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Bullismo, Falco (Corecom Campania): “Inquietante episodio a Cervinara”

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“Ritengo inquietante l’ultimo episodio di bullismo registrato a Cervinara, in provincia di Avellino, dove un ragazzino di appena 10 anni è stato picchiato, minacciato e ricattato da tre giovanissimi. Fino a quando i segni delle violenze sono diventati così evidenti che non ha più potuto nascondere ai genitori il dramma quotidiano che viveva già da tempo. Scattata la denuncia, i tre aggressori sono stati immediatamente fermati dalle forze dell’ordine”. Lo ha dichiarato Domenico Falco, presidente del Corecom Campania. 

“Ma questo ennesimo atto di violenza tra minori registrato nella nostra regione, impone di attivare immediatamente una rete sociale di prevenzione e denuncia. Una rete – rimarca Falco – composta dalle famiglie insieme alla scuola, istituzioni e forze dell’ordine. Che sia in grado di non lasciare sole le vittime dei bulli e di accompagnarli nel difficile percorso della denuncia degli aguzzini. Sono profondamente preoccupato dall’escalation di questi episodi in tutte le province della Campania. Il Corecom è pronto ancora una volta a fare la propria parte coinvolgendo tutte le parti sociali interessate in una attività capillare di prevenzione e informazione per scongiurare ulteriori episodi di bullismo e cyberbullismo. E non si sottrarrà dall’impegno di rilanciare ulteriormente le campagne di sensibilizzazione già avviate grazie al sostegno del Consiglio regionale della Campania. Ognuno deve fare la propria parte, se vogliamo davvero sconfiggere questo fenomeno che minaccia il 70 per cento dei nostri ragazzi”, conclude il numero uno del Corecom Campania.  

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Cyberbullismo, Falco (Corecom Campania): “Numeri allarmanti, intervenire presto”

“I numeri sono allarmanti, occorre mettere in campo una strategia per proteggere i nostri ragazzi, bisogna fare presto!  Il 61% dei giovani italiani afferma di essere vittima di episodi di bullismo e cyberbullismo, mentre il 68% dice di avervi assistito”. E’ il commento di Domenico Falco, presidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Campania alla lettura dei dati, sull’andamento del bullismo e del cyberbullismo in Italia, resi noti dell’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes Italia in collaborazione con ScuolaZoo. 

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Mimmo Falco (foto d’archivio)

“Si registra un indice alto anche degli adolescenti che dichiarano di non sentirsi al sicuro on line, in particolare su social media e app per incontri, ben sei su dieci. Il 7 febbraio prossimo, in occasione della ‘Giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo’, dovrà essere un’occasione di riflessione concreta e costruttiva”.  

“Il Corecom Campania – ha aggiunto Falco – da oltre tre anni, attraverso la campagna @scuolasenzabulli, è impegnato sull’intero territorio regionale, nei diversi plessi scolastici, in una proficua e concreta opera di sensibilizzazione e documentazione sui fenomeni di bullismo e cyberbullismo, offrendo ad alunni e genitori strumenti di conoscenza e soluzioni per scongiurare i pericoli della ‘rete’ sia in veste di vittima che di aggressore.  La risposta coinvolgente delle scolaresche ci spinge a ritenere che, rendere edotti sul fenomeno i giovani e le loro famiglie facendo sentire vicine le istituzioni e le forze dell’ordine, è la strada maestra”. 

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Cyberbullismo, Falco (Corecom): Oltre 500 ragazzi nuove ‘sentinelle di legalità’

“Abbiamo registrato uno straordinario successo di partecipazione nel corso dei webinar estivi della campagna di prevenzione @scuolasenzabulli. Sono oltre 500 i ragazzi che si sono connessi coinvolti grazie alla disponibilità dei centri estivi nelle cinque province campane”. Lo ha detto Domenico Falco, presidente del Corecom Campania, a margine dell’ultima tappa estiva di @scuolasenzabulli presso l’Oratorio “San Sisto II” di Pagani (Sa) coordinato da don Giuseppe Pironti. 

“Nella nostra regione ci sono cinquecento nuove ‘sentinelle di legalità’ che hanno ricevuto informazioni preziose su come comportarsi in caso di presenza di fenomeni di bullismo e cyberbullismo. L’importanza – ha aggiunto Falco – è non far sentire da sole le vittime, valorizzare la forza del gruppo nello sconfiggere questi fenomeni, coinvolgendo famiglia, insegnanti, parroci e forze dell’ordine. Ma anche le informazioni su come la legge regola il cyberbullismo e i rischi seri che si corrono nel mettere in atto episodi di violenza e prevaricazione attraverso il web. Un’esperienza dalla quale abbiamo tratto tantissimi elementi utili per proseguire nella nostra attività di prevenzione”.  

