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Federico II: nasce l’Hub “Smart Mobility and Logistics” per la nuova mobilità integrata e sostenibile

Il futuro prossimo della mobilità integrata e sostenibile. Questo, il campo di elezione del nuovo Polo di eccellenza e innovazione Smart Mobility and Logistics, presentato oggi, nato dall’Accordo di collaborazione tra l’Università degli Studi di Napoli Federico II, prestigiosa realtà accademica nel settore della ricerca e formazione, punto di riferimento in Italia per l’ingegneria dei trasporti, e Almaviva, Gruppo leader italiano nell’innovazione digitale.

Il Polo si propone come nodo nevralgico per imprimere slancio concreto alla trasformazione digitale del mondo dei trasporti, delle infrastrutture e dei servizi, con l’obiettivo di disegnare la mobilità del futuro – di terra, mare e aria, di persone e merci – in chiave di sostenibilità ambientale, economica e sociale, sempre più orientata alla sicurezza e all’accessibilità, alla centralità dell’utente e dell’esperienza di viaggio, all’efficienza della gestione.

L’ecosistema della mobilità e delle attività turistiche, duramente penalizzato dalla pandemia, può rappresentare un fondamentale motore di crescita e una leva di ripresa del sistema Paese, questo l’obiettivo dell’Accordo di collaborazione, fondato sulle eccellenze del Mezzogiorno con una visione nazionale che guarda al tessuto sociale e territoriale.

L’intesa tra Ateneo Federico II e Almaviva, aperta alla cooperazione di operatori del settore, associazioni, realtà accademiche e di ricerca, Pubbliche Amministrazioni, nasce all’insegna dell’integrazione dei saperi, del rafforzamento dei processi di trasferimento tecnologico, dello sviluppo di nuove competenze e di nuove opportunità per la filiera produttiva.

Sei le aree tematiche al centro dell’Accordo,individuate come principali filoni di ricerca e sviluppo.

Smart Road, dedicata a soluzioni di mobilità connessa che garantiscano una migliore gestione delle strade e del traffico, in ottica di sicurezza e confort. In questo contesto il Polo sarà nodo nevralgico a supporto di startup e PMI. Smart Terminal Hub, orientata a percorsi di trasformazione digitale di porti, aeroporti e stazioni, secondo requisiti di sicurezza, efficienza e sostenibilità ambientale. Smart on Board Services, sulla qualità dei servizi durante il viaggio e le esperienze a bordo di vettori ferroviari di lunga percorrenza, sistemi di metropolitana, TPL e micromobilità.

Mobility as a Services, in una logica in cui i concetti di modo, servizio e operatore e le stesse distinzioni tra mobilità privata e collettiva si integrano in ecosistemi di mobilità tecnologicamente assistiti e in nuovi modelli di business. Logistic & Freight, settore la cui rilevanza strategica è stata ancora più evidente in periodo pandemico e il cui sviluppo consentirà l’evoluzione delle piattaforme nella direzione Logistics as a Service. Asset Management & Predictive Maintenance, chepone l’attenzione sulle infrastrutture come asset strategico e sui relativi processi manutentivi.

“L’accordo rappresenta un’occasione per contribuire alla rivoluzione della mobilità utilizzando il patrimonio di conoscenza dell’Ateneo e la sua capacità di creare innovazione, sviluppo economico e formazione di alto livello nei settori tecnologici e manageriali associati alla sostenibilità – spiega Matteo Lorito, Rettore dell’Università Federico II-. L’iniziativa sarà integrata con la neonata task force di Ateneo SUM – Smart and Sustainable Mobility e parte di una serie di progetti anche in grado di rendere le strutture dell’Ateneo sedi di sperimentazione di nuove soluzioni”.

“Accademia e industria, ricerca scientifica e competenze tecnologiche, un progetto che punta alla condivisione della conoscenza per la trasformazione digitale della mobilità e della logistica: questo il significato della collaborazione tra Almaviva e Università Federico II – sottolinea Alberto Tripi, Presidente di Almaviva -. L’accordo quadro siglato oggi inaugura un percorso di innovazione e crescita per lo sviluppo di un nuovo modello di mobilità e, in prospettiva, di turismo. Con l’ambizione di alimentare un polo di aggregazione, aperto alla partecipazione di realtà pubbliche e private, impegnato a valorizzare investimenti ed obiettivi di modernizzazione per un sistema strategico del Paese”.

