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Nuovo Hub alla Federico II: venerdì 18 giugno alle 12 si inaugura QTIH

L’Ateneo federiciano aggiunge un nuovo tassello alle sue iniziative di promozione dell’innovazione e del trasferimento tecnologico a beneficio del tessuto industriale, economico e sociale del Paese. Il nuovo Hub QTIH – Quantum Technologies Innovation Hub, che nasce nell’ambito del Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati (CeSMA), punta a sostenere le attività di ricerca strategiche sulle Tecnologie Quantistiche (QT) presenti in Ateneo ed a promuoverne la loro integrazione per meglio raccogliere l’incredibile scommessa di portare le QT dai laboratori al mondo dell’impresa.

Le QT sono un settore R&D fortemente innovativo con un incredibile potenziale d’impatto: la trasformazione che si prefigura è rivoluzionaria e dirompente, avendo le QT ricadute dirette su tutti i campi della scienza, dall’informatica alla biologia, dalle telecomunicazioni all’ingegneria, alla medicina ed all’ambiente. Le proiezioni macroeconomiche prevedono per le QT un impatto significativo sia sul PIL sia sui livelli occupazionali dei Paesi sviluppati: l’accesso diretto alle QT consentirà di evitare seri problemi potenziali alle infrastrutture strategiche e di sicurezza nazionale.

La collocazione nel Complesso di San Giovanni rafforza la vocazione del sito verso i temi dell’innovazione e un’interazione fruttuosa dell’Accademia con le imprese.

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Storico accordo tra Federico II e Palazzo Reale di Napoli

Siglato ieri mattina l’Accordo Quadro tra l’Università degli Studi di Napoli Federico II e Palazzo Reale di Napoli. La firma del rettore Matteo Lorito e del direttore Mario Epifani, avvenuta nella sala del Consiglio dell’Ateneo fridericiano, ha sancito l’inizio di una profonda e duratura collaborazione.

Un’opportunità sia per l’Università, per gli studenti, i ricercatori e i docenti dei vari dipartimenti, sia per il Palazzo Reale che apre le porte al mondo della ricerca con l’intento di tutelare il patrimonio attraverso lo studio, la valorizzazione e la conservazione dei beni.

Tra gli obiettivi dell’accordo proposto e sviluppo di progetti congiunti volti a valorizzare la ricerca scientifica e l’alta formazione sulla gestione, la valorizzazione, il recupero, la conservazione e la sviluppo dei beni dei prodotti e manufatti artistico culturali.

Saranno avviati percorsi di studio, ricerca e formazione per realizzare un modello di ‘governance’ degli interventi e dei progetti che svilupperanno su molteplici temi d’interesse con i singoli dipartimenti dell’Ateneo Fridericiano e che siano indirizzati alla tutela del patrimonio artistico e culturale di Palazzo Reale.

Già identificati i campi di azione che spaziano dalla tutela dell’ambiente, in particolare tra la facoltà di Agraria, per la tutela dei giardini, dell’area architettonica d’interesse dei dipartimenti di Architettura, restauro e Ingegneria, a quella giuridica per le garanzie dei beni culturali, ma anche del settore degli itinerari e visite grazie all’indirizzo turistico che coinvolgono il corso di studi ad indirizzo manageriale.

L’accordo ha una durata di 3 anni al termine di ognuno dei quali saranno presentati i risultati dei progetti eseguiti e lo stato di quelli in corso d’opera, per verificarne l’andamento.

Matteo Lorito, rettore Università degli studi di Napoli, ha dichiarato: “‘L’accordo punta a mantenere e a valorizzare il nostro patrimonio, ad aprirlo anche come laboratorio culturale, e rappresenta un’opportunità per i cittadini, per gli studenti, per i ricercatori. Ci aspettiamo delle scoperte interessanti negli archivi e nel patrimonio librario e sicuramente un aumento della fruizione dei luoghi, come del giardino storico, area verde che ha funzione urbana molto importante, al cui recupero si sta già lavorando. Un lavoro di collaborazione che sfocerà in un programma che l’Università intende realizzare con il coinvolgimento delle strutture del patrimonio dei beni culturali in occasione dei festeggiamenti degli 800 anni della Federico II, nel 2024″.

Mario Epifani, direttore Palazzo Reale di Napoli, ha affermato: “Nel primo anno di attività del nuovo museo autonomo la possibilità di avviare un rapporto di collaborazione con uno dei più antichi atenei d’Italia, consente di sviluppare diversi ambiti di ricerca funzionali al miglioramento dell’offerta culturale del Palazzo Reale di Napoli. La promozione dello studio e della conoscenza dell’edificio e delle collezioni rientra tra i nostri fini istituzionali. Per il suo ruolo di centro del potere per oltre tre secoli e per la sua collocazione preminente nel centro cittadino, Palazzo Reale rappresenta un oggetto d’indagine ideale per diverse discipline: non solo la storia, l’architettura, l’urbanistica e la storia dell’arte, ma anche altri ambiti applicabili, ad esempio, alla gestione del museo e alla cura dei giardini. In parallelo all’estensione dell’apertura ai visitatori in termini di fruizione, è mia intenzione garantire la massima disponibilità agli studenti, ai ricercatori e ai docenti che possano aiutarci a garantire la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale di Palazzo Reale, compiti che richiedono innanzitutto un’adeguata conoscenza di quel patrimonio”.