Un obiettivo ribadito anche dalla presidente del Consiglio regionale della Campania, Rosa D’Amelio: “Il nostro impegno su questo tema ha dato i suoi frutti. Nel corso di quest’anno, nonostante la lunga pausa, dovuta al lockdown, non abbiamo mai smesso di interagire con i nostri ragazzi attraverso incontri on line per informarli sui pericoli del web e su come comportarsi in caso di emergenza. Una strategia vincente grazie alla quale siamo riusciti a fare rete”.  

“Di fronte a questi fenomeni – ha sottolineato il parroco di San Sisto II – l’importante è non rimanere isolati, non pensare di poter risolvere da soli il problema ma rivolgersi subito alla rete sociale di cui si fa parte, la famiglia in primo luogo e alla polizia postale”.  

L’avvocato Valentina Varano ha ribadito come dal 2017 chi commette atti di cyberbullismo commette un reato. “Qualunque atto volto a denigrare, offendere, minacciare inducendo uno stato di paura nel minore – ha aggiunto – è un reato vero e proprio, per il quale si viene chiamati a rispondere di fronte a un giudice che può disporre anche limitazioni della libertà personale”.   

All’iniziativa, promossa dal Comitato regionale per le comunicazioni della Campania, hanno partecipato Ivana Nasti, direttore del Servizio ispettivo dell’Agcom, Lucio Marcello Misha Falconio, presidente del Club Rotary Napoli Angioino e la psicologa Giovanna D’Apolito. 

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Falco (Corecom): “Misure urgenti per monitorare l’aumento del cyberbullismo”

“E’ sbagliato sottovalutare gli effetti che il lockdown hanno avuto sui nostri ragazzi. Dobbiamo aiutarli a recuperare forme sane di socializzazione, comunicazione delle emozioni e di relazionarsi in modo costruttivo. Tutti elementi fondamentali per la loro crescita personale. L’impennata di episodi di cyberbullismo nel corso del Covid-19 è un campanello d’allarme che non deve essere sottovalutato”. 

Lo ha detto Domenico Falco, presidente del Corecom Campania, a margine del webinar con i ragazzi che partecipano al centro estivo dell’Oratorio “Anspi San Bartolomeo” di Apice e gli animatori che hanno contribuito a realizzare l’incontro. 

“Servono misure urgenti per monitorare questi fenomeni – ha aggiunto – e per agire tempestivamente e in forma preventiva per aiutare in primis le vittime, ma anche gli stessi bulli, a cambiare le cose”.  

Un appello a collaborare è giunto dal presidente del Consiglio Regionale della Campania, Rosa D’Amelio: “Lavoriamo per costruire una rete istituzionale forte e coesa a tutela dei nostri giovani. Con la campagna @scuolasenzabulli l’Assemblea campana ha deciso di dare un contributo fattivo alla costruzione di una rete sociale che sia in grado di recepire le richieste di aiuto, le preoccupazioni e le domande degli studenti campani indirizzandole verso chi è in grado di trovare una soluzione ai loro problemi. I giovani devono avere fiducia nelle istituzioni che, specie in questa battaglia, sono al loro fianco”.  

Il parroco don Ezio Rotondi, promotore dell’Oratorio, ha accolto la collaborazione con grande entusiasmo: “Ringraziamo il Consiglio e il Comitato Regionale per le Comunicazioni della Campania per averci offerto la possibilità di approfondire la conoscenza dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, nemico comune che va sconfitto ad ogni costo. Il nostro è un luogo formativo che contribuisce alla crescita dei ragazzi mettendoli in guardia anche sui pericoli che si nascondono in particolar modo nel web”.

Ai giovani del centro estivo è giunto anche il contributo del direttore del Servizio ispettivo dell’Agcom, Ivana Nasti: “Fate rete prima di tutto con la vostra famiglia, con la scuola, gli amici, gli insegnanti. Non rimanete mai soli con i vostri problemi, ma imparate a condividerli e a denunciarli. Questa è la strada per uscire più velocemente dal tunnel della paura e della vergogna”.  

Preziosi i contributi offerti anche dai professionisti del Rotary club Napoli Angioino, presieduto da Lucio Marcello Misha Falconio, che hanno dato ai ragazzi molti elementi di riflessione.  