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Seconda edizione della 5G Academy, come partecipare alla presentazione digitale

Taglio del nastro per la seconda edizione della 5G Academy, che vede insieme l’Università degli Studi di Napoli Federico II, Capgemini, leader mondiale nel supportare le aziende nel loro percorso di trasformazione digitale e di business, Nokia, leader mondiale nella innovazione e creazione di reti e tecnologie cruciali per connettere l’intelligence globale attraverso imprese, città, supply chain e società, e TIM, tra le principali realtà ICT in Europa e leader di mercato in Italia.

La famiglia della 5G Academy si allarga e con essa si amplia l’offerta formativa e si moltiplicano i percorsi, con l’obiettivo di formare nuove figure di elevata professionalità nell’ambito della digital transformation con specifico riferimento al potenziale rivoluzionario del 5G. I partecipanti acquisiranno competenze tecniche, gestionali e di consulenza di settore, contribuendo con esse allo sviluppo di business case specifici e innovativi. Un percorso che, quindi, favorirà il potenziamento del loro mindset digitale e spirito imprenditoriale.

La cerimonia inaugurale del percorso dedicato ai postgraduate è prevista per il 16 marzo 2021, alle 16. A dare inizio ai lavori saranno i saluti di Matteo Lorito, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Le successive parole di Leopoldo Angrisani, Direttore del CeSMA, Centro federiciano cui fa capo l’Academy, e Antonia Maria Tulino, docente federiciana di telecomunicazioni e coordinatore didattico della 5G Academy, introdurranno l’Academy, i percorsi e gli obiettivi.

In programma una tavola rotonda dal titolo ‘Sinergia tra l’università e imprese: il modello San Giovanni’ che vedrà partecipare Gaetano Manfredi, docente di tecnica delle costruzioni della Federico II, già Ministro dell’Università e della Ricerca e Rettore dell’Ateneo federiciano, Valeria Fascione, Assessore Ricerca, Innovazione e Startup Regione Campania, Giorgio Ventre, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione della Federico II, Alessandro Puglia, Future of Technology Director di Capgemini in Italia, Sergio Fasce, VP Head of People Services Nokia, Andrea Laudadio, Responsabile TIM Academy and Development.

Gli interventi conclusivi di Gea Smith, Telecoms, Media & Technology Director di Capgemini in Italia, Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Vice Presidente Nokia Italia, Carlo Nardello, Chief Strategy, Business Development and Transformation Officer TIM, daranno il benvenuto ai nuovi talenti della Academy e il via ufficiale alle lezioni che termineranno il 30 settembre.

La cerimonia sarà moderata dal giornalista Nicola Saldutti e vedrà gli studenti, i docenti e i partner aziendali, che con la Federico II hanno dato vita al progetto, collegati da remoto.

“Con la seconda edizione della 5G Academy inauguriamo un percorso di straordinaria valenza in un momento storico nel quale connettività avanzata e transizione digitale sono i temi su cui investire anche in termini di alta formazione – dichiara il Rettore dell’Ateneo federiciano Matteo Lorito -. Di particolare interesse, anche per le idee e le prospettive che saranno discusse, sarà la tavola rotonda che vede la partecipazione dei rappresentanti della Regione e delle importanti aziende coinvolte, oltre a quella di illustri colleghi federiciani”.

