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Puntuale come l’arrivo dell’autunno arrivano le proteste studentesche. Quest’anno nel mirino c’è Marco Bussetti, ministro dell’Istruzione, e il governo gialloverde. Il governo del cambiamento che non sta “facendo alcun cambiamento” secondo le associazioni che promuovono le manifestazioni.

Si contano almeno 30 città in cui gli studenti in agitazione manifesteranno.

Gli appuntamenti nelle maggiori città italiane

Sciopero degli studenti a Milano

A Milano si comincia a sfilare alle 9.00, partenza da Porta Garibaldi.

Sciopero degli studenti a Roma

La chiamata a raccolta è a Piazzale Ostiense, sotto la Piramide Cestia, alle 9.00. A Roma lo sciopero degli studenti coinciderà con quello dei trasporti.

Sciopero degli studenti a Napoli

A Napoli gli studenti si raccoglieranno a Piazza Garibaldi alle 9.00

Sciopero degli studenti a Torino

L’appuntamento per gli studenti che vogliono manifestare a Torino è alle 9.00 a piazza Arbarello.

Sciopero degli studenti, le rivendicazioni

La Rete degli Studenti, sul suo sito internet, spiega così le motivazioni che portano gli studenti a manifestare.

Quello che doveva essere il Governo del “cambiamento”, il governo dei cittadini e del popolo, sta mostrando la sua vera faccia: un Governo che costruisce consenso sulle bugie e sulla propaganda, che chiama “risparmi” i tagli sulla scuola e “giustizia” i crimini contro i diritti umani.

Da decenni ormai la nostra generazione subisce le scelte sbagliate e dannose di una politica che ha paura di attuare l’unico vero cambiamento necessario: un investimento massiccio in scuola e università.

È ora di dire basta. Al Governo chiediamo: #CHIHAPAURA DI CAMBIARE? NOI NO!

L’UDUUnione degli Universitari, spiega invece:

Il nuovo governo si appresta a presentare la sua prima Legge di Bilancio alla Camera, incardinata per il 20 ottobre, ma già le indiscrezioni e le prime uscite fanno emergere le storture di una manovra che continua nel solco di condoni, di manovre spot di assistenzialismo e di incentivi alle imprese nella speranza della risoluzione della disoccupazione.

La sfida ingaggiata con le istituzioni europee per aumentare il deficit al 2,4%, invece di essere una manovra espansiva per aumentare gli investimenti pubblici in settori strategici come istruzione, infrastrutture e politiche attive al lavoro, si limita ad essere una semplice manovra elettorale in vista delle europee. Non si parla ai giovani, al futuro del paese e, forse, la bocciatura da parte dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio sulle previsioni di crescita nei prossimi anni del governo, definite ottimistiche, non è da considerarsi una casualità.

[…]

“Non investire in Scuola e Università significa non investire nelle nuove generazioni, non investire sul futuro di questo paese. I giovani continuano ad essere, anche a fronte di un cambio di governo, i dimenticati della politica. Non si investe nel formarli e nel prepararli ad una società in continuo mutamento, non si investe per risolvere il problema della disoccupazione giovanile, anzi il reddito di cittadinanza, da nuove indiscrezioni, diventerà una manovra diversa di incentivo alle assunzioni per le imprese, che tratterranno il reddito dei nuovi assunti. Siamo stanchi di essere relegati ai margini di una politica che vuole parlare per noi, ma non ci ascolta e ci dimentica finite le passerelle elettorali. Chi ha paura di cambiare? Noi no, il governo sembra proprio di sì. Per questo il 12 ottobre scenderemo in tutte le piazze di Italia per ribadirlo”.

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