L’avvocato penalista Valentina Varano ha ricordato come dal 2017 il cyberbullismo sia un vero e proprio reato con conseguenze gravi per chi lo commette che può essere chiamato a rispondere di fronte a un giudice che può disporre anche la limitazione della libertà.  

Per la psicologa e psicoterapeuta Giovanna D’Apolito è fondamentale che sia il gruppo a individuare e isolare il bullo, senza dargli manforte, nemmeno con comportamenti omissivi o manifestando indifferenza. Il bullismo è un fenomeno che nasce nel gruppo ed è lì che deve trovare la fine. 

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@scuolasenzabulli fa tappa a San Giovanni a Teduccio

“La Rete territoriale è fondamentale nella lotta al bullismo e al cyberbullismo. Alimentandola e integrandola facciamo bene il nostro lavoro. Sono molto soddisfatto del risultato dei webinar estivi della campagna ‘@scuolasenzabulli’ e sono contento di aver ripreso anche gli appuntamenti in presenza qui, alla Fondazione ‘Famiglia di Maria’ di San Giovanni a Teduccio che merita davvero tutta la nostra ammirazione come esempio di sana aggregazione tra giovani e adulti. Il terreno ideale per vincere la nostra battaglia. Noi dobbiamo avere la forza di essere comunità e la comunità si pratica quotidianamente lavorando. Dobbiamo dire ai nostri ragazzi che internet non va eliminato ma va gestito con consapevolezza. Non possiamo diventare schiavi del telefonino e dei tablet”.  

Queste le parole del presidente del Corecom Campania, Domenico Falco, che ha promosso l’incontro presso la Fondazione ‘Famiglia di Maria’ di San Giovanni a Teduccio, primo appuntamento in presenza dopo il lockdown della campagna di prevenzione per i fenomeni di bullismo e cyberbullismo ‘@scuolasenzabulli’.  

La presidente della Fondazione, Anna Riccardi, ha sottolineato l’importanza di questi incontri con i giovanissimi per fornire tutti gli elementi essenziali per un uso consapevole del web: “Ringrazio il Comitato Regionale per le Comunicazioni per l’opportunità che ci ha fornito ma deve essere chiaro che chiunque viene in questa struttura prende un preciso impegno con questi ragazzi: seguirli nel tempo in questa battaglia di prevenzione e nel percorso di crescita formativa. Intendo questo come il primo passo di un rapporto che dovrà proseguire nel tempo per arricchire la nostra comunità”.  

Per Domenico Condurro, presidente dell’associazione nazionale Sociologi Dipartimento Campania: “E’ fondamentale per i ragazzi capire che non bisogna mai isolarsi in caso di difficoltà e di sofferenza psicologica. Parlarne con i genitori, con gli insegnanti, con le forze dell’ordine, è l’unica valida alternativa per uscire prima possibile dall’incubo. Bisogna superare la vergogna e la paura. Il primo passo è la ribellione a questo stato di sofferenza. Quando si è vittime di soprusi bisogna reagire, aiuterà le vittime a stare meglio”.  

I bambini del campo estivo della Fondazione hanno poi ascoltato le parole e i consigli dei rappresentanti delle forze dell’ordine che hanno partecipato all’incontro.  

“Interveniamo prontamente ogni qualvolta ci arrivano segnalazioni di video che possono immortalare episodi di bullismo e cyberbullismo – ha sottolineato Marika Viscovo, Commissario Capo della Squadra Mobile di Napoli – e vi assicuro che risaliamo sempre alla vittima e agli autori. Anche i bulli molto spesso sono vittime. Quando noi interveniamo e ce li troviamo di fronte negli interrogatori con i loro avvocati e i loro genitori vediamo emergere tutta la loro giovane età, la loro impreparazione ad affrontare simili situazioni e vi assicuro che non sembrano affatto come poi sono. Li vediamo fragili e impauriti. Per questo invito tutti voi a scaricare la nostra app ‘YouPol’ per segnalare gli episodi di bullismo, in particolare se siete vittime e non avete il coraggio di denunciare. Usatela”.  

Per il maggiore Giuseppe Taraschi, Comandante della VI sezione del reparto operativo del Comando provinciale di Napoli dei Carabinieri: “Bisogna fare estrema attenzione quando si utilizza il web dove, sempre, i nostri dati personali vengono registrati e utilizzati per fini che non sempre sono legali. Ogni volta che utilizziamo un pc o un cellulare lasciamo informazioni personali. Tutto ciò che facciamo viene registrato da soggetti che non conosciamo. Le informazioni sono un prodotto e tutto quello che facciamo rimarrà per sempre nel web. Quindi pensiamci bene prima di postare qualcosa. Ricordiamo infine che quando denunciamo un bullo o un cyberbullo in realtà lo aiutiamo ad avere una seconda possibilità, prima che commetta reati più gravi che ne comprometteranno per sempre la sua vita”. 