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Disabilità intellettiva: è possibile recuperare le abilità esecutive con la realtà virtuale. Lo dimostra uno studio della Federico II

Disabilità intellettiva: è possibile recuperare le abilità esecutive con la realtà virtuale. Una ricerca diretta dalla professoressa Paola Marangolo, ordinario di Psicobiologia e psicologia fisiologica presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, in collaborazione con il Laboratorio Sperimentale Afasia di Torino patrocinato dalla Fondazione Carlo Molo Onlus, diretto dal dottor Alberto Giachero, sottolinea infatti l’importanza della realtà virtuale per migliorare le abilità esecutive in persone con disabilità intellettiva.

Lo studio dal Titolo “Procedural Learning through Action Observation: Preliminary Evidence from Virtual Gardening Activity in Intellectual Disability” pubblicato sulla rivista internazionale Brain Sciences ha coinvolto 14 persone con diversi gradi di disabilità intellettiva dalla nascita.

La disabilità intellettiva compromette il funzionamento intellettivo e adattivo. È una condizione clinica che compare nelle prime fasi dello sviluppo. L’eziologia può dipendere da diversi fattori di rischio. I fattori genetici includono malattie cromosomiche o ereditarie, mentre le cause non genetiche possono occorrere in epoca prenatale (malattie cromosomiche, errori congeniti del metabolismo, malformazioni cerebrali e malattie materne), perinatale (eventi legati al travaglio o al parto che portano a encefalopatia neonatale) e fattori postnatale (ipossia, infezioni, lesioni cerebrali, disturbi convulsivi, intossicazione tossico-metabolica).

Le persone con disabilità intellettiva mostrano difficoltà nell’eseguire attività complesse (es. fare la spesa, cucinare, fare giardinaggio) con perdita di autonomia nella vita quotidiana.

L’unico rimedio per aiutare queste persone a migliorare le loro abilità è programmare percorsi intensivi riabilitativi focalizzati sul recupero delle abilità compromesse.

Ricerche neuroscientifiche indicano chiaramente che la riabilitazione risulti più efficace se viene effettuata in contesti che simulino situazioni reali.

Nel presente studio, 14 ospiti con disabilità intellettiva della comunità Villa Lauro della Fondazione Agape dello Spirito Santo di Torino sono stati coinvolti in un training cognitivo sperimentale finalizzato all’apprendimento delle procedure di giardinaggio. I soggetti dovevano osservare la ricostruzione virtuale di un orto presente nella comunità che proiettava su uno schermo virtuale le procedure necessarie alla coltivazione delle zucchine. Contemporaneamente gli veniva richiesto di svolgere esercizi cognitivi per il recupero degli strumenti utili alla coltivazione e interagire tra loro commentando le scene osservate.

L’utilizzo della realtà virtuale ha favorito l’apprendimento della procedura di giardinaggio rivelandosi uno strumento più efficace rispetto ai laboratori implementati nel contesto reale e precedentemente frequentati dai 14 soggetti coinvolti nella ricerca sperimentale.

Dopo quattordici settimane di trattamento, effettuato due volte alla settimana, tutti i partecipanti sono stati in grado ad utilizzare nel contesto reale le procedure di giardinaggio apprese migliorando anche le loro abilità cognitive misurate prima e dopo il trattamento ai tests di attenzione, apprendimento spaziale e di pianificazione.

“Lo studio parte dalla teoria dell’Embodied Cognition o ‘conoscenza incarnata’ ormai consolidata in ambito neuroscientifico. Secondo questa prospettiva – spiega la professoressa Paola Marangolo, esiste una relazione tra il sistema cognitivo e il sistema sensorimotorio: linguaggio, memoria, attenzione, funzioni esecutive sono in parte controllati dal sistema motorio, in quanto mediati da azioni motorie. La realtà virtuale, garantendo l’immersione all’interno di ambienti di vita reale, attiva il sistema sensorimotorio e, di conseguenza, facilità il recupero delle abilità cognitive”.

“Il nostro lavoro – afferma la professoressa Marangolo – apre la strada a nuove frontiere neuroriabilitative. Data la gravità della patologia e l’impatto negativo che le disabilità intellettiva determina a livello sociale, psicologico e comunicativo, riteniamo che i nostri risultati possano indicare la necessità di realizzare nelle persone diversamente abili percorsi riabilitativi quanto più reali e contestualmente motivanti al fine di considerare l’impatto ecologico della riabilitazione nelle abilità di vita di tutti i giorni”.

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La Città Palinsesto – Tracce, sguardi e narrazioni sulla complessità dei contesti urbani storici – la tre giorni di studio si inaugura domani alle 9.15 nell’Aula Magna Storica della Federico II

sede centrale federico ii

Saranno dedicati tre giorni di studio, dal 10 al 12 giugno 2021, al Convegno dal titolo ‘La Città Palinsesto’, sul complesso patrimonio di tracce, di immagini, di narrazioni sulla complessità dei contesti urbani storici.

