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Immissione in ruolo, il sindacato critica la “call veloce”

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“L’unica vera novità” delle immissioni in ruolo del 2020, oltre alla trasformazione delle graduatorie d’istituto in provinciali, sarà la “call veloce” da attuare in altra provincia o regione rispetto a quelle dove sono collocati ora i precari: è la conclusione che emerge dall’accordo raggiunto ieri notte all’interno della maggioranza sul concorso straordinario che fa slittare le assunzioni a tempo indeterminato di oltre un anno e costringe i supplenti, anche di lunga data, a sottoporsi ad un’altra prova selettiva. “La decisione pilatesca, che oltre a sferrare l’ennesimo colpo basso alla didattica costerà non poco all’erario, non farà altro che amplificare la supplentite, che tra agosto e settembre raggiungerà una consistenza senza precedenti”, affermano da Anief.

IL CONFRONTO COL SINDACATO

Proprio sul Decreto della Ministra dell’istruzione, che prevede termini e le modalità di presentazione delle istanze per la call veloce per le assunzioni in ruolo, ai sensi dell’art.1 comma 17 e seguenti del D.L. n. 126/2019 poi tramutato nella Legge n. 159/2019, il sindacato Anief ha avuto un confronto in videoconferenza con i dirigenti ministeriali. Al confronto sul decreto ministeriale sulla procedura assunzionale tramite call veloce, per l’amministrazione era presente la dottoressa Valentina Alonzo, dirigente dell’ufficio reclutamento del personale docente ed educativo del MI, mentre la delegazione Anief era composta dai segretari generali Stefano Cavallini e Giuseppe Faraci.

COME SI SVOLGERÀ LA ‘CALL VELOCE’

È stato spiegato che la bozza del decreto disciplina la procedura di chiamata per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente ed educativo sui posti che rimangono vacanti e disponibili in ciascun anno scolastico, dopo le operazioni di assunzione a tempo indeterminato disposte secondo le procedure che conosciamo, con chiamata dalle GaE e dalle graduatorie di merito dei vari concorsi svolti. Tutti i docenti collocati in queste graduatorie, che si trovino al termine delle assunzioni tradizionali a non essere stati individuati per un contratto a tempo indeterminato, potranno quindi presentare domanda per essere assunti in un’altra regione. La procedura avrà valenza annuale: infatti, ogni anno si procederà alla scelta della regione e delle rispettive province presentando l’istanza e ogni dodici mesi si verrà inseriti in una nuova graduatoria.

I DUBBI DELL’ANIEF

Il primo dubbio sollevato dalla delegazione sindacale ha riguardato le tempistiche della pubblicazione delle disponibilità residue, visto che in nessun punto della bozza vengono esplicitati i tempi. La dott.ssa Alonzo ha assicurato che tutti i vari uffici scolastici regionali pubblicheranno le disponibilità in contemporanea, in modo da poter permettere ai docenti, nei tempi ristrettissimi indicati dal decreto, la scelta consapevole della regione e delle province.

“Abbiamo richiesto per coloro che sono stati immessi in ruolo da GaE con clausola rescissoria, qualora siano collocati anche in graduatoria di merito, di poter partecipare alla ‘call veloce’: in tal modo, nel caso si avesse un rigetto da parte del tribunale competente, i docenti non perderebbero la possibilità che la call veloce offre loro”, dice ancora Pacifico.

Sempre dal D.L. n. 126/2019, convertito nella Legge n. 159/2019, si evince che coloro che ottengono la chiamata da queste nuove graduatorie non potranno richiedere assegnazione provvisoria, utilizzazione e neanche fare domanda di mobilità per i successivi 5 anni. “Una richiesta forte da parte dell’Anief – ha detto Giuseppe Faraci, segretario generale Anief – è stata quella di integrare l’art. 6 della bozza del decreto con un comma nuovo, in cui si prevede la non applicazione dell’art.1, comma 17-octies, e di conseguenza il vincolo quinquennale. Vista la situazione epidemiologica – conclude Faraci – sarebbe opportuno permettere ai docenti di avvicinarsi alle famiglie di origine, piuttosto che costringerli a frequenti e pericolosi viaggi per l’Italia”.

