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I vincitori del XII Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli

Dodici giorni, oltre 14 eventi di interesse nazionale e internazionale visti da più di 30mila utenti sulle piattaforme digitali, ore e ore di materiale riprodotto in streaming: questi sono alcuni dei numeri che chiudono il XII Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli “Diritti in ginocchio: pandemia, sovranisimi e nuove discriminazioni”, dedicato alla memoria del cooperante Mario Paciolla. Un’edizione assolutamente diversa rispetto alle precedenti, che si è svolta interamente online per poter ovviare ai rischi legati alla pandemia da Coronavirus.

Questo però non ha influito sui risultati conseguiti: il Festival anche da remoto ha raccolto adesioni e riscontri positivi senza “privare” il suo pubblico dei consueti approfondimenti tematici sull’Italia e sul mondo e degli ospiti di rilievo. Una “sorpresa a metà” per Maurizio Del Bufalo, coordinatore del Festival: “Siamo sempre stati abituati a lavorare in condizioni estreme, e da questa tradizione di resistenza viene fuori questo piccolo miracolo in zona rossa“.

Il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli è sostenuto dalla Ambasciata Svizzera in Italia, dalla Regione Campania e dalla cooperativa sociale Dedalus, da Expoitaly e dalla FICC (Federazione Italiana dei Circoli di Cineclub) ed ha il patrocinio morale del Comune di Napoli e dell’Assesorato alla Cultura e Turismo.

I PREMI E LE MENZIONI

Premio CiakMigraction
A cura della giuria Ciak Migraction.
Vincitore: Siamo qui da vent’anni di Sandro Bozzolo (Italia)
Motivazione: Twenty years now l’abbiamo scelto perché ha dato uno spaccato autentico della società italiana, e pur rappresentando una piccola provincia del nord ha affrontato il tema delle migrazioni da tutti i punti di vista: la prima generazione di migranti, le “seconde generazioni”, i lavoratori/trici, studenti/tesse, giovani, adulti. Ha restituito il caleidoscopio di punti di vista delle persone che pur essendo nate qui o che vivono in Italia da tanti anni costruendo relazioni e percorsi diversi, non sono mai QUI. Mai per davvero. È un film narrativo, dove parla chi vive le cose sulla propria pelle, senza vittimismo ma con il cuore ed il coraggio di chi continua ad affrontare tutte le barriere che le nostre leggi ingiuste mettono loro davanti. Una lotta quotidiana, che il documentario descrive con tratti di poesia ed incanto inaspettati. Fuori dai luoghi comuni.

Menzione Human Rights Youth
A cura della giuria Youth.
Vincitore: La Napoli di mio padre di Alessia Bottone (Italia)
Motivazione: Film intenso, che fa riflettere molto sul valore della memoria dei luoghi, sul diritto negato a vivere e a lavorare nella propria città, ma anche sul diritto alla mobilità e all’incontro con altri popoli.  Un film moto ben girato, che esprime anche nostalgia ed emozione a vedere Napoli come era. 

Menzioni Platea Diffusa
A cura della giuria Platea Diffusa.
Vincitore: Caine di Amalia De Simone (Italia)
Motivazione: Si conferisce la menzione di merito al documentario Caine per il modo in cui riesce a raccontare le storie e la realtà di una categoria, quella delle carcerate, a cui un punto di vista è spesso e ingiustamente negato. Il desiderio di riscatto e la necessità di comprensione si traducono nella stesura di una canzone, che riesce ad avvicinare lo spettatore al contesto di cui narra, emozionando e stimolando una riflessione.

Vincitore: The city of Honey di Moein Ruholamini (Iran)
Motivazione: Si conferisce la menzione di merito al cortometraggio The city of honey per la capacità interpretativa del giovanissimo attore che con semplicità riesce a emozionare e intrattenere lo spettatore dall’inizio alla fine del corto. In contrapposizione a un finale cruento, attraverso i sogni e il gioco del protagonista, il regista per qualche minuto riesce a farci evadere dalla realtà.

Premi  FICC
A cura della giuria FICC.