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Bullismo, Falco (Corecom Campania): “Aiutare vittime e aguzzini dai disturbi da stress post traumatico”

“Vittime e aguzzini dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo in molti casi presentano alla stessa maniera disturbi da stress post traumatico. Lo studio pubblicato negli ‘Archives of Disease in Childhood’ è un monito importante. Bisogna agire sulla prevenzione per sottrarre giovani vite a problemi che trascineranno con loro per tutta la vita. Dal lavoro dei ricercatori è emerso che ‘le vittime continuavano a mostrare una quantità ben maggiore di sintomi da PTSD rispetto agli autori dei gesti ed erano caratterizzati da più pensieri intrusivi e comportamenti di evitamento’. Ma gli stessi sintomi sono spesso presenti in modo significativo anche negli aggressori. Abbiamo il dovere di informare e tutelare i nostri giovani da comportamenti che hanno effetti assolutamente negativi prima di tutto nei loro stessi confronti”. Queste le parole del presidente del Corecom Campania, Domenico Falco a margine del webinar “@scuolasenzabulli” organizzato dal Comitato Regionale per le Comunicazioni e che ha visto la partecipazione degli animatori del centro estivo promosso dall’Oratorio Santa Maria Stella del Mattino di Vallata (Avellino).

Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio regionale della Campania, ha ribadito l’importanza di agire preventivamente: “Proseguiremo senza sosta questa campagna di prevenzione insieme al Corecom per arginare un fenomeno oramai dilagante. L’esperienza maturata in questi anni ci ha insegnato che laddove siamo riusciti a dare informazioni corrette e disponibilità a interagire, vi sono stati risultati molto positivi. Un fattore che ci spinge a proseguire con rinnovato entusiasmo”.

Per don Gerardo Ruberto, promotore dell’Oratorio, il confronto con le istituzioni su questi temi è sempre fondamentale: “Si può pensare che i piccoli centri siano immuni da questi fenomeni ma non è così. Anzi, proprio nei piccoli comuni questi atti hanno un effetto devastante sulla comunità. Questi confronti sono importanti per prevenire queste situazioni. Dobbiamo responsabilizzarci tutti”.

Anche in quest’appuntamento Ivana Nasti, direttore del servizio ispettivo dell’Agcom, e il Rotary club Napoli Angioino, presieduto da Lucio Marcello Misha Falconio, hanno offerto il loro contributo alla discussione e all’approfondimento di alcuni aspetti dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo.

L’avvocato Valentina Varano ha ricordato come si tratti di veri e propri reati dal 2017 e che gli autori rischiano misure severe subendo un processo penale che si può concludere con misure restrittive della libertà. La psicologa e psicoterapeuta Giovanna D’Apolito ha posto invece l’accento sul ruolo che il gruppo può giocare nel prevenire e nell’arginare il bullo. Occorre la partecipazione di tutti, anche di quelli che normalmente tacciono e con il loro comportamento, nei fatti, danno sostegno al bullo di turno.

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Bullismo, Falco (Corecom): “Anche Garante Privacy chiede più tutele contro cyberbullismo”

“Ho molto apprezzato l’intervento del presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, nel corso dell’audizione davanti alla Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’adolescenza, in particolare nella richiesta di nuove tutele contro il dilagare del cyberbullismo. Bene ha fatto a sottolineare tutte le implicazioni dell’uso distorsivo della Rete specie quando le vittime sono minorenni. Il web rischia infatti, se vissuto in assenza della necessaria consapevolezza, di esporre a pericoli sottostimati ragazzi sempre più fragili. Anche perché la rete è lo spazio dove oggi lasciamo più soli i minori”. Queste le parole del presidente del Corecom Campania, Domenico Falco, a margine del primo webinar estivo della campagna di prevenzione “@scuolasenzabulli” con i ragazzi dell’Oratorio della Parrocchia dello Spirito Santo di Benevento.