La nona edizione dell’incontro internazionale ha come obiettivo quello di capire come siamo arrivati all’attuale complessità urbana, come possiamo descrivere le nostre città, come le vediamo e le rappresentiamo e come possiamo recuperarle e valorizzarle.

André Corboz utilizzò il termine palinsesto per proporre un’efficace metafora (Le territoire comme palimpseste) tra il documento pergamenaceo e la città e/o il territorio su cui l’uomo applica il proprio fare. La pergamena, che dal Medioevo ha tramandato le scritture, era un materiale di grande pregio e veniva più volte riutilizzato, abraso, talvolta invertito e riscritto, pur non perdendo mai la propria ‘stratificazione’, di cui rimanevano leggibili le tracce.

La città e il suo territorio sono come una pergamena, trasformati dall’azione della natura e dell’uomo, e dotati nei secoli di significati differenti in relazione alle società che li modificano, senza però cancellare i segni del tempo, sia naturali sia antropici.

Gli studi, che si sono perfezionati nel corso degli anni, sono ancora attuali? La risposta è chiaramente affermativa e i layer che appaiono oggi sovrapponibili nei tessuti urbani e nei loro territori rappresentano per la nostra società un’eredità da non cancellare, ma, anzi, da conoscere ed esaltare.

Il Convegno, organizzato dal CIRICE, Centro Interdipartimentale d’Ateneo di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea, si terrà su piattaforma Teams e sarà accessibile a tutti gli interessati tramite il link di iscrizione.

La cerimonia di apertura si terrà nell’Aula Magna Storica della sede centrale dell’Università Federico II con i saluti istituzionali di Matteo Lorito, Rettore dell’Università di Napoli Federico II, Teresa Elena Cinquantaquattro, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, Luigi La Rocca, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli, Bruno Discepolo, Assessore al Governo del Territorio della Regione Campania, Rosa Tamborrino, Presidente AISU Associazione Italiana di Storia Urbana, Michelangelo Russo, Direttore DiARC Dipartimento di Architettura, Università di Napoli Federico II, Andrea Mazzucchi, Direttore DSU Dipartimento di Studi Umanistici, Università di Napoli Federico II, Francesco Pirozzi, Direttore DiCEA Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale,Università di Napoli Federico II, e Annunziata Berrino, Direttrice CIRICE Centro interdipartimentale di ricerca sull’Iconografia della Città Europea, Università di Napoli Federico II.

Presenterà i lavori del convegno Alfredo Buccaro, Coordinatore Convegno CIRICE 20_21, Università di Napoli Federico II.

Terranno le relazioni introduttive Gaetano Manfredi, già Ministro dell’Università e della Ricerca, già Rettore dell’Ateneo Federico II, Brigitte Marin, Direttrice dell’École Française de Rome, Giovanni Carbonara, Emerito Università di Roma Sapienza, e Elisa Novi Chavarria, Università del Molise.

La Tavola Rotonda finale avrà luogo nella sede del Dipartimento di Architettura in via Forno Vecchio.

Entrambi gli eventi saranno trasmessi in streaming sul canale youtube.

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L’Università Federico II compie 797 anni. Riconoscimenti per studenti meritevoli e laureati illustri

‘La Federico II celebra i suoi 797 anni e ha sempre come protagonisti i suoi studenti. Secondo lo spirito del nostro fondatore che già quasi ottocento anni fa dava la possibilità di venire a Napoli studiare coprendo i costi dello studio e anche questa era una novità per quei tempi. Lo studente doveva trovare a Napoli le condizioni migliori per studiare, essere tutelato e protetto. E questa è la promessa che noi rinnoviamo ogni anno ed è lo spirito con cui noi accogliamo i nostri oltre 75 mila studenti’ – sottolinea il rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Matteo Lorito, nel corso delle celebrazioni per i 797 anni dell’Ateneo. ‘La nostra antichissima istituzione ha 2 peculiarità, uniche nel loro genere: ha un atto di fondazione, noi sappiamo esattamente il giorno in cui è stata fondata, e sappiamo esattamente chi l’ha fondata, Federico II, un uomo che ha stupito il mondo per le sue intuizioni. L’università ha avuto un percorso lunghissimo, ricchissimo, ha attraversato vicende ed epoche tra le più diverse, disparate, ora esce da una pandemia, sempre guardando al futuro. Quelli che verranno saranno anni bellissimi, esaltanti, di crescita perché questo è un Ateneo solidissimo e continuerà a portare il suo contributo al Meridione e al Paese‘, ricorda il Rettore.

Accanto al Rettore la Prorettrice Rita Mastrullo ribadisce: ‘Ripartiamo mantenendo forte il principio del baricentro della nostra comunità che sono gli studenti, principio ispiratore e fondatore della nostra università che ci accompagna in tutte le attività. Guardiamo agli studenti come le nostre radici e il nostro futuro’.

Durante la cerimonia nell’Aula Magna Storica, sono stati premiati 76 studenti meritevoli federiciani. 70 erano collegati su piattaforma e 6 erano presenti in rappresentanza di tutti. Ad accoglierli il rettore Matteo Lorito con i vertici delle Scuole federiciane Angelo Abignente, Giuseppe Cringoli, Antonio Moccia e Maria Triassi.

