Il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti

Bussetti a 360 gradi nell’intervista a La Repubblica: i principali argomenti trattati

Lavoro, Governo e sindacati

A distanza di un mese dall’insediamento del nuovo Governo e il giuramento, La Repubblica intervista il ministro dell’istruzione Marco Bussetti, sicuramente tra i più attivi e decisi del nuovo esecutivo. In meno di 30 giorni Bussetti ha messo in discussione Buona Scuola e avviato gli iter per riformare l’intero comparto istruzione: solo nell’arco delle ultime 24 ore ha raggiunto l’accordo con i sindacati per cancellare la chiamata diretta dei docenti e ha riunito l’Osservatorio permanente per l’inclusione ribadendo il “diritto allo studio di tutti”.

Dalla chiacchierata – a firma Corrado Zunino – a tutto tondo vengono fuori una serie di importanti spunti che animeranno il dibattito nei prossimi mesi.

  • La Buona Scuola non è tutta da buttare: sebbene i presagi sembravano dire l’esatto opposto, è lo stesso Bussetti a sottolineare che “Quello che funziona si tiene, ciò che va migliorato si cambia”. Proprio questa forte dichiarazione offre lo spunto a Repubblica per il titolo.
  • Concorsi per docenti su base regionale: la proposta del Ministro, da questo punto di vista, è molto chiara. L’idea è quella – entro il 2019 – di riproporre i concorsi per docenti su base regionale, con un vincolo di tre anni di attività prima di chiedere il trasferimento presso altra sede.
  • Chiamata diretta dei docenti: Bussetti difende la scelta di cancellarla. “Era nel contratto di Governo – spiega – ed era troppo discrezionale e inefficiente. Ora abbiamo criteri certi”.
  • Finanziamenti alle scuole paritarie: “La libertà di educazione è un valore e le scuole paritarie svolgono un ruolo complementare importantissimo”. Così, la linea tracciata dal Pd resta.
  • Concorso per i dirigenti scolastici: il concorso non sarà rinviato, resta fissata la data del 23 luglio.
  • Concorso per i precari: ne sono due nel 2018 e “sono in stand-by“.
  • GaE: il tema più importante probabilmente è questo. Rispondendo a un domanda sul decreto delle diplomate magistrali, il ministro afferma:

«Le dico che è già stato inviato a Palazzo Chigi per la condivisione. Ho appena rassicurato le diplomate: rispetteremo la sentenza del Consiglio di Stato che le toglie dalle Graduatorie a esaurimento, ma andremo incontro alle aspettative di tutte le maestre interessate. Diplomate, laureate. Posso dire che non ci sarà una terza graduatoria. Bisogna garantire un corretto avvio dell’anno scolastico e le maestre diplomate sono parte di questo corretto avvio»

L’intervista completa è disponibile a questo link.