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Granato (M5S): modificato DDL abolizione titolarità scuola, ecco perché

Lavoro, Governo e sindacati

Bianca Laura Granato, senatrice del Movimento 5 Stelle, ha illustrato via social le modifiche al disegno di legge 763 sull’abolizione della chiamata diretta e della titolarità su ambito, attualmente al vaglio del Senato. Ecco il post che spiega le motivazioni:

“Perché abbiamo eliminato il comma 73 ter che avevamo inserito nel testo del ddl 763? Perché ci siamo resi conto che introduceva per legge una differenza tra varie tipologie di organico che con questo disegno di legge volevamo invece cancellare definitivamente grazie all’assegnazione di tutto il personale di ruolo anche dopo l’entrata in vigore della legge 107/15 su scuola.

Cosa sarebbe successo se avessimo deciso di mantenere quel comma?

Nelle scuole avremmo dovuto istituire 2 graduatorie: quella dei docenti assunti prima della legge 107/15, a cui bisognava chiedere la disponibilità di essere inseriti su posti di potenziamento, cui si sarebbero sommati quelli assunti dopo l’entrata in vigore del ddl 763, ovvero dopo il 1 settembre 2019, e quella dei docenti assunti su ambito per effetto della legge 107/15 dal 1 settembre 2015 al 31/08/2019 con anche i soprannumerari. E cosa ne sarebbe stato dei docenti che già adesso hanno scelto di essere utilizzati in parte o interamente su potenziamento? Dove avremmo dovuto inserirli? Mi stupirei se qualcuno la trovasse una buona soluzione, si tratta invece di un autentico pastrocchio, oltretutto discriminatorio.

Infatti il potenziamento che il ddl 763 destina alla graduale estinzione per riassorbimento, dal comma 73 ter sarebbe invece legittimato e quei docenti assunti nella fase C della 107, sarebbero marchiati in eterno.

Sappiamo bene che se non ci fosse stato il nostro ddl avremmo ancora attiva la più potente arma messa nelle mani della dirigenza scolastica dalla legge 107/2015, che ha trasformato la classe docente in una categoria soccombente su tutti i fronti rispetto a richieste di lavoro sommerso con cui le scuole dell’autonomia sono oggi spesso trasformate in delle passerelle allestite ad arte per nascondere il vuoto di un’offerta formativa sempre meno realmente efficace, modulata sulle richieste del mercato piuttosto che sulle esigenze di alunni e famiglie”.