DENTRO ANCHE CHI NON È INSERITO A PIENO TITOLO

L’amministrazione ha spiegato che nei casi in cui risultino avviate le procedure concorsuali, ma non concluse, gli uffici accantoneranno e renderanno indisponibili i posti messi a concorso per l’anno di riferimento ai sensi dell’articolo 1, comma 17 septies del D.L. 126/2019. Questo, comporterà una riduzione sensibile dei posti residui poiché le procedure dei bandi di concorso 2020 sono da considerarsi iniziate. Il sindacato ha comunque avuto rassicurazioni per docenti collocati nelle GaE e nelle graduatori di merito non a pieno titolo: il D.L. 126/19 e la conseguente Legge 159/2019 non impongono infatti preclusione alcuna in tale direzione. E neanche la bozza riporta indicazioni in tal senso. La conclusione è che per questa procedura, anche chi non è a pieno titolo nelle varie graduatorie potrà essere incluso nelle liste della call veloce.

Solo in questo modo si riuscirebbe a dare stabilità a persone che per anni hanno portato avanti la didattica nelle scuole, avendo contratti a tempo determinato anche se in graduatoria con riserva. E allo stesso tempo si riuscirebbe a stabilizzare quei docenti di ruolo che da anni vivono con una spada di Damocle sulla testa. Aspettando una sentenza che potrebbe, in caso negativo e dopo anni di ruolo, trasformare un contratto da tempo indeterminato a tempo determinato.

“Permettere ai docenti di ruolo da GaE ma con contratto con vincolo rescissorio di concorrere per la ‘call veloce’ e consentire ai docenti delle varie graduatorie non a pieno titolo di entrare in questa nuova graduatoria – osserva Stefano Cavallin, segretario Generale Anief –, potrebbe risolvere il problema della clausola rescissoria nei contratti. La graduatoria della call veloce è una nuova graduatoria. Nuova graduatoria in cui tutti i componenti sono a pieno titolo. Pertanto i contratti a tempo indeterminato non devono prevedere nessuna clausola rescissoria. Speriamo che il ministero – conclude Cavallini – recepisca queste osservazioni e condivida con l’Anief la volontà di risolvere il problema dei docenti non a pieno titolo”.

COME FUNZIONA LA ‘CALL VELOCE’

Ad entrare in ruolo saranno solo poche migliaia di precari, la metà dei quali individuati dalle GaE e l’altra metà dei concorsi 2016 e 2018. Per coprire i tanti posti residui, entreranno in scena le chiamate veloci. “Dopo le ordinarie procedure di immissioni in ruolo – scrive Orizzonte Scuola – il Ministero proporrà, sulla base della legge 159/2019 una call veloce per assunzione anche in altra provincia o regione. Le operazioni dovrebbero concludersi – secondo quanto indicato nella legge – entro il 15 settembre, ma data la peculiarità dell’anno scolastico 2020/21 potrebbero verificarsi degli slittamenti”.

La quota del 50% dei concorsi va però chiarita, continua la rivista. “Essa spetta in primis al concorso 2016. Al netto dei posti coperti con le graduatorie dei concorsi ordinari banditi nel 2016, per l’anno scolastico 2020/21 al concorso 2018 secondaria (DDG 1° febbraio 2018) spetta l’80% dei posti rimanenti. Terminata questa fase, per la secondaria, si sarebbe dovuti passare alle assunzioni da concorso straordinario 2020. Ma – secondo l’accordo stipulato nella notte del 24 maggio tra i partiti della maggioranza – le prove del concorso straordinario si svolgeranno in autunno, per cui anche per settembre 2020 non potranno esserci assunzioni da nuove graduatorie”.

L’ALLARGAMENTO A TUTTE LE GRADUATORIE

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “visto che viene dato per scontato che la conversione del decreto Scuola porterà al rinnovo delle graduatorie d’istituto, con contestuale trasformazione delle stesse in liste provinciali, allora tanto valeva dare l’opportunità di aprire la ‘call veloce’ a queste nuove graduatorie. Sarebbe stata una vera operazione di giustizia, oltre che di riconoscenza, verso i tanti docenti precari che vengono reputati indispensabili per “tappare” i buchi, ma poi vengono condannati all’incertezza ancora una volta fino a chissà quando”.

A questo proposito, Anief ha chiesto in più occasioni, anche nel decreto legge n. 22 sulla Scuola, di utilizzare le graduatorie d’istituto per la call veloce: a questo scopo, ha presentato un emendamento in questo senso e sul quale la VII commissione Cultura del Senato oggi esprimerà l’ultima parola, prima dell’approdo, domani, nell’Aula di Palazzo Madama.