Cortometraggi
Vincitore: The pain of the sea di Mohammad Reza Masoudi (Iran)
Motivazione: Il film riesce con i linguaggi propri del cinema, quali la successione narrativa attraverso un bel montaggio e gli efficaci primi piani dei protagonisti, a toccarci nel profondo, immergendoci in tragedie dimenticate, o che vorremmo dimenticare, delle tantissime vittime migranti nel Mediterraneo. La maestria del regista iraniano Mohammad Reza Masoudi riesce in poco più di 8 minuti a narrare poeticamente l’inizio invisibile del viaggio, a emozionare lo spettatore, a coinvolgerlo profondamente, a scuoterlo dall’indifferenza verso le tragedie dei più sfortunati e dannati. E’ attraverso l’intimità del dolore composto, come il corpo della figlia adagiato sulla zattera dalla madre, quasi in una prospettiva pittorica di pietà al femminile, che traspare, con tutta la forza, intera, la tragedia collettiva. Un cinema che dovrebbe rientrare, anche grazie alla qualità visiva, alla scrittura sobria, densa e efficace, nei programmi educativi della scuola dell’obbligo.

Menzione speciale: The city of honey di Moein Ruholamini (Iran)
Motivazione: E’ spiazzante la scelta del regista iraniano Moein Ruholamini di narrare la tragicità della guerra con un gioco ingenuo di bambini: far finta di guidare una macchina a motore spento. Spontanea è la vivacità sprigionata dai due giovani protagonisti, viaggiatori di un bel sogno ad occhi aperti, che commentano il mondo degli adulti pronti a lasciare quel territorio di guerra. Traspare in quasi tutto il film il sogno come rifugio in un microcosmo immaginario e felice, svelato infine dall’occhio magico su campo aperto della macchina da presa che mostra la realtà di un abitacolo bombardato completamente distrutto, metafora della negazione di quel sogno tanto agognato di libertà, illusione rivoluzionaria dell’immaginazione contro gli effetti tragici del macrocosmo degli orrori distruttivi della pazza guerra.

Lungometraggi
Vincitore: Colombia in my arms di Jenni Kivistö e Jussi Rastas (Finlandia)
Motivazione: Il documentario Colombia in my arms dei registi finlandesi Jenni Kivisto e Jussi Rastas, avvalendosi di un’estetica cinematografica ricercata ed evocativa, approfondisce le ragioni nascoste della falsa democrazia in Colombia, offrendo un’analisi della complessità politica dell’attuazione del processo di pacificazione in essere, mostrando il coraggio e i dubbi dei guerriglieri della FARC in un percorso di integrazione nella vita sociale, contrastata da contraddizioni reali e da una oligarchia che non vuole perdere i propri privilegi. Il film ci porta nel cuore di una società in trasformazione, alla ricerca di un futuro più giusto attraverso una lotta pacifica per costruire un orizzonte senza esclusioni e povertà, con il dialogo e la fiducia in un domani diverso.

Menzione speciale: Digitalkarma  di Mark Olexa e Francesca Scalisi (Svizzera) 
Motivazione: Per avere condensato quattro anni di speranze, aspettative e illusioni di una giovane bengalese. In un mondo in cui le Caste (lascito della cultura Indù), il patriarcato con pregiudizi e convenzioni locali, sono più potenti di qualsivoglia volontà di cambiamento. I due registi, l’italiana Francesca Scalisi e lo svizzero Mark Olexa, riescono ad approfondire una cultura a noi distante, nell’intento difficile e delicato di far arrivare al pubblico la bellezza, la generosità e la grande caratterizzazione umana di Rupa, la giovane protagonista. Di gran pregio la fotografia e superba l’idea del video-diario a cui la protagonista confessa i propri stati d’animo. Pur adoperandosi con entusiasmo a diverse opportunità di emancipazione personale, anche Rupa, come le altre donne bengalesi, non sfuggirà a un destino di sottomissione atavica da marito e fratelli che ne impediranno il pieno riconoscimento sociale e culturale, simbolo della condizione femminile oggi di un intero paese.

Menzione speciale Arrigoni-Mehr Khamis
A cura dei selezionatori interni al Direttivo del Festival.
Vincitore: La niebla de la paz di Joel Stängle (Colombia)
Motivazione: La niebla de la paz è un film che dimostra cosa significa provare a narrare la verità da vicino in condizioni estreme. La nebbia che avvolge la foresta colombiana è la stessa che investe il processo di pace in corso nel Paese. Un tema poco trattato in Italia e sviluppato con una cura dell’estetica cinematografica che non si compiace ma è sempre al servizio della storia. Quella di una pluralità in lotta, raccontata con equilibrio e senza miti.

