Pensionamenti: a settembre 2020 almeno 33mila in meno tra docenti, ATA e personale scuola

Dal 1 settembre 2020 il comparto scuola dovrà fare a meno, causa pensionamento, sicuramente di oltre 33 mila docenti e Ata: lo ha comunicato il Miur ai sindacati. Si tratta di un numero cospicuo, più alto della media degli ultimi anni. Nel dettaglio, riporta Orizzonte Scuola, si tratta di 26.327 docenti; 7.088 ATA; 78 unità di personale educativo; 383 insegnanti di religione. Poi ci sono 16.683 domande prodotte con “Quota 100”, il cui lasciapassare, attraverso una verifica individuale dei requisiti, arriverà nelle prossime settimane: quindi, i potenziali pensionati, sempre tra insegnanti, amministrativi, tecnici e ausiliari, superano le 50 mila unità.

“A poco a poco – spiega l’Anief in una nota stampa – gli Uffici Scolastici pubblicheranno i dati provinciali, con la ripartizione per classi di concorso, utili innanzitutto per la mobilità degli insegnanti di ruolo. Il 50% dei posti va alla mobilità, il 50% alle immissioni in ruolo. In particolare, dopo aver accantonato il 50% dei posti rimasti disponibili dopo i trasferimenti provinciali da destinare alle immissioni in ruolo, del 50% residuo una parte viene riservata alla mobilità interprovinciale e una parte alla mobilità professionale”.

“È giunta l’ora di farla finita con il reclutamento tradizionale – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – con i docenti italiani che arrivano quasi sempre alla stabilizzazione già stremati, dopo anche decenni di supplenze, mentre i colleghi europei vengono assunti in modo automatico dopo 36 mesi di servizio anche non continuativo, come del resto dice l’Unione europea da oltre 20 anni. Il Governo arresti questa ‘gavetta’ infinita, tutta italiana, fatta di concorsi-lumaca e di immissioni in ruolo sempre più difficoltose”.

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