I 6 meritevoli presenti erano Giuliano Giacobelli, del corso di laurea in Biologia, Gianluigi Galasso, del corso di laurea in Chimica, Vincenzo Leonardi, del corso di laurea in Lingue e letterature moderne europee, Ciro Gaita, del corso di laurea in Giurisprudenza, Iolanda Pavone, del corso di laurea in Ingegneria biomedica, e Vittoria Grande, del corso di laurea in Economia e commercio. I meritevoli hanno introdotto i laureati illustri: Franca Leosini, giornalista e conduttrice televisiva, Teresa Fornaro, ricercatrice Istituto Nazionale di Astrofisica – Osservatorio Astrofisico di Arcetri, Firenze, Francesca Santoro, Principal Investigator presso l’Istituto Nazionale di Tecnologia di Napoli, direttore del Tissue Electronics Lab, Maria Rosaria Capobianchi, Direttore della UOC Laboratorio di Virologia e del Dipartimento di Epidemiologia, Ricerca Preclinica e Diagnostica Avanzata, Istituto Nazionale per le Malattie Infettive (INMI) ‘L. Spallanzani, Giovanni Melillo, Procuratore capo presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli e Fabrizio Freda, CEO del colosso della cosmesi Estée Lauder.

Ringraziamenti e ricordi dagli ‘illustri’.

La giornalista Franca Leosini nel ricevere il riconoscimento ha affermato:Ho avuto 33 premi fino a ora, ma pochi dalla mia città e questo è il riconoscimento della mia gente. Io sono napoletana, lo sono nell’animo, porto Napoli in tutto quello che faccio. Questo riconoscimento è molto più di un premio. Non solo mi gratifica, ma mi da tanta gioia. Un privilegio. Questo è il premio della vita‘.

‘La Federico II, negli anni dell’Università, mi ha insegnato i valori dell’impegno e dell’amicizia. Lo devo ad alcuni professori che ricordo con piacere Gloria Galeno, Gabriello Piazza, Luigi Labruna, Bruno Iossa, Renato Oriani – ha detto il procuratore Giovanni Melillo –. Il valore dell’amicizia perché gli amici di quegli anni sono gli amici di adesso, credo sia una cosa importante’.

Dall’Aula Magna il Rettore Lorito, parlando del prossimo ‘compleanno’ importante del 2024, ha annunciato due call dedicate ai giovani federiciani, alla loro creatività e alle loro emozioni. Una proiettata alla visione internazionale dell’Università, un’altra che vedrà 800 studenti protagonisti di un vero e proprio countdown che accompagnerà la Federico II fino al compimento dei suoi 800 anni. Un avvincente viaggio che avrà inizio a 800 giorni dal traguardo del 5 giugno 2024. Ogni giorno sarà pubblicato un lavoro proposto dagli studenti, dando vita a un percorso storico ed emotivo dedicato all’Ateneo e ai suoi studenti.

Nel corso della cerimonia sono stati consegnati alla professoressa Marella Santangelo, delegata del Rettore, dispositivi informatici per la didattica a distanza destinati a tutti gli studenti dei Polo Universitario Penitenziario della Campania in modo da sostenere e supportare ulteriormente la loro formazione. In video le testimonianze di due studenti del PUP.

Il Rettore ha consegnato anche il premio per il Contest fotografico ‘Disvelamenti. Riscoprire, Rinascere, Ritrovarsi‘ promosso dal Comitato Unico di Garanzia dell’Ateneo alla studentessa Maria de Gregorio, del DSU, per lo ‘scatto’ che ha titolato ‘Finalmente ritorno a respirare’.

È stata presentata la Fondazione Universitaria Federico II il cui atto istitutivo è stato firmato proprio la mattina del 5 giugno 2021.

Nel pomeriggio del 4 giugno, nel Cortile delle Statue, il rettore ha dato inizio alle celebrazioni introducendo le iniziative e la conversazione ‘A proposito di Dante‘ tra il professore Andrea Mazzucchi e Alessandro Barbero, collegato on line.

Al termine, è stata consegnata una targa al professore emerito Arturo De Vivo, prorettore poi rettore dell’Ateneo proprio nel difficile momento della pandemia.  Due le citazioni incise. Una è dantesca tratta dal XV canto dell’Inferno di Dante: ‘…se segui tua stella non puoi fallire a glorioso porto‘. L’altra dal brano ‘Old and wise’ di ‘The Alan Parson Project’ che tradotto recita così: ‘quando qualcuno mi dovesse chiedere se io l’ho conosciuto sorriderei e direi che è stato un mio amico’.

Con ‘Amore non amore‘, poesie e canzoni della tradizione classica napoletana, Peppe Servillo e Franco Marcoaldi con Cristiano Califano alla chitarra si è conclusa la prima giornata delle celebrazioni.

Hanno accompagnato i due giorni di ‘Buon compleanno Federico II – 797 anni di saperi’ le dirette degli studenti di F2 RadioLab, il laboratorio radiofonico dell’Ateneo.

