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Si complica il percorso dei docenti precari di religione cattolica verso la stabilizzazione, dopo anni ed anni di supplenze: alla vigilia dell’approdo in Aula del Senato del decreto-legge 135/18 Semplificazioni, il cui esame è previsto a partire da queste ore, si scopre che la parte del testo as 989 a/bis, licenziato dalla I e dalla VIII Commissione di Palazzo Madama, riguardante questa categoria di insegnanti non sarà nemmeno valutata: l’emendamento 10.0.3. al ddl 989 – a firma dei senatori Pittoni, Barbaro, Nisini, Rufa, Augussori, Saponara, Campari, Faggi, Pepe, Pergreffi – è stato infatti ritirato.

Attraverso l’emendamento leghista, il reclutamento degli insegnanti di religione cattolica nella scuola statale si sarebbe dovuto realizzare assegnando la metà dei posti ai vincitori dei concorsi ordinari e l’altra metà ai vincitori dellesessioni riservate ai precari con almeno 36 mesi di servizio svolti, dopo comunque avere assorbito tutti gli idonei del concorso del 2004. Con la decisione di introdurre la sessione riservata rientrava nell’idea del Fit transitorio per la scuola secondaria previsto dal decreto legislativo 59/2017.

Sul ripensamento del partito di maggioranza non si hanno spiegazioni ufficiali: di sicuro, sulla decisione finale hanno avuto la loro influenza le proteste dei tanti insegnanti precari esclusi dal “paletto” imposto dai proponenti dell’emendamento della Lega con cui si pretendeva che i 36 mesi di servizio fossero stati svolti negli ultimi dieci anni. Ma anche la cervellotica decisione di impedire ai candidati di trovare posto nella propria provincia.

Anief pronta a supportare i docenti esclusi

“A questo punto – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – saltando l’emendamento che avrebbe autorizzato l’ennesima procedura riservata, ai docenti di religione cattolica precari in possesso dell’idoneità diocesana ignorati dalla politica, è chiaro che non rimane altro che ricorrere ai tribunali del lavoro: in quella sede, sarà possibile finalmente chiedere la loro stabilizzazione e il giusto risarcimento per l’abuso dei contratti a terminecome previsto da precise disposizioni e direttive dell’Unione Europea”.

“Tra l’altro, a nostro avviso, questi docenti vanno considerati titolari nella scuola dove stanno facendo il FIT dal 1° settembre 2018, accantonando il posto nella mobilità già accantonato per i docenti individuati prima del 31 dicembre sempre per il FIT visto che è stato abolito” conclude il presidente nazionale Anief.

Tutti coloro che sono interessati a ricorrere con Aniefcontro la mancata assunzione a tempo indeterminato del personale abilitato e per il risarcimento per abuso reiterato dei contratti a termine possono cliccare qui.

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