Premio Human Rights Short
A cura della Giuria Esperti (Christian Carmosino, Silan Ekinci, Flavia Paone).
Vincitore: 2nd class di Jimmy Olsson (Svezia)
Motivazione: Charlotte incarna l’essenza stessa della lotta all’odio e al razzismo, in una battaglia in cui l’unica arma possibile si rivela l’istruzione, l’educazione in particolare delle nuove generazioni. Davanti alla recrudescenza della violenza neofascista e neonazista, in Svezia ma non solo, lei è un esempio di coraggio civico, di chi non abbassa la testa davanti al sopruso. E’ disposta a rinunciare persino alla condanna del colpevole nella speranza che suo figlio possa comprendere la banalità del male e seguire un percorso differente. Un tema attualissimo trattato dal regista con grande originalità e delicatezza.

Menzione speciale: Le voyage de Yashar di Sebastien De Monbrison (Francia)
Motivazione: Yashar dà un nome e un volto a una storia che potrebbe essere quella di altre migliaia di migranti che hanno tentato di attraversare i confini terrestri tra Italia e resto d’Europa. La sua disperazione diventa determinazione nell’affrontare quella che sa essere una prova mortale, tra le Alpi e l’indifferenza di chi incontra sul tragitto. L’angosciante cammino di Yashar nei boschi inchioda l’Europa alle responsabilità delle sue fallimentari politiche migratorie. Il finale è un invito a non chiudere gli occhi davanti a uno dei drammi più urgenti del nostro secolo.

Premio Human Rights Doc
A cura della Giuria Esperti (Christian Carmosino, Silan Ekinci, Flavia Paone).
Vincitore: Digitalkarma di Mark Olexa e Francesca Scalisi (Svizzera)
Motivazione: Digitalkarma racconta la storia di Rupa, possibile imprenditrice, promessa sposa. E’ la storia di una ragazza e allo stesso tempo la storia di milioni di donne, rinchiuse dalla nascita seppure libere. Impedite nella loro forza, capacità, gioia e bellezza. Digitalkarma è la radiografia precisa, intima, straziante di un fenomeno sociale, quello dei matrimoni forzati, è tuttavia non un film banalmente informativo, ma un’opera di grande sensibilità, attenzione, capacità di relazione. Un film coraggioso che insegna senza pretendere di farlo. Digitalkarma dovrebbe essere usato come il grimaldello per rompere il silenzio e affermare i diritti di tutte le donne. 

Menzione speciale: Colombia in my arms di Jenni Kivistö e Jussi Rastas (Finlandia)
Motivazione: Per la capacità di affrontare con profondità il tema del processo di pace tradito in Colombia. Una rivoluzione incompiuta, vista con gli occhi dei protagonisti, in un racconto coinvolgente ed emozionante.

Menzione speciale: Quien mató a mi hermano di Ana Fraile e Lucas Scavino (Argentina)
Motivazione: Un film che entra piano dentro la pelle fino a raggiungere il cuore. Una straordinaria donna, protagonista suo malgrado di un processo di conoscenza e denuncia collettivo, porta al mondo con umiltà, semplicità ed incredibile efficacia un messaggio di giustizia universale.

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Verità per Mario Paciolla: al cooperante napoletano morto in Colombia dedicata la prossima edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli

Sarà dedicata a Mario Paciolla, il cooperante napoletano 33enne morto in Colombia per circostanze tutte da chiarire, la XII edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. Il concorso, che gode del patrocinio morale del Comune di Napoli e della Confederazione Elvetica, sarà presentato venerdì 13 novembre a partire dalle 11.00 in modalità diretta streaming aperta a tutti sulla pagina Facebook ufficiale del Festival.

Parteciperanno, oltre agli organizzatori del Festival, i familiari di Mario Paciolla. Previsti inoltre i contributi dell’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Eleonora De Majo, del presidente della FNSI Giuseppe Giulietti, del legale della famiglia Paciolla Alessandra Ballerini e di rappresentanti del comitato “Giustizia per Mario Paciolla”. Atteso il saluto del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

“CHIEDIAMO VERITA’ PER MARIO”

L’edizione 2020 del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli vuole rendere omaggio al coraggio di Mario Paciolla, il giovane cooperante napoletano morto nel luglio scorso, ad appena 33 anni, in circostanze non ancora chiarite, nell’adempimento della propria missione in Colombia.

