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Il dicastero è verde, ma il supporto in queste ore è tutto giallo. Al Miur guidato dal leghista Marco Bussetti, difatti, si lavora sulla nuovissima alternanza scuola-lavoro che cambierà nome (“Percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento” probabilmente) e vedrà dimezzarsi (e più) il monte ore destinato a queste attività. Il proclama è sempre lo stesso, da parte degli alleati del Movimento 5 Stelledemolire la Buona Scuola che porta il marchio a fuoco di Matteo Renzi. Più moderato il Ministro dell’Istruzione che invece dal suo insediamento continua a parlare di una rivisitazione, una rimodulazione della Buona Scuola renziana.

Secondo le indiscrezioni di queste ore, invece, sarebbe più corretto dire che l’alternanza scuola-lavoro cambierà. Ma che resiste.

La senatrice a 5 Stelle: dai precedenti esecutivi “smantellamento programmato della scuola pubblica”

La battaglia dell’abbattimento della Buona Scuola è stato cavallo di battaglia, nell’ultima tornata elettorale, del Movimento 5 Stelle più che della Lega di Matteo Salvini. Non è un caso che il vicepremier Luigi Di Maio, leader pentastellato, più volte ha “invaso” il campo del collega Bussetti. E non è un caso che a continuare a parlare di smantellamento della Buona Scuola siano sempre gli esponenti del Movimento. L’ultima, in ordine di tempo, è la senatrice Bianca Laura Granato, che ha affidato a Facebook la sua riflessione sul ruolo della scuola secondo i 5 Stelle.

Nel post della senatrice, gli attacchi agli scorsi esecutivi non sono certo nascosti. Nel mirino della Granato la chiamata diretta e l’alternanza scuola-lavoro.

“Cos’è per il Movimento 5 Stelle la scuola pubblica? Lo strumento principe – si legge nel post – della cittadinanza e della mobilità sociale. C’è chi attenta a questo precetto per favorire le scuole private, ma noi vogliamo restituire la scuola statale alla sua funzione costituzionale di formare cittadini liberi e consapevoli e di garantire anche agli ultimi giustizia sociale. Svilire l’insegnamento con vari pretesti è stato lo strumento di cui le classi politiche e dirigenti che ci hanno preceduto si sono servite per portare avanti il disegno perverso di smantellamento della scuola statale. L’aziendalizzazione della scuola e la marginalizzazione delle conoscenze rispetto alle competenze avevano solo il compito di asservire alla logica dei mercati intere generazioni di individui. La legge 107/2015 (Buona Scuola, ndr) è stata l’ultimo colpo inferto alla scuola statale, in cui l’autonomia si è trasformata in autoritarismo, limitazione della libertà di insegnamento, discrezionalità senza controllo dei dirigenti scolastici”.

La soluzione

“Per fronteggiare questo smantellamento programmato della scuola statale pubblica, stiamo creando gli anticorpi attraverso una classe docente preparata e forte, che operi nella stima e nella considerazione della società civile, nel rispetto di studenti e famiglie che sono i destinatari privilegiati del servizio pubblico di qualità che intendiamo ripristinare”.

“Presto la chiamata diretta sarà un pallido ricordo e l’alternanza scuola lavoro sarà contenuta in un numero di ore che la renda una formazione aggiuntiva non sovrapponibile a qualsiasi ora di altro insegnamento”.

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