(fonte: Ufficio Stampa Anief)

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Immissioni in ruolo: Anief ribadisce la validità del contratto integrativo anche nella scuola secondaria

incontri di lettura nelle scuole con gli autori

Sulle immissioni in ruolo Anief ribadisce la validità del contratto integrativo anche nella scuola secondaria.

Il sindacato Anief ricorda in una nota stampa di aver messo a disposizione dei propri delegati sindacali un modello con cui far richiedere entro due giorni all’USR l’utilizzazione nel posto in cui si è superato l’anno di prova seppur con riserva, viste le finalità sottese alla firma dell’intesa tra Miur e OO.SS. In caso di rifiuto per applicazione dell’accordo al solo personale della scuola primaria, l’ufficio legale valuterà la procedura di ricorso d’urgenza al giudice del lavoro per ottenere la parità di trattamento e la continuità didattica.

Il modello può essere richiesto ai rappresentanti territoriali Anief presenti alle convocazioni o a segreteria@anief.net

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Calabria: caos immissioni in ruolo, la denuncia della Gilda degli Insegnanti

gilda degli insegnanti in calabria

Un Ferragosto senza riposo e con molte polemiche per la Gilda Insegnanti Calabria che, allibita, ha manifestato in un comunicato stampa – a firma del coordinatore Antonino Tindiglia – il suo sconcerto per le condizioni con cui sono state effettuate le procedure di immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2018/2019.

Nel comunicato stampa, si evince tutta l’indignazione del prof. Tindiglia e della Gilda Insegnanti Calabria: “Anche per quest’anno, inalterata procedura e tempistica procedono le operazioni di organizzazione dell’anno scolastico 2018/2019, con grandi sforzi, impegno e professionalità degli addetti degli USR e degli ATP, pur negli immancabili errori e disguidi dovuti alle procedure che cambiano continuamente, alle direttive emanate con ritardo, alla fretta con cui si devono effettuare tutte le operazioni ed in una realtà che ancora vede l’USR della Calabria senza la nomina del Dirigente Regionale (forse siamo in dirittura di arrivo dopo 7 mesi di ritardo e manca ancora il dirigente provinciale dell’ATP di Catanzaro) si segnala anche la mancanza di personale che negli anni ha visto più che dimezzare gli impiegati addetti alle procedure. Come ogni anno un’estate di apprensione, di ansie per tutti i candidati aspiranti all’agognato ruolo e con tanta, tanta disponibilità e pazienza”.

La denuncia

“Si assiste a convocazioni fatte con urgenza senza neanche i dovuti tempi per prendere visione, in locali privi dei minimi requisiti di accoglienza (questa è la scuola) in un caldo afoso con candidati per la maggior parte donne in gravidanza o che allattano, con tempi che si prolungano fino a tardi per poter concludere in tempo le operazioni.
È da anni che porto queste tematiche al tavolo delle trattative chiedendo di anticipare i tempi e che finisca quest’ottica della scuola vista come un’azienda che cerca il cliente, ma che si ritorni alla visione invece di una scuola che forma il futuro cittadino, la società del domani”.

Continua la Gilda: “Nell’ottica del contenimento della spesa pubblica si costringe a completare le cattedre a 18 ore con grave disagio per gli insegnanti che sono costretti ad andare in altri istituti spesso molto distanti tra loro con aggravio di costi personali (si rammenta che lo stipendio di un insegnante è tra i più bassi della pubblica amministrazione) e spreco di tempo per gli spostamenti e sacrifici che stressano e che cambiano di anno in anno”.

“La politica non vuole trovare soluzioni”

“Le soluzioni – prosegue il comunicato – ci sono, sta alla politica volerlo. Si potrebbe risolvere questo problema anticipando i tempi per le operazioni di assegnazione dei docenti alle scuole e creando un organico di istituto stabile nel tempo, ipotesi per 5 anni, a prescindere dal numero degli allievi, e lasciato all’organizzazione del Dirigente scolastico nel rispetto delle decisioni degli organi collegiali per come prescrive la legge”.

“Noi che operiamo nella scuola – conclude – e che non smettiamo mai neanche il giorno di ferragosto di interessarci, diciamo basta a questo processo distruttivo di quella che era una realtà invidiata per come riusciva a formare le menti (lo dimostrano i successi degli studenti italiani nel mondo), diciamo basta a questo eccesso di dirigismo e di burocrazia che ha paralizzato uno dei mestieri più belli ed utili del mondo: INSEGNARE“.