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“Come si fa a realizzare più tempo scuola senza assumere gli insegnanti a cui affidarlo?”. Una pietra la frase che apre il comunicato stampa di ANIEF, che commenta così il mancato inserimento nel testo della manovra economica dei provvedimenti “promessi a più riprese dai più alti esponenti del governo” per ridurre il divario tra settentrione e meridione sul fronte dell’istruzione.

“È indicativo, invece, che tra i finanziamenti accordati sinora siano assenti quelli per procedere all’assunzione di 27.400 docenti e appartenenti al personale ATA chiesti dal Miur, di recente ricordati dal Ministro dell’Istruzione nel corso di un question time alla Camera, come primo assaggio verso l’incremento del tempo scuola nelle regioni più deprivate a livello di agenti culturali”.

Insomma, come si fa il tempo pieno senza insegnanti?

Lo spunto che ha portato alla risposta di ANIEF è dato da alcuni titoli della stampa di settore (istruzione) che parlavano proprio del fatto che sul “tempo pieno il governo del cambiamento non cambia”.

Pacifico: progetti validi che rischiano di sparire

Secondo Marcello Pacifico, presidente di Anief-Cisal, il rischio concreto è che “Il progetto si perda strada facendo, per via dei vincoli imposti dal Mef. Come per altri annunci e disegni legge virtuosi, quali l’introduzione dei docenti di educazione motoria alla primaria, di musica di inglese”.

“Come si fa a continuare a parlare di tempo pieno – continua Pacifico – se nel testo della prossima manovra economica 2019, bollinata dalla Ragioneria di Stato, non ci sono norme in questa direzione e, soprattutto, non si prevede l’assunzione di nuovi insegnanti per attuare l’incremento di tempo scuola al Sud?”.

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