E ancora le voci degli studenti ormai laureati e con carriere brillanti. ‘Il ricordo degli anni alla Federico II si accompagna sempre ad un dolce sentimento di gratitudine, per l’Università e per i professori, che hanno accompagnato il mio sviluppo – ha sottolineato il CEO Fabrizio Freda -. Il ringraziamento più sentito non è per le nozioni apprese, ma per avermi insegnato ad imparare, aver stimolato la mia curiosità intellettuale e dato la misura dell’impegno necessario a dare il meglio di se stessi in quello che si sceglie di fare nella propria vita professionale’.

‘Il primo anno di università è stato per me un anno di rivelazioni sensazionali, che mi hanno fatto innamorare della ricerca biologica – ha evidenziato la biologa Maria Rosaria Capobianchi – il mio primo impatto con le scoperte fondamentali della biologia è avvenuto durante la preparazione dell’esame di Botanica I,  primo esame a impronta biologica dopo matematica, chimica e fisica. Fino ad allora non avevo idea della struttura del DNA, dei meccanismi dell’ereditarietà e della espressione genica. Fino a quel momento la biologia mi era sempre apparsa come ritmata dalle scoperte del passato. Come in un flashback, mi rivedo nelle vacanze di Natale del 1973, nella casa di terra Murata a Procida, leggere avidamente il libro di testo non tanto per preparare l’esame, ma per vedere come andava a finire. Era più affascinante di un romanzo. Realizzare che il 1953, anno della mia nascita (appena una ventina di anni prima), era l’anno che aveva coronato la scoperta della struttura del materiale genetico, il meccanismo del suo trasferimento di generazione in generazione, la decifrazione del codice generico, ha rappresentato per me una specie di folgorazione, che mi ha spinto a decidere di volere un ruolo in questa meravigliosa avventura. Tutto quello che è venuto dopo ha le radici in questo innamoramento che non si è mai affievolito’.

Momenti chiave per la scelta del proprio futuro, storie di libri letti, gruppi di studio, confronti con i docenti, seminari, sorrisi. ‘Impresse nella mia mente ci sono ancora lezioni di tanti professori autorevoli che ho avuto la fortuna di incontrare, che mi hanno trasmesso la loro passione verso la scienza – ha ricordato la chimica Teresa Fornaro -. Non potrò mai dimenticare le ore trascorse in laboratorio, intimidita dalle apparecchiature e strumenti di laboratorio, dove ho trovato ricercatori che davvero mi hanno “accudita”, aiutandomi a fare i primi passi nel mondo della ricerca scientifica. Per me la Federico II è stata questo: formazione e ispirazione’.
La cultura come scelta, quindi, approfondire ogni dettaglio, uscendo dagli schermi. Decidere di spaziare e allargare sempre più gli orizzonti’fino alla NASA, ad esempio. ‘La mia carriera accademica nel campo dell’Astrobiologia è stata segnata da uno dei seminari di divulgazione della Federico II chiamati Come alla corte di Federico II – ha ricordato – tenuto dal Professore di Astrofisica Massimo Capaccioli che trattava il tema della ricerca di vita extraterrestre. Quel seminario mi ha letteralmente cambiato la vita’.

E la convinzione che il rapporto docenti-studenti sia quello che forma la carriera universitaria e, poi, lavorativa dei giovani. Non a caso l’ingegnere biomedico Francesca Santoro. ‘C’era gran fermento per le nuove riforme universitarie e ricordo quanto i professori e il preside di ingegneria insieme a noi studenti non si risparmiavano in discussioni, assemblee per portare avanti dibattiti, chiarimenti ed iniziative. Rimane per me storico il preside, Professor Cosenza, con il megafono in mano a parlare a tutti gli studenti nella sede centrale di Ingegneria! Al di là di quello che potesse essere il pensiero o sentimento politico di ognuno di noi, mi è rimasto impresso quel sentimento di far sentire la voce degli studenti in maniera ordinata, critica e costruttiva’.

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Nasce la Fondazione Universitaria Federico II: l’atto istitutivo verrà firmato il 5 giugno nel corso delle celebrazioni del 797° anniversario dalla fondazione dell’Ateneo

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L’Università degli Studi di Napoli Federico II dopo quasi 800 anni di storia si dota della sua Fondazione Universitaria.

Approvata dagli organi dell’Ateneo, dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione, acquisito il parere positivo del Ministero dell’Università e della Ricerca, l’atto istitutivo della Fondazione Federico II verrà firmato il 5 giugno nel corso delle celebrazioni del 797° anniversario dalla fondazione dell’Ateneo.

La Fondazione Universitaria, strumento già utilizzato dai maggiori Atenei Italiani per sostenere in particolare le attività di terza missione, sarà in grado di incrementare notevolmente l’impatto positivo sullo sviluppo culturale, economico e sociale del territorio. Ad essa potranno fare riferimento nuovi incubatori di impresa e azioni di sostegno all’imprenditorialità giovanile originata dalla ricerca universitaria, lo sviluppo di brevetti e alcune attività di trasferimento tecnologico e di conoscenza, azioni di promozione dell’Ateneo e di richiamo per ricercatori italiani e stranieri.