L’anno appena trascorso ha dimostrato come la trasformazione digitale sia anche uno schermo contro potenziali crisi economiche: il cloud, l’AI, la blockchain, l’IoT hanno permesso alle aziende che avevano già iniziato un percorso di digitalizzazione di ridurre gli impatti della pandemia e per questo motivo tutto il sistema Paese ha fatto un salto di 5 anni in digitalizzazione – sottolinea Alessandro Puglia, Capgemini Future of Technology Director in Italia –. Il 5G sarà un acceleratore delle attuali trasformazioni digitali abilitando tutte le principali tecnologie ad andare in scala e quindi permetterà di comprendere quali profonde trasformazioni nei modelli operativi e di business potremmo applicare alle digital enterprise. La 5G Academy si rinnova con spirito ancor più sentito per supportare il sistema Italia nel produrre i talenti che saranno in grado accelerare la ripresa e al tempo stesso disegnare le 5G Enterprises in termini di evoluzione tecnologica e di business”.

“Nokia Italia vuole essere non solo fornitore leader di tecnologia innovativa ma anche protagonista nel nostro Paese dell’alfabetizzazione digitale. Infatti stiamo lavorando in Italia a programmi di diffusione delle competenze digitali, tramite iniziative e collaborazioni con Ministeri, Università e Scuole – evidenzia Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Vice Presidente Nokia Italia -. E’ questo un mio impegno personale, che perseguo con la massima energia. Il lancio della 5G Academy rappresenta per Nokia Italia il primo sviluppo concreto del Protocollo D’Intesa siglato con il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica nell’ Agosto 2020 per favorire l’espansione delle competenze digitali specialistiche che rappresentano il futuro della nostra società e che la pandemia Covid-19 ha reso evidentemente necessarie. Metteremo a disposizione le conoscenze più avanzate sulle opportunità di business, i principi fondamentali ed i pilastri tecnici per realizzare in pieno le potenzialità del 5G”.

“La nostra presenza alla 5G Academy conferma l’impegno del Gruppo allo sviluppo della rete mobile di nuova generazione e a favorire le competenze e le professionalità necessarie per la crescita dell’ecosistema digitale del Paese. Agevolando un rapporto sinergico tra Università e imprese vogliamo dare il nostro contributo al progresso economico e sociale, alimentato dalla diffusione delle competenze digitali. Proprio per questo siamo impegnati su tutto il territorio nazionale anche con il progetto Operazione Risorgimento Digitale, uno dei più imponenti programmi di divulgazione e formazione digitale mai attuato in Italia, con l’obiettivo di ridurre il gap delle competenze nell’utilizzo dei servizi digitali abilitati dalla rete a banda ultra larga”, afferma Carlo Nardello, Chief Strategy, Business Development and Transformation Officer TIM.

Numerose le candidature pervenute, nonostante il periodo di pandemia, che hanno visto un imponente e complesso lavoro da parte della commissione per selezionare i 30 migliori studenti di cui il 50% vengono da lauree STEM, 30% da lauree economico-giuridiche e il 20% giuridico-sociale. Figure e competenze eterogenee, quindi, compongono la classe della seconda edizione dell’Academy, tutti pronti ad ampliare le proprie conoscenze e a scrivere insieme il futuro.

Gli studenti selezionati affronteranno una prima fase preliminare dedicata all’acquisizione di soft skills, Foundational Courses, il percorso formativo si sviluppa attraverso due momenti: una fase di formazione generale, Hard and Sector-Specific Skills Courses, ed una di formazione settoriale, Deep Dives Course, per poi dedicarsi ai project work. Dieci settimane in cui i partecipanti, suddivisi in gruppi con competenze eterogenee, lavoreranno allo sviluppo di business case concreti e relativi prototipi.

Ulteriore novità di quest’anno è che alla già nota “5G Academy postgraduate”, dedicata ai neolaureati e laureandi, si aggiunge, il nuovo percorso “5G Professional”, per i professionisti del settore che hanno l’ambizione di arricchire le proprie skill, che sarà presentato ad aprile.

Per seguire l’evento collegarsi al seguente link  https://youtu.be/Z89wYAzGRYo

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Osanna inaugura l’anno accademico della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio della Federico II

Sarà la lectio sui restauri a Pompei di Massimo Osanna, ordinario di archeologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Direttore generale dei Musei di Stato, a inaugurare il nuovo anno accademico della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio dell’Ateneo federiciano.