Un appello ai giovani protagonisti del campo estivo è stato rivolto dalla presidente del Consiglio regionale della Campania, Rosa D’Amelio: “Alle ragazze e ai ragazzi dico di segnalare al Corecom e alle autorità competenti ogni episodio di bullismo o cyberbullismo dei quali vengono a conoscenza. Alziamo la guardia contro questi fenomeni e, soprattutto, non lasciamo sole le vittime. Ognuno di noi può contribuire a sconfiggere questi fenomeni. Insieme ce la possiamo fare”.

Apprezzamento per l’iniziativa è stato espresso dal parroco don Maurizio Sperandeo, promotore del “campo estivo”: “Ringrazio il Corecom per averci offerto questo momento di crescita per tutti noi. Insieme siamo una forza e questo ci deve dare maggiore consapevolezza per prevenire questi fenomeni. Siamo una catena formata da tanti anelli e la forza della catena si misura dalla forza dell’anello più debole. Dobbiamo prenderci cura di tutti gli altri specie quelli che sono in difficoltà”.

Rivolge un invito ai ragazzi anche Ivana Nasti, direttore del Servizio ispettivo dell’Agcom: “Il terreno di gioco per affrontare in modo consapevole la lotta al bullismo e al cyberbullismo è quello della famiglia e della scuola. Bisogna alimentare questa rete essendo sempre pronti a intervenire e segnalare ai genitori, agli insegnanti e ai dirigenti scolastici ogni circostanza che può rappresentare un allarme”.

Importante il contributo dei professionisti come quello offerto dalla psicologa e psicoterapeuta Giovanna D’Apolito: “Il cyberbullismo è una forma di violenza più subdola perché destinata a rimanere in rete a lungo. Il bullo si nasconde più facilmente e la vittima resta più sola. Serve un lavoro di gruppo per arginare questi fenomeni che, appunto, nascono nel gruppo e lì devono essere risolti. Attiviamo anche i compagni silenziosi delle classi per far arrivare un messaggio di chiaro dissenso al bullo nei confronti dei suoi comportamenti, tutelando così il loro bersaglio da continue vessazioni”.

L’avvocato Valentina Varano ha messo in guardia i ragazzi: “Gli atti di bullismo e cyberbullismo costituiscono veri e propri reati e, come tali, chi li commette è chiamato a risponderne dinanzi ad un giudice, che può disporre anche restrizioni di libertà. Pensateci bene prima di commettere questi atti che potrebbero avere conseguenze negative per tutta la vostra vita”.

Il sostegno alla campagna è stato confermato anche da Lucio Marcello Falconio, presidente del Rotary Napoli Angioino: “Il Club partecipa a questo progetto perché crede negli ideali di amicizia e lealtà facendone un caposaldo della propria attività sociale. Per questo per noi è importante fare la nostra parte nel combattere il bullismo insieme al Corecon e l’Agcom”.

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Emergenza cyberbullismo, nuovo caso in Campania: il commento di Falco (Corecom)

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“Ennesimo episodio di cyberbullismo. Ancora una volta gli adolescenti utilizzano il web e i social media per ferire e umiliare minorenni. A farne le spese, nel Napoletano, una 12enne scelta come bersaglio da colpire, attraverso continui insulti e offese, da due conoscenti appena più grandi, due quattordicenni che non hanno esitato a minacciare anche la madre della ragazzina oggetto di scherno scesa in campo per difendere la figlia. La dodicenne colpevole di avere qualche chilo di troppo ha accusato una sincope da stress ed è finita al pronto soccorso ospedialiero. E’ ora di fare sul serio, bisogna intervenire con metodo con strategie su misura per arrivare ai giovani e guarire la loro necessità di comunicare attraverso l’umiliazione e la prevaricazione dell’altro. Sanno essere spietati, vanno guariti. Bisogna dire No all’utilizzo dei social come strumenti di violenza e aggressività. E’ necessario guidare gli adolescenti a un uso corretto e costruttivo del web”. Lo ha detto Domenico Falco, presidente del Comitato per le Comunicazioni della Campania.

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“Se c’è da correre ai ripari rispetto a quanti fanno del web un uso distorto – ha continuato Falco – una nota positiva arriva da Benevento, dove un maturando dell’Istituto Tecnico Industriale ‘Bosco Lucarelli’, durante la prova d’esame ha presentato un’App per supportare ragazzi e ragazze vittime di bullismo. Sono queste le menti sane a cui dobbiamo chiedere aiuto e collaborazione per arrivare a chi sceglie strade devianti. Per questo il Corecom proseguirà con la campagna ‘@scuolasenzabulli’, l’iniziativa che da anni permette di incontrare gli studenti della nostra regione, di ogni ordine e grado, e fornire loro  una serie di informazioni e soluzioni utili per chiedere aiuto e sostenere chi è vittima dei bulli, attraverso incontri e seminari, grazie alla collaborazione di figure professionali, istituzioni e forze dell’ordine”.