La Fondazione Federico II potrà promuovere la raccolta fondi e rendere più strutturata e trasparente la partecipazione dell’Ateneo a società e consorzi di interesse pubblico, supportare l’Università nella gestione della propria attività Istituzionale amplificandone le funzioni e sostenendo la semplificazione dei processi amministrativi, anche facilitando i rapporti con organizzazioni nazionali e internazionali ed operatori economici e sociali. Sarà più facile per la Federico II, il più grande Ateneo del Meridione, dare opportunità di lavoro ai suoi giovani, trattenendoli al Sud, e aiutare le imprese e in generale tutte le attività culturali e sociali che trovano nell’Ateneo idee, iniziative, innovazione, competenze, azioni concrete al loro sostegno.

La Fondazione Federico II non ha scopo di lucro e non distribuisce utili, nasce per ora con un solo socio fondatore, l’Università Federico II, è un Ente strumentale dell’Ateneo e ha una struttura di gestione sotto il controllo degli Organi dell’Università, che ne definisce e controlla le attività e ne programma le azioni. Uno strumento utile a tutti, destinato ad agire esclusivamente nell’interesse pubblico e capace, tra le altre cose, di aiutare la Comunità federiciana a cogliere con maggiore efficacia le sfide e le opportunità offerte dal PNRR e dagli altri investimenti che sosterranno la ripartenza del Paese.

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La Federico II firma accordo quadro col Centro Alti Studi per la Difesa e col Comando per le Operazioni in Rete -COR

Siglato in mattinata presso la sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Napoli Federico II”, l’accordo quadro tra l’Ateneo partenopeo, il Centro Alti Studi per la Difesa (CASD) e il Comando per le Operazioni in Rete (COR).

Il documento è stato siglato dal Generale di Squadra Aerea Fernando Giancotti, Presidente del CASD, dal professore Matteo Lorito, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e dall’Ammiraglio di Squadra Ruggiero Di Biase, alla guida del Comando per le Operazioni in Rete. 

 La stipula dell’accordo impegna le parti ad adottare forme di collaborazione reciproca per la programmazione, progettazione, realizzazione, svolgimento e condivisione di attività formative da svolgere attraverso lezioni, seminari, conferenze, workshop ed altre attività, riguardanti l’analisi e l’approfondimento di problematiche complesse tra cui:

–         dinamiche delle strutture organizzative (strutture, processi, gestione delle risorse umane, i sistemi e la trasformazione della P.A., etc.)

–         leadership e gestione dell’innovazione, anche attraverso la didattica integrata ed esperienziale;

–         global governance;

–         cyber defence, cyber security e le cyber operations;

–         difesa e sicurezza nazionale e internazionale.

L’intesa porterà avanti la realizzazione di numerose iniziative che, regolate da specifici accordi attuativi, prevedono anche la compartecipazione a progetti di ricerca, analisi, sviluppo e realizzazione nel settore delle attività cyber (malware analysis, penetration test, forensic analysis, IoT/SCADA systems, etc.), così come la messa a concorso di dottorati triennali nello specifico settore.

‘Firmiamo un accordo con i rappresentanti, anche della formazione, di tutte le forze armate. Mettiamo a disposizione le nostre competenze per la formazione avanzata, specialmente nel campo della cybersecuruty, e per collaborare su progetti importanti. Il fatto che i rappresentanti delle forze armate abbiano voluto interagire con noi per sottoscrivere – spiega il rettore Lorito -. Questo accordo ci fa capire come oggi il ruolo della Federico II, specialmente nell’alta formazione, sia riconosciuto, sul piano nazionale e internazionale, da tutti gli attori più importanti della nostra comunità’.

‘Questo accordo sancisce una prospettiva di collaborazione concreta tra il Comando delle Operazioni in Rete, che si occupa della dimensione cibernetica della Difesa, Il Centro Alti Studi della Difesa e la Federico II per lo sviluppo di capacità avanzate nel settore della formazione a i temi della dimensione digitale – sottolinea il Generale Giancotti -. La Federico II ha realtà di assoluta eccellenza, come il Polo di San Giovanni a Teduccio, caratterizzati da innovazione e metodologie avanzate, la Difesa sta investendo in questo settore e, quindi, ci piace collaborare’.

È un accordo quadro, quindi abilita a molteplici possibilità di collaborazione. Le prime iniziative saranno nel settore della digital education, quindi la capacità di far leva sul grande potenziale della dimensione digitale per formare in maniera adeguata la nostra gente, mitigare i rischi e cogliere le opportunità di questa dimensione.

Tutto ciò si somma ai bandi per i corsi di dottorato che lo stesso Centro Alti Studi per la Difesa potrà emanare, a seguito del recente riconoscimento quale Scuola Superiore a Ordinamento Speciale della Difesa per l’alta qualificazione e la ricerca nel campo delle scienze della difesa e della sicurezza. Un polo di riferimento in un settore di importanza strategica come quello della formazione della classe dirigente, non solo militare, rivolto a sviluppare percorsi formativi che favoriscano l’integrazione interdisciplinare fra mondo accademico nazionale e ricerca nel settore della Difesa nonchè a integrare il sistema della formazione universitaria, post universitaria e della ricerca a sostegno del rilancio e di un più armonico sviluppo dei settori produttivi e strategici dell’industria nazionale.