Paciolla lavorava a San Vicente del Caguán, per conto dell’ONU, alla supervisione dell’applicazione dell’accordo di pace siglato nel 2016 tra le FARC (le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) e il governo colombiano, accordo la cui attuazione non sembra ad oggi procedere nella giusta direzione. Precedentemente, Paciolla aveva operato in Italia, in India, in Argentina e in Giordania e aveva lavorato anche nella stessa Colombia, a Bogotà, con le Brigadas Internacionales de Paz (PBI: Peace Brigades International), dove aveva maturato una buona esperienza del contesto.

Pochi giorni prima della fatidica data del 15 luglio aveva dato segnali di inquietudine e preoccupazione ai suoi familiari e aveva ottenuto il permesso e il biglietto aereo per tornare in Italia: sarebbe dovuto partire proprio il 15 per Bogotà, dove un volo umanitario lo avrebbe riportato a Napoli. Poi la morte violenta, ancora priva di certezze

Mario Paciolla

“Sulla sua improvvisa morte – affermano Maurizio Del Bufalo, Mario Leombruno e Valentina Ripa, autori del Festival che cureranno la presentazione – il nostro Governo dovrà fare chiarezza, chiedendo maggior collaborazione al Governo colombiano per accertare le condizioni in cui è avvenuto il tragico episodio e invitando le Nazioni Unite a collaborare senza reticenze”.

“Il Festival – continuano – si unirà quindi all’appello della famiglia, del Comitato ‘Giustizia per Mario Paciolla’, del presidente FNSI Giuseppe Giulietti, dell’avvocato Alessandra Ballerini (già rappresentante legale della famiglia Regeni, alla quale pure idealmente siamo vicini), per chiedere che la verità sulla morte di Mario emerga presto e con chiarezza, prevenendo i gravi problemi che hanno caratterizzato il caso Regeni“.

IL FESTIVAL AL FIANCO DEGLI AMBASCIATORI DEI DIRITTI UMANI

È già accaduto in passato (vedi il caso di Silvia Romano, rapita in Africa e recentemente restituita alla famiglia) che il Festival si sia schierato con i cooperanti italiani, lanciando appelli al mondo della politica e delle istituzioni per difendere la loro sicurezza. “Abbiamo da sempre preso posizione – ricorda Del Bufalo – per sostenere le battaglie di verità e il tentativo di difendere i nostri giovani ambasciatori di pace, esposti a ritorsioni e rischi in terra straniera, mentre erano impegnati nella difesa dei Diritti Umani. Anche di questo nuovo impegno il Festival darà conto alla Città, al suo pubblico internazionale, ai familiari e a tutti gli amici di Mario chiedendo, al contempo, maggiore considerazione per una professione di grande valore troppo spesso dimenticata dal nostro Paese”. 

COME CAMBIA IL FESTIVAL QUEST’ANNO

La presentazione di venerdì 13 novembre servirà ad illustrare anche appuntamenti e momenti salienti del prossimo Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, che a causa della pandemia da Coronavirus si svolgerà in forma completamente digitale. Il Festival ha infatti attivato una nuova piattaforma web, ww.cinenapolidiritti.online, che ospiterà informazioni sugli eventi e la possibilità di visionare i film in concorso,  a partire dal 17 novembre fino alla cerimonia conclusiva del 28 novembre.

Ogni appuntamento degli Eventi internazionali sarà visibile in diretta collegandosi con la pagina Facebook del Festival.

Il format mantiene la classica struttura: “Eventi internazionali“, dal 17 al 24 novembre, “Concorso internazionale” con film visionabili sulla piattaforma online dal 17 fino al 28 novembre.Quattro le categorie di film che saranno premiate. 

Il tema scelto per l’edizione 2020 del Festival è “Diritti in ginocchio – Pandemia, sovranismi e nuove discriminazioni”, che si ripromette di esplorare i limiti della difesa della Salute Pubblica in confronto alla tutela dei Diritti Universali, le possibili (o reali) ripercussioni sul sistema di garanzie democratiche che regge i Paesi occidentali e le pericolose derive autoritarie e discriminatorie di alcuni grandi Paesi del mondo.

Ulteriori dettagli saranno diffusi durante la presentazione del 13 novembre e disponibili sul sito ufficiale della manifestazione www.cinenapolidiritti.it.