L’evento è in programma oggi 3 marzo 2021, alle 10, presso il Coro della chiesa trecentesca di Donnaregina, in vico Donnaregina, 26.

Il programma prevede, inoltre, un momento di confronto e dibattuto che seguirà la lectio del direttore Osanna.

La Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio (ex Restauro architettonico) dell’Ateneo Federico II è stata istituita ormai da mezzo secolo e ha licenziato, si può ormai dire, migliaia di allievi che svolgono una attività sempre attenta e qualificata, spesso per monumenti di grande rilevanza. Il possesso di questo titolo è ritenuto dirimente per la partecipazione ai concorsi banditi dal Ministero per i Beni Culturali per l’assunzione dei suoi funzionari.

L’iniziativa sarà trasmesso in diretta sui canali Facebook e Youtube della Scuola.

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Alla Federico II un percorso post laurea inedito, per la formazione di professionisti di AFA per i pazienti cronici

E’ la prima volta in Italia che un Ateneo realizza un corso post-laurea per la costituzione di una nuova figura professionale specializzata nel supporto motorio alle persone con gravi patologie croniche. La  sfida è stata lanciata lo scorso anno, con successo, dal professore Guido Iaccarino, direttore del programma “Attività Fisica Adattata (AFA) per la Prevenzione e la terapia delle patologie degenerative croniche” dell’AOU Federico II.

Il docente, con l’ausilio di uno staff multidisciplinare, ha elaborato un protocollo clinico capace di identificare il fabbisogno sportivo di pazienti affetti da malattie croniche come il diabete, lo scompenso cardiaco oppure l’ipertensione e ha fornito loro un programma personalizzato di attività fisica. Per i soggetti che hanno aderito al programma i benefici  hanno superato di gran lunga le aspettative. I pazienti esaminati, infatti, dopo aver eseguito diversi test motori (flessibilità e potenza dei distretti muscolari, valutazione dell’equilibrio) e alcuni esami clinici (ECG di base, test da sforzo, saturimetria, bioimpedenziometria, spirometria), hanno aderito, su base volontaria, a un programma di attività fisica ad hoc. Ciascun malato cronico, scaricando l’app TELEREVALIDATIE sul proprio telefonino, ha praticato sport con il supporto di un allenatore specializzato, utilizzando anche, laddove richiesto, accessori domestici come  mobili, sedie, bottiglie, scale. I pazienti con una maggiore capacità motoria, invece, sono stati seguiti direttamente in palestra da personal trainer certificati e specializzati nelle specifiche  patologie. I risultati ottenuti dallo studio dei primi pazienti soggetti al protocollo hanno dimostrato che la qualità della vita e gli outcomes di salute sono nettamente migliorati, tanto da spingere il professore Iaccarino, insieme al suo staff di chinesiologi, a realizzare un percorso di formazione per allenatori specializzati che consentirà a un numero sempre più ampio di malati di aderire al programma.  Il corso si inserisce nel piano delle attività promosse dalla Cattedra Unesco dedicata alla “Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile” coordinata dalla professoressa Anna Maria Colao, primario in Endocrinologia e Direttore della Sezione autonoma di Neuroendocrinologia del Dipartimento di Endocrinologia ed Oncologia Molecolare e Clinica, Università Federico II di Napoli.

Per il primo corso in Italia così strutturato sono stati selezionati 7 preparatori atletici su 15 richiedenti. I partecipanti sono stati formati in “Progettazione e Prescrizione” di programmi di Attività fisica Adattata attraverso un percorso di 120 ore, erogate dai migliori Docenti  di “AFA” identificati a livello nazionale, sia in ambito universitario che sanitario. I corsisti hanno ottenuto anche il certificato internazionale in “Functional Aging”, grazie a una partnership con il Functional Aging Institute (functionalaginginstitute.com). Il corso, durato 7 mesi, si concluderà il prossimo 21 febbraio con un esame e il conseguente attestato di specializzazione. Il perfezionamento in AFA fornisce al medico prescrittore un nuovo collaboratore al quale fare riferimento per la gestione del paziente cronico, con il quale cooperare in maniera costruttiva ed efficace per il benessere del paziente. Questa nuova figura professionale estende il numero degli attori per la promozione della salute mettendo al centro il paziente cronico. L’intuizione del professore Guido Iaccarino prospetta interessanti scenari per professionisti del benessere del futuro nel mantenimento di un “Lifelong Wellbeing “.

Il prossimo bando per aderire al corso è già pubblico su http://www.unina.it/didattica/post-laurea/perfezionamento Potranno partecipare 30 studenti laureati con titolo magistrale in Medicina e Chirurgia o Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive o Adattate. La domanda va presentata entro le ore 12 del 29 marzo 2021 esclusivamente a mezzo pec: dip.scienze-biomedicheav@pec.unina.it indicando nell’oggetto la dicitura “Istanza di partecipazione al Corso di Perfezionamento– a.a. 2020/2021”.

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Virus Herpes simplex per generare farmaci biologici contro il cancro, la scoperta CEINGE – Federico II

Il virus Herpes simplex si può utilizzare per generare farmaci biologici ad attività oncolitica su carcinomi mammari HER2-negativi, di cui fanno anche parte i cosiddetti tumori della mammella triplo-negativi (TNBC).

È quanto hanno svelato gli studi che da circa 5 anni a questa parte portano avanti i ricercatori del CEINGE-Biotecnologie avanzate di Napoli e del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università Federico II, guidati da Nicola Zambrano, professore di Biologia molecolare, che nei laboratori del Centro di via Gaetano Salvatore lavora alla messa a punto proprio di nuove tecnologie per la selezione e la produzione di farmaci biologici per sperimentazioni precliniche.

Gli studiosi hanno generato, in collaborazione con la NousCom SRL, un virus erpetico capace di infettare selettivamente le cellule cancerose che espongono, sulla loro superficie, la mesotelina, un antigene tumorale frequentemente espresso nei tumori TNBC e nel mesotelioma pleurico.

«Herpes simplex appartiene ad una famiglia di virus con cui l’uomo convive da sempre – sottolinea il prof. Zambrano –, basti pensare alle comuni manifestazioni labiali che interessano tanti di noi, ed è molto ben conosciuto. Contro questo virus esistono anche dei farmaci per controllarne l’infezione. Tali caratteristiche lo hanno reso un modello di elezione per lo sviluppo di farmaci biologici ad attività antitumorale o, più precisamente, oncolitica».

«I vantaggi dei vettori virali da noi generati, validati mediante sperimentazione su cellule e in modelli preclinici – spiega Zambrano – risiedono nel corretto bilanciamento di efficacia nell’attivazione della risposta immunitaria anti-tumorale e della specificità oncolitica verso il tumore, con limitazione degli effetti fuori-bersaglio verso i tessuti normali. I nostri studi prevedono l’utilizzo di questi vettori virali in combinazione con l’immunoterapia dei tumori, che si sta sempre più affermando come il quarto presidio per le cure anticancro, in aggiunta alle terapie più invasive quali la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia».

Questo virus si aggiunge a quelli generati in collaborazione con l’Università di Bologna, per il targeting del cancro alla mammella di tipo HER2 positivo, ampliando di fatto il potenziale “arsenale” terapeutico nei confronti dei tumori mammari e non.

Oltre ad “educare” i virus per renderli efficaci e selettivi, il laboratorio del CEINGE diretto dal prof. Zambrano rappresenta una vera e propria palestra per numerosi studenti di Biotecnologie e dottorandi, che hanno la possibilità a di formarsi, a livello sia teorico che pratico, sull’utilizzo di metodologie e approcci innovativi della ricerca molecolare, in particolar modo per la cura dei tumori.

«Negli ultimi cinque anni abbiamo portato avanti studi per educare Herpes simplex a riconoscere selettivamente cellule tumorali, e a replicare esclusivamente in queste ultime, tralasciando le cellule normali. Il modello iniziale era basato sul riconoscimento di tumori mammari positivi ad HER2 e lo abbiamo migliorato nella selettività verso il tumore. Abbiamo poi generato un nuovo virus in grado di riconoscere anche tumori mammari negativi ad HER2, attraverso un diverso recettore, la mesotelina. Questo recettore potrebbe essere anche sfruttato per l’ingresso del nuovo virus oncolitico in cellule del mesotelioma, un tumore particolarmente aggressivo e con limitate opzioni terapeutiche».

Gli studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali *

I risultati degli studi sono stati oggetto di una serie di recentissime pubblicazioni, la più recente nel gennaio 2021, la meno recente a marzo 2020. L’attività di ricerca si è avvalsa del finanziamento SATIN della Regione Campania, sebbene l’analisi di alcuni meccanismi dell’immunità antivirale sia di interesse anche per il chiarimento dei meccanismi patogenetici in capo alla Covid-19 e che, pertanto, riportano anche il contributo della Regione Campania alla Task-Force Covid-19 del CEINGE.

Il gruppo di ricerca guidato da Nicola Zambrano, formato anche da giovani ricercatrici come Guendalina Froechlich (dottoranda SEMM) e Chiara Gentile (dottoranda DMMBM), si è avvalso della collaborazione del dott. Emanuele Sasso della NousCom Srl, di Alfredo Nicosia, professore di Biologia molecolare della Federico II e Principal Investigator CEINGE, e del gruppo di Massimo Mallardo, professore di Biologia cellulare della Federico II.

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TNBC, a Napoli scoperto un meccanismo molecolare che causa le metastasi polmonari

Il carcinoma mammario triplo negativo (TNBC) rappresenta il 20% dei tumori al seno ed è anche il sottotipo più aggressivo, a causa delle sue caratteristiche clinico-patologiche, tra cui la giovane età all’esordio e la maggiore propensione a sviluppare metastasi. Le pazienti con il triplo negativo metastatico hanno prognosi peggiore rispetto a quelli diagnosticati con altri sottotipi di cancro alla mammella metastatico: oggi non ci sono bersagli molecolari riconosciuti per la terapia.

Lo studio sviluppato nei laboratori del centro di ricerca di Napoli CEINGE-Biotecnologie avanzate in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche (Università di Napoli Federico II) e l’Unità di Patologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori IRCS Fondazione Pascale ha dimostrato che la proteina Prune-1 è iper-espressa in circa il 50% dei pazienti con carcinoma mammario triplo negativo ed è correlata alla progressione del tumore, alle metastasi a distanza (polmonari) ed anche alla presenza di macrofagi M2 (presenti nel microambiente tumorale del TNBC e correlati ad un rischio più elevato di sviluppare metastasi).

I ricercatori hanno anche identificato nel modello murino una piccola molecola non tossica, che è in grado di inibire la conversione dei macrofagi verso il fenotipo M2 e di ridurre il processo metastatico al polmone.

Un traguardo importante, raggiunto da un team guidato da Massimo Zollo, genetista, professore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Principal Investigator del CEINGE, del quale fanno parte, tra gli altri, due giovani ricercatrici della Federico II e del CEINGE Veronica Ferrucci e Fatemeh Asadzadeh (dottoranda SEMM).

La prima fase della ricerca ha riguardato lo studio di un modello murino geneticamente modificato di TNBC metastatico, caratterizzato dall’iper-espressione dei geni PRUNE1 e WNT1 nella ghiandola mammaria. «Il modello murino da noi studiato – spiega Veronica Ferrucci – genera non solo tumore primario di tipo triplo negativo, ma anche metastasi polmonari. Il modello murino ci ha consentito di identificare la presenza di macrofagi di tipo M2 sia nel microambiente del tumore primario che nel microambiente metastatico polmonare».

«Attraverso l’utilizzo di database di carcinoma mammario invasivo – aggiunge Fatemeh Asadzadeh –., abbiamo avuto la conferma che quando questi geni sono iper-espressi, si verificano prognosi peggiori. Il processo scoperto nel modello murino può essere lo stesso anche nella donna».

«Per noi un’ulteriore “prova” è stata l’aver riscontrato la presenza di alcune varianti genetiche identificate nel modello murino in campioni di carcinoma mammario TNBC umano presente in banche dati ma di funzione sconosciuta ora rese note grazie agli studi ottenuti nel modello murino», chiarisce Massimo Zollo.

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V-Day, l’appello di Triassi e Fabbrocini (Federico II): dare centralità ai Policlinici universitari

«Sarebbe un bel segnale se nel prossimo futuro si desse maggiore centralità ai policlinici universitari su un tema tanto importante quanto lo è quello della vaccinazione». Il commento sul V-Day in Campania arriva dal Policlinico Federico II di Napoli, con la voce del presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia Maria Triassi e del Direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e Venereologia, Gabriella Fabbrocini.

maria triassi foto fb
Maria Triassi (foto: FB)

Triassi elogia il successo del V-Day e rilancia sull’opportunità di non dimenticare l’importanza dei policlinici universitari, così come del resto non lo si è dimenticato nel resto d’Italia. «Le nostre Aziende – dice Triassi – hanno e devono continuare a veder riconosciuto un ruolo centrale, perché formano i professionisti del futuro». Coinvolgerli sul tema dei vaccini sarebbe stato molto importante anche per lanciare un segnale. «Ieri quest’occasione non è stata sfruttata – conclude Triassi – speriamo che non si perda anche nel prossimo futuro». L’invito ad una maggiore attenzione arriva poi da Gabriella Fabbrocini: «Peccato non essere stati coinvolti nel V-Day, avremmo potuto come Facoltà di Medicina dare il nostro contributo, dando un esempio importante ai tanti giovani medici e specializzandi che si formano nella nostra struttura e incentivando così la cultura della vaccinazione».

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Mazzucchi nuovo direttore del dipartimento di Studi Umanistici della Federico II

È Andrea Mazzucchi il nuovo Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Eletto nella mattina del 15 dicembre 2020, subentra al filosofo Edoardo Massimilla e guiderà il Dipartimento per i prossimi tre anni, da gennaio 2021.

Mazzucchi, ordinario di Filologia italiana e di Filologia dantesca, è stato componente del Senato Accademico ed è attualmente Presidente della Scuola delle Scienze Umane e Sociali dell’Ateneo federiciano.

La dedizione al lavoro è stata la caratteristica della sua brillante carriera accademica, fino all’ascesa alla guida del Dipartimento di Studi Umanistici. Filologo moderno e abile divulgatore, ha innovato gli studi sui manoscritti rendendoli accessibili e, al tempo stesso, appassionanti per le nuove generazioni.

Innovazione che dimostra costantemente, ad esempio, nella direzione, presso la Biblioteca Oratoriana dei Girolamini di Napoli, della Scuola di Alta Formazione in ‘Storia e filologia del manoscritto e del libro antico’, nata da un accordo tra l’Università degli Studi di Napoli Federico II e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Un percorso suggestivo che ha, inoltre, riconsegnato alla comunità l’immenso patrimonio librario del complesso Oratoriano.

Il Dipartimento di Studi Umanistici raccoglie l’eredità dell’antica Facoltà di Lettere e Filosofia ed è il più grande della Federico II con 190 docenti e ricercatori e un’offerta didattica articolata, tra l’altro, in 16 corsi di laurea triennali e magistrali e 4 dottorati di ricerca. Un Dipartimento intriso nel territorio che, con le sue molteplici attività, offre contributi costanti alla politica culturale e alle attività di terza missione che l’Ateneo federiciano mette in campo.


“Bisognerà proseguire nell’operazione di valorizzazione della ricca tradizione dei saperi umanistici, che rappresenta un’asse centrale nella ricerca e nell’offerta formativa del nostro grande Ateneo – dichiara Andrea Mazzucchi -. Continuando a garantire alta qualità, nel campo della ricerca e in quello dell’offerta didattica, il Dipartimento nei prossimi anni dovrà migliorare strutture, attrezzature e servizi agli studenti”.
Membro dell’Accademia pontaniana, Mazzucchi coordina il Dottorato di ricerca in ‘Testi, tradizioni e culture del libro. Studi italiani e romanzi’ presso la Scuola Superiore Meridionale.
Vicepresidente del Centro Pio Rajna per la Ricerca letteraria, filologica e linguistica, e membro del Consiglio direttivo della Casa di Dante in Roma, fa parte delle Commissioni scientifiche preposte all’Edizione Nazionale degli Antichi Commenti e alla Nuova Edizione Commentata delle Opere di Dante.

Professore, ricercatore, ma ancor più studioso della letteratura italiana medievale con particolare attenzione all’opera di Dante, alla sua prima ricezione, al rapporto tra testo e immagine nella tradizione manoscritta. È componente del Comitato nazionale per le celebrazioni del Settecentenario della morte del Sommo Poeta.

Dirige con altri illustri colleghi prestigiose riviste e collane scientifiche, ha coordinato l’ambito di ‘Discipline Storiche, storico letterarie e storico artistiche’ del Piano Nazionale per la Ricerca 2021-2027.  Il suo ultimo lavoro, in ordine di tempo, è la curatela al volume di Enrico Malato “Nuovi studi su Dante. Lecturae Dantis, note e chiose dantesche”, uscito il 26 novembre del 2020 per Bertoncello Artigrafiche. Un volume che conferma il costante rapporto diretto con i testi per decifrare l’universo dantesco

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Pandemia e emergenza cibo: la Federico II promuove ‘Tecnologie 4.0 Agricoltura e Territori’

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Al tempo del Coronavirus è anche emergenza cibo. La pandemia ha reso evidente le criticità mondiali dei sistemi agroalimentari, è necessario, quindi, ripensare strategie future a partire dalle tecnologie, dalla digitalizzazione, dall’importanza centrale delle realtà locali.

Lunedì 7 dicembre, alle 11, di questi temi si discuterà nel corso dell’incontro ‘Tecnologie 4.0 Agricoltura e Territori’, in diretta streaming, sulla pagina Facebook ‘Rural Hack’. Matteo Lorito, rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Nicola Caputo, assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Maurizio Martina, deputato e componente della XIII Commissione Agricoltura, Alex Giordano, direttore scientifico del progetto di ricerca-azione RuralHack e Simona Elmo, coordinatrice del progetto SIBaTer – Supporto Istituzionale alla Banca delle Terre, si confronteranno sul tema. L’incontro sarà moderato da Annalisa Gramigna della Fondazione IFEL – Istituto per la Finanza e l’Economia Locale.

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La sede centrale dell’Università Federico II di Napoli (foto: Wikicommons)

A concludere la mattinata sarà Giuseppe Provenzano, Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale.

Un appuntamento che, a partire dal nuovo libro di Maurizio Martina, ‘Cibo Sovrano. Le guerre alimentari globali al tempo del virus‘, che analizza come il Covid-19 ha travolto anche il settore delle materie prime, e quindi anche la catena di approvvigionamento del cibo, si soffermerà sul ruolo operativo delle politiche regionali in relazione all’azione nazionale ed europea, dei nuovi sistemi di produzione, di conoscenze innovative e delle tecnologie, del recupero di aree rurali abbandonate che sono attori fondamentali per le strategie future.

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HI HUB, a Napoli un centro per promuovere la crescita dell’healtcare in Italia

In queste ore viene presentato un hub dedicato alle Tecnologie Mediche presso il Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati (CeSMA) del Complesso Universitario San Giovanni a Teduccio (NA), nato dalla collaborazione tra Università Federico II e Medtronic Italia, per promuovere l’innovazione e la crescita nel settore Healthcare in Italia, migliorare la salute delle nostre comunità e creare opportunità per i giovani e per le imprese.

HI – HEALTHTECH INNOVATION HUB. Il polo per lo sviluppo delle tecnologie per la salute in Italia verrà presentato in videoconferenza stampa con il contributo di Matteo Lorito, neo eletto Magnifico Rettore Università degli Studi di Napoli Federico II e Michele Perrino, Presidente e Amministratore Delegato Medtronic Italia.

Le conclusioni sono affidate a Gaetano Manfredi, Ministro Università e Ricerca.