo quinquennale, considerato iniquo e dannoso per le famiglie. Ora sembra che questa battaglia di civiltà comune a tutti i gruppi politici sia insormontabile da vincere. Anche il giovane sindacato ha ribadito con forza la proposta di considerare quest’anno come un anno di transizione e permettere almeno di poter richiedere l’avvicinamento ai propri cari mediante le assegnazioni provvisorie su tutti i posti disponibili. “Noi non ci rassegniamo – dice Pacifico – perché se non riusciremo a spuntarla politicamente ricorreremo contro questo vincolo e chiederemo ai tribunali quello che l’amministrazione si ostina a non voler abolire”.

VINCOLO IMPOSTO DALLA LEGGE 159/2019

A decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l’anno scolastico 2020/2021, i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria o l’utilizzazione in altra istituzione scolastica ovvero ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso soltanto dopo cinque anni scolastici di effettivo servizio nell’istituzione scolastica di titolarità, fatte salve le situazioni sopravvenute di esubero o soprannumero. La disposizione del presente comma non si applica al personale di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, purché le condizioni ivi previste siano intervenute successivamente alla data di iscrizione ai rispettivi bandi concorsuali ovvero all’inserimento periodico nelle graduatorie di cui all’articolo 401 del presente testo unico”.