 La giornata si è conclusa con la visita ad una realtà d’eccellenza nel panorama della formazione universitaria italiana e della collaborazione col mondo imprenditoriale. Il Polo universitario della Federico II di San Giovanni a Teduccio, Hub ad alta intensità di conoscenza, che ospita il campus universitario, le academy, centri di ricerca e laboratori, aziende e programmi di formazione avanzata in collaborazione con aziende multinazionali. L’Hub rappresenta un’esperienza europea unica di integrazione dei fondi strutturali dell’UE con un partenariato pubblico-privato, caratterizzata dalla realizzazione di un’opera infrastrutturale dal concept innovativo, con formazione all’avanguardia per la rigenerazione urbana. È un centro di interazione tra insegnamento, ricerca e gruppi imprenditoriali, offre opportunità di formazione e lavoro molto significative e rappresenta un esempio di successo apprezzato dalla Commissione europea come buona pratica nell’uso dei fondi comunitari.

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Salute e sviluppo sostenibile: intesa Università – Industriali

Promuovere insieme la cultura dello Sviluppo Sostenibile per la tutela della salute e avviare progetti e altre attività di ricerca e sviluppo che abbiano un’importante positiva ricaduta sociale.

Sono le finalità prioritarie dell’intesa sottoscritta oggi, lunedì 17 maggio, dal Presidente di Unione Industriali Napoli Maurizio Manfellotto e dalla Chairholder della Cattedra Unesco Federico II “Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile” Annamaria Colao. Sono intervenuti fra gli altri Matteo Lorito, Rettore dell’Università Federico II di Napoli; Paolo Valerio, Centro di Ateneo Sinapsi Università Federico II di Napoli; Anna Del Sorbo, Vice Presidente alla Responsabilità sociale d’impresa e Presidente Gruppo Piccola Industria di Unione Industriali Napoli; Miriam Candurro, Attrice, testimonial dell’iniziativa.

Cattedra Unesco Federico II “Educazione alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile” e Unione Industriali Napoli iniziano così un percorso comune per diffondere i temi e gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030. Tra le azioni previste: sensibilizzare esperti e cittadini sull’impatto per il territorio determinato da interventi antropici e naturali; promuovere la partecipazione degli studenti alle discipline Stem, con particolare riguardo alla Medicina, alla Salute e allo Sviluppo Sostenibile; diffondere la responsabilità sociale per una impresa innovativa, sostenibile e interconnessa con la comunità nel suo insieme.

In base all’accordo raggiunto, Cattedra Unesco e Unione coopereranno inoltre per la realizzazione di studi epidemiologici in aree con tassi diversi di pressione ambientale, con l’obiettivo di offrire un modello paradigmatico per altre regioni italiane ed estere per aumentare le conoscenze sullo stato di salute delle popolazioni residenti in relazione alla diffusione d’inquinanti ambientali.

Cattedra Unesco e Unione sono consapevoli che la sfida dello sviluppo sostenibile si affronta sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale. La stessa data scelta per la firma non è stata casuale: lunedì 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia.

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Federico II e Tigem: la ricerca rivela che la cibergenetica “sincronizza gli orologi” delle cellule

La ciber-genetica sincronizza gli orologi delle cellule. Lo rivela la ricerca targata Federico II e Tigem appena pubblicata su Nature Communications.

Lo studio, che fa capo ai professori Diego di Bernardo e Mario di Bernardo, dimostra che le cellule possono essere indotte a sincronizzare il proprio ciclo cellulare da un computer attraverso una apposita “interfaccia”. Ciò consentirà, ad esempio, di studiare i meccanismi biologici alla base del ciclo cellulare, la cui regolazione è il principio di molti farmaci antitumorali.

Le cellule, quindi, diventano smart grazie alla ciber genetica. I risultati di questa nuova ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications dal gruppo di ricercatori guidato dal professore Diego di Bernardo del Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II – DICMAPI e del TIGEM in collaborazione con il gruppo del professore Mario di Bernardo del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione -DIETI della Federico II, nell’ambito del progetto europeo FET-OPEN H2020 “COSYBIO” (www.cosy-bio.eu).
La ricerca fortemente inter-disciplinare ricade nell’ambito della
“ciber-genetica”, una nuovissima disciplina che integra l’ingegneria biomedica e la teoria dei sistemi nonlineari e dei controlli automatici con la biologia molecolare e cellulare al fine di costruire controllori automatici di processi biologici. Nello specifico i ricercatori hanno dimostrato che è possibile sincronizzare la replicazione cellulare in una popolazione di cellule interfacciandole con un computer, utilizzando tecniche di controllo simili a quelle utilizzate per la sincronizzazioni di reti e circuiti in ingegneria.
Questi nuovi sistemi “cibergenetici” potranno rivoluzionare nelle biotecnologie l’efficienza della produzione di farmaci biologici da cellule. Inoltre in un futuro non troppo lontano le stesse tecnologie potranno essere miniaturizzate per regolare processi biologici e dar vita a veri e proprio “ciberfarmaci” o smart drugs.
Alla ricerca hanno preso parte, tra gli altri,
Sara Napolitano dottoranda presso il DICMAPI e Davide Fiore del Dipartimento di Matematica e Applicazioni sempre dell’Università Federico II.