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Falco (Corecom): “Aumentano del 18% le denunce dei casi di cyberbullismo”

“I dati della Polizia postale fanno registrare un aumento del 18 per cento delle denunce dei casi di cyberbullismo. Un segnale positivo che dimostra quanto sia importante proseguire sulla strada della conoscenza del fenomeno e della prevenzione. Il progetto @scuolasenzabulli ci ha consentitto di incontrare migliaia di studenti per offrire loro gli strumenti per riconoscere e difendersi da questo fenomeno mettendoli in contatto con una rete sociale di protezione formata da scuole, famiglie, istituzioni e forze dell’ordine”. Queste le parole di Domenico Falco, presidente del Corecom Campania, nel corso del webinar Didattica a distanza realizzato con gli studenti dell’Istituto comprensivo 2 “Sant’Agata de’Goti”  coordinati dalle insegnanti Patrizia Valentino, Immacolata Garagnani e Monica De Lucia. “Dobbiamo insistere su questa strada – ha proseguito il presidente Falco – per sottrarre humus fertile alla violenza, alla prevaricazione e all’ignoranza. Insieme ce la faremo”.

Il progetto @scuolasenzabulli è stato fortemente voluto dal Consiglio regionale della Campania e dalla sua presidente, Rosa D’Amelio: “Da Zoom a Skype sono aumentati gli episodi di attacchi digitali alle piattaforme della didattica a distanza. Oggi è possibile bloccare queste forme subdole di violenza compiute da chi si nasconde dietro una tastiera per offendere, insultare e minacciare il prossimo. La rete che abbiamo creato con il supporto del Corecom, dell’Agcom e delle forze dell’ordine è in grado di offrire ai nostri ragazzi la sicurezza che di fronte a questi fenomeni non sono soli”.

Il lavoro delle scuole per approfondire le dinamiche del bullismo non ha conosciuto sosta neanche con il lockdown come ha confermato la dirigente scolastica Elisabetta Di Maio: “Non ci siamo mai fermati. Con la didattica a distanza abbiamo proseguito nella nostra attività di informazione e siamo grati al Corecom per averci dato l’opportunità di confrontarci con i tecnici e gli esperti che hanno fornito un supporto prezioso ai nostri alunni”. 

Ivana Nasti, direttore del Servizio ispettivo Agcom ha posto l’accento su come è possibile cambiare le cose: “Per arginare questo fenomeno bisogna lavorare tantissimo insieme alla famiglia che è il primo nucleo relazionale per i ragazzi. Un approccio terapeutico comportamentale che aiuti le vittime ma anche il bullo, che ha evidenti problemi relazionali, dietro i quali spesso si nascondono problemi familiari. Bullismo e cyberbullismo si sconfiggono facendo rete”.

Testimonial d’eccezione nell’incontro con gli studenti di Sant’Agata de’Goti la speaker radiofonica Fabiana Sera: “Sono stata vittima di bullismo per il mio aspetto. Ma dovete sapere che la perfezione non esiste e tra gli imperfetti ce ne sono alcuni più insicuri degli altri che, per nascondere la propria debolezza, prendono in giro, minacciano, insultano i loro compagni. Sono i bulli di sapone.  Quelli che non riescono a essere amici di nessuno. I bullizzati hanno una grande missione di amicizia da compiere.  Prendendo la loro mano e aiutandoli a socializzare perché sono loro ad avere dei problemi”.

Un appello arriva anche da Nicola Pasquino, presidente del club Rotary Napoli Angioino: “Ai bulli dico, ricordatevi che fate del male a persone come voi. Queste azioni non vi fortificano ma mettono a nudo tutte le vostre debolezze. Alle vittime, invece, ricordo che non sono soli. Dalla loro pare hanno la famiglia, gli insegnanti e le forze dell’ordine. Trovando il sostegno per denunciare sono in grado di riprendere in mano la loro vita”.  

Alle tante domande dei ragazzi ha risposto la psicologa e psicoterapeuta Giovanna D’Apolito: “La fragilità non è solo della vittima ma del bullo e di tutta la classe. Il problema è di tutti. Questi fenomeni nascono in un gruppo e spesso si dà manforte ai bulli anche semplicemente sorridendo o facendo finta di non vedere. Comportamenti che danno la sensazione al