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Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli: domani la menzione YOUTH assegnata dai giovani tra i 13 e i 20 anni (e le premiazioni)

Domani 30 novembre 2019, a partire dalle ore 18.00, nella Biblioteca di Storia Patria del Maschio Angioino si terrà la serata finale dell’XI Edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli.

Dopo le proiezioni di questi giorni, verranno proclamati i due film vincitori (miglior cortometraggio e miglior lungometraggio) dalla Giuria Esperti (composta da Elisabetta Pandimiglio, documentarista romana; Antonio Prata, direttore del Festival dei Diritti Umani di Lugano; Sandra Lorenzano, docente della Universidad Autónoma de México ed esperta di migrazioni). Saranno anche assegnate le menzioni YOUTH (per i film destinati ai giovani) a cura di una Giuria Giovani composta da ragazzi tra i 13 e i 20 anni, la Menzione ARRIGONI/MER KHAMIS (per il film più coraggioso e innovatore) assegnata dalla Giuria dei selezionatori interni e la Menzione CLIMA a cura della Giuria Esperti. La Giuria Popolare, costituita su base volontaria su invito pubblico formulato dal Festival, sarà chiamata ad assegnare la Menzione PLATEA DIFFUSA.

Il Festival verrà chiuso dalle composizioni di Nino Rota, Ennio Morricone e Nicola Piovani interpretate dal maestro Sandro Deidda, sassofonista e protagonista di primo piano della scena jazz italiana. Un’arrivederci “in armonia” al prossimo anno.

L’ingresso è gratuito.

Il Festival, patrocinato da Amnesty International Italia, appartiene alla sua rete Human Rights Film Network e ha avuto come partner principali: Comune di Napoli – Assessorato al Turismo e Cultura, Regione Campania, Banca Popolare Etica, l’Ambasciata Svizzera in Italia e l’Associazione 46simo Parallelo di Trento. Media partner sono stati “Il Manifesto” (con la sua rivista “Extraterrestre”) e il mensile di cinema “Diari di Cineclub”.

L’XI Festival è stato accompagnato dalla mostra W.A.R.S. (Wars And Revolutionary Stories) organizzata dall’Atlante dei conflitti e delle guerre di Trento che sarà possibile visitare fino al 1 dicembre nella Sala delle Armerie del Maschio Angioino.

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Entra nel vivo il Festival Del Cinema dei Diritti Umani di Napoli con il Concorso, presente anche la Giuria Giovani

Riparte il 27 novembre nella monumentale cornice del Maschio Angioino (Antisala dei Baroni) il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli. Dopo gli eventi di carattere internazionale che hanno segnato la scorsa settimana, si entra finalmente nel vivo con il Concorso Cinematografico. Saranno proiettati i 31 film che hanno superato la prima fase di selezione: 7 lungometraggi e 24 corti, provenienti da Italia, Cile, Stati Uniti, Regno Unito, Siria, Spagna, Iran, Georgia, Olanda e Palestina. 

Tra questi saranno scelti i due film vincitori (miglior cortometraggio e miglior lungometraggio) dalla Giuria Esperti (composta da Elisabetta Pandimiglio, documentarista romana; Antonio Prata, direttore del Festival dei Diritti Umani di Lugano; Sandra Lorenzano, docente della Universidad Autónoma de México ed esperta di migrazioni).

Saranno anche assegnate le menzioni YOUTH (per i film destinati ai giovani) a cura di una Giuria Giovani composta da ragazzi tra i 13 e i 20 anni, la Menzione ARRIGONI/MER KHAMIS (per il film più coraggioso e innovatore) assegnata dalla Giuria dei selezionatori interni e la Menzione CLIMA a cura della Giuria Esperti.

La Giuria Popolare, costituita su base volontaria su invito pubblico formulato dal Festival, sarà chiamata ad assegnare la Menzione PLATEA DIFFUSA.

La serata finale, prevista per il 30 novembre, sarà ospitata nella Biblioteca di Storia Patria del Maschio Angioino. L’evento si chiuderà su alcune colonne sonore di Nino Rota, Ennio Morricone e Nicola Piovani interpretate dal maestro Sandro Deidda, sassofonista e protagonista di primo piano della scena jazz italiana.

L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito.

IL CALENDARIO DELLE PROIEZIONI

mercoledì 27 novembre pomeriggio (dalle 16.00 alle 18.45):
Cave cavem di Alberto Grossi [ITALIA, 2019, 30′]
The climate limbo di Paolo Caselli, Francesco Ferri, Elena Brunello [ITALIA, 2019, 40′]
Guarding the forest di Max Baring e Karla Mendes [UK, 2019, 26′]
Sentir tus brazos rotos di Emilia Ruiz [SPAGNA, 2019, 14′]
L’homme des arbres di Andrea Trivero [ITALIA, 2018, 19′]
She who wasn’t tamed di Saleh Kashefi [IRAN, 2019, 15′]
Harry e i Diritti Umani [ITALIA, 2018, 12′]

mercoledì 27 novembre sera (dalle 19.00 alle 22.00):
The trial of Ratko Mladić di Rob Miller e Henry Singer [UK, 2018, 1h40′]
Pupone di Alessandro Guida [ITALIA, 2019, 15′]
Formiche Rosse di Maurizio Fantoni Minnella [ITALIA, 2019, 1h2′]

giovedì 28 novembre pomeriggio (dalle 16.00 alle 18.45):
Tangle di Malihe Ghloamzadeh [IRAN, 2019, 7′]
Coffin decolleté di Nancy Kamal [Egitto, 2019, 6′]
A man, today di Alberto Nacci [ITALIA, 2018, 11′]
Die Bombe di Dima Hamdan [SIRIA, 2019, 20′]
82 names: Syria, please don’t forget us di Maziar Bahari [USA, 2018, 48′]
Sardine’s trying to fly di Simon Safieh [SIRIA, 2019, 1h5′]

giovedì 28 novembre sera (dalle 19.00 alle 22.00):
Teranga di Daisy Squires, Lou Marillier, Sophia Seymour [UK, 2019, 34′]
Io sono Rosa Parks di Alessandro Garilli [ITALIA, 2018, 14′]
Refugee di Alexander J. Farrell [UK, 2018, 1h28′]
Who am I? di Rose Hanawi [OLANDA, 2018, 7′]
Prisoner of society di Rati Tsiteladze [GEORGIA, 2018, 15′]
Krampon di Abdullah Şahin [TURCHIA, 2019, 10′]
Me First [GRECIA, 2018, 4′]
The swimsuit season di Antonino Valvo [ITALIA, 2019, 5′]

venerdì 29 novembre pomeriggio (dalle 16.00 alle 19.15):
Venían a buscarme di Álvaro de la Barra [CILE, 2017, 1h24′]
Spears from all sides di Christopher Walker [USA, 2018, 1h30′]
Bosa di Aitana Serrallet [SPAGNA, 2019, 19′]

venerdì 29 novembre sera (dalle 19.30 alle 22.00):
I Insist to keep on filming di Anne Paq e Haidi Motola [PALESTINA, 2019, 10′]
Turn it around [ISRAELE, 2019, 15′]
Baladì – This is my village di Cristiano Regina [ITALIA, 2019, 35′]
Los Burgueses de Calais, la última frontera di Jesús Armesto [SPAGNA, 2018, 1h30′]

Per ulteriori informazioni sui film in gara e sui loro autori, è possibile consultare l’apposita pagina sul sito del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli.

INFORMAZIONI SUL FESTIVAL

Il Festival, patrocinato da Amnesty International Italia, appartiene alla sua rete Human Rights Film Network e avrà come partner principali: Comune di Napoli – Assessorato al Turismo e Cultura, Regione Campania, Banca Popolare Etica, l’Ambasciata Svizzera in Italia e l’Associazione 46simo Parallelo di Trento. Media partner saranno il quotidiano “Il Manifesto” (con la sua rivista “Extraterrestre”) e il mensile di cinema “Diari di Cineclub”.

L’XI Festival è anche accompagnato dalla mostra W.A.R.S. (Wars And Revolutionary Stories) organizzata dall’Atlante dei conflitti e delle guerre di Trento che sarà ospitata dall’8 novembre al 1 dicembre nella Sala delle Armerie del Maschio Angioino. 

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All’Università Federico II tappa del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli dedicato al Clima che Verrà

Venerdì 22 novembre il Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, che si terrà nel capoluogo partenopeo dal 20 al 30 novembre, sbarca all’Università.

Alle 9.30 al Dipartimento di Giurisprudenza (via Porta di Massa – aula 28) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II saranno di scena le associazioni Fridays for Future e Teachers for Future di Napoli che racconteranno le loro azioni a sostegno dell’ambiente introdotte dal professor Antonio Cavaliere (docente di Diritto Penale – Univ. Federico II), dalle iniziative antinucleari di Padre Alex Zanotelli, dalle riflessioni scientifiche dell’ingegner Giovanni de Paoli dell’ENEA e del professor Michelangelo Russo, Direttore del DIARC della Federico II. Un intervento molto atteso sarà quello di Tiziana Volta, coordinatrice italiana della II Marcia Mondiale per la Pace. 

La stessa sera si prosegue a Forcella. Alle 19 a Piazza Forcella sarà la volta dell’India che riassume in sé gli aspetti più terribili della crisi ambientale legata allo sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali. Il film “She built a country” illustrerà l’esempio di lotta delle donne indiane che resistono alle violenze dello sfruttamento delle miniere di carbone e all’uso di questa risorsa energetica altamente inquinante. A parlarne saranno le giornaliste Daniela Bezzi e Maria Tavernini in collegamento con la ricercatrice Eleonora Fanari e con l’aiuto del fotografo Andrea de Franciscis.

L’ingresso agli eventi, come tutti quelli del Festival, è totalmente gratuito.

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Salute mentale e cinema, il Festival dei Diritti Umani di Napoli incontra i licei

Aldo Masullo sarà ospite d’eccezione di una delle più attese e importanti tappe di avvicinamento all’undicesima edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, in programma il prossimo novembre.

Nello Spazio Comunale Piazza Forcella l’autorevole filosofo napoletano sarà tra i protagonisti dell’incontro “La Giostra, San Servolo e altre memorie. Il cinema nei luoghi della mente”, dibattito aperto alla cittadinanza sulla salute mentale a 40 anni dalla scomparsa di Franco Basaglia. Un incontro per rimettere al centro i problemi legati alla sfera della salute mentale e il modo in cui essi si affrontano, con il contributo di operatori, intellettuali e esperti del settore.

L’appuntamento è per 14 maggio a Forcella (Napoli), nello Spazio Comunale Piazza Forcella, alle 18. A discuterne sul palco insieme a Masullo, partendo dagli spunti forniti dalla proiezione pubblica del film “La Giostra” (Italia, 2018, 43 minuti), ci saranno il regista  Ulderico Pesce, la dottoressa Alfonsina Guarino (direttrice del Dipartimento di Salute mentale dell’ASL di Lauria e ideatrice del film), lo psichiatra Fedele Maurano(direttore del Dipartimento di Salute mentale dell’ASL Napoli 1)Modera l’incontro Francesco Piro, storico della filosofia dell’Università di Salerno e figlio di Sergio Piro, il rivoluzionario psichiatra napoletano scomparso nel 2009 all’età di 81 anni.

La discussione, che verrà aperta dai saluti dell’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli (che patrocina l’iniziativa) Nino Daniele, sarà alternata a letture di testi di Franco Basaglia e Sergio Piro affidate all’attore Enzo Salomoneaccompagnato da Salvatore Cecere e dal suono del suo handpan; l’evento si concluderà con la proiezione di un contributo del musicista Michele Gazich che ha trascorso sull’isola di San Servolo un periodo di studio, realizzando due CD musicali dedicati alle storie delle persone internate nel manicomio.

Ad anticipare l’incontro serale ci sarà una mattinata dedicata agli addetti ai lavori e agli studenti di due importanti scuole napoletane: il Liceo Antonio Genovesi e l’Istituto Ferdinando Galiani

“Musica, filosofia, memorie e immagini – spiegano i rappresentanti del coordinamento del Festival – servono a descrivere un passato ormai lontano, ma anche un presente non completamente definito per la psichiatria, per i suoi utenti, gli operatori e per le famiglie dei pazienti che continuano a chiedere una cura assidua e umana per una delle categorie sociali più deboli della nostra società. Non possiamo che augurarci che una riflessione sul passato possa aiutare giovani e meno giovani ad affrontare il futuro di questo settore con maggiore passione e fiducia. Ancora una volta il Cinema dei Diritti Umani vuole svolgere una funzione di testimonianza e approfondimento dell’informazione al servizio dei giovani e della cittadinanza, promuovendo opere audiovisive di autori impegnati nel sociale”.