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Autostrade lancia a Napoli la nuova academy per la sicurezza delle infrastrutture

Nasce la nuova Academy per la sicurezza delle infrastrutture e la formazione di neolaureati e dipendenti di Autostrade per l’Italia. Il Rettore dell’Università Federico II, Matteo Lorito, e l’Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi, hanno siglato oggi un accordo di durata triennale per dare vita al nuovo soggetto, attraverso un’ampia collaborazione accademia-impresa in materia di formazione, didattica, ricerca e sviluppo.

Le selezioni per l’accesso ai corsi dell’Academy di San Giovanni a Teduccio saranno avviate tramite bandi rivolti a giovani laureati in ingegneria e consentiranno di ricevere gratuitamente una formazione d’eccellenza nell’ambito dell’innovazione delle infrastrutture autostradali. In questo modo l’Azienda potrà contare su un “bacino di giovani talenti” da cui attingere in vista delle nuove assunzioni previste dal Piano industriale di ASPI. I corsi saranno inoltre rivolti anche ai dipendenti di Autostrade per l’Italia che potranno seguire percorsi di formazione continua.

Attraverso l’accordo, proposto all’Ateneo dal Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura diretto da Andrea Prota, con il Gruppo, che in Campania conta più di 1000 dipendenti, la Federico II darà un contributo rilevante, in termini competenze tecnologiche, nei settori della progettazione di nuove opere, nel monitoraggio e nella valutazione della sicurezza delle infrastrutture esistenti, oltre che nel potenziamento della rete. L’Ateneo fornirà inoltre supporto nell’uso e nello sviluppo di tecnologie digitali studiate per la sicurezza della rete autostradale gestita da Autostrade per l’Italia. Una collaborazione reciproca che entrerà in campo anche nell’ambito di altre aree tematiche: dai sistemi di trasporto e mobilità integrata alla digitalizzazione dei processi di progettazione, fino allo sviluppo di progetti di intelligenza artificiale applicata alla mobilità. Le attività si concretizzeranno attraverso una produttiva collaborazione scientifica, nel supporto alla didattica, nel finanziamento di borse di studio e la gestione di tirocini formativi.

A collaborare operativamente con le strutture della Federico II sarà Tecne, il cui Amministratore delegato è Stefano Susani, società del Gruppo ASPI che svolge attività di progettazione, ingegneria e direzione lavori e che rappresenta uno dei tasselli strategici del Piano di Trasformazione avviato dalla concessionaria a inizio 2020.

La collaborazione con gli istituti universitari rappresenta uno degli aspetti maggiormente strategici della trasformazione di Autostrade per l’Italia: proprio in quest’ottica nasce la cooperazione con l’Università Federico II che, attraverso i suoi Dipartimenti e l’importante rete di laboratori, rappresenta un patrimonio unico di competenze in settori che vanno dalla sicurezza delle infrastrutture allo sviluppo di soluzioni digitali e tecnologie 4.0 per la progettazione, la realizzazione, l’esercizio e il monitoraggio delle infrastrutture tramite approcci life-cycle-based.

Siamo particolarmente lieti di avviare un percorso strutturale di collaborazione con l’università Federico II, uno degli atenei più prestigiosi a livello europeo dal punto di vista delle competenze e della ricerca ingegneristica. Consideriamo fondamentale il rapporto con le strutture universitarie per innovare la più grande concessionaria del nostro Paese. Lavorando insieme qui a Napoli potremo fare ricerca, progettare soluzioni innovative, favorire uno scambio virtuoso di competenze e generare occupazione di qualità. Dopo gli accordi raggiunti negli scorsi mesi con il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, le Università Bocconi, Luiss e La Sapienza, siamo consapevoli che l’Academy che stiamo creando con la Federico II ci consentirà di fare un ulteriore scatto in avanti verso la trasformazione di ASPI in un gestore integrato di infrastrutture e mobilità sostenibile” ha dichiarato l’AD di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi.

“Sono molto lieto che anche ASPI abbia deciso di iniziare un percorso di collaborazione tecnico-scientifica con l’Università di Napoli Federico II. L’accordo che abbiamo oggi sottoscritto ha molteplici finalità relative alla sicurezza delle infrastrutture e delle reti; il primo passo concreto sarà l’attivazione di una Academy che sarà sviluppata presso il Campus di San Giovanni a Teduccio. I temi che verranno trattati consentiranno ai ricercatori della Federico II di sviluppare e validare ricerche in un settore che rappresenta una rilevante area di intervento del PNR 2021-2027. Il format molto flessibile dell’Academy verrà sperimentato, nella collaborazione con ASPI, sia per garantire il lifelong learning delle figure professionali già presenti in azienda sia per la formazione avanzata ed il reclutamento di giovani laureati. L’Academy sarà basata su percorsi formativi finalizzati alla contaminazione di competenze specifiche sulla sicurezza ed il monitoraggio di infrastrutture e sulle reti con competenze digitali e di intelligenza artificiale. Sarà questa la sfida che consentirà di aggiornare e formare i profili tecnici che potranno garantire ad ASPI di portare avanti un’azione costante per la sicurezza delle infrastrutture”, ha dichiarato il Rettore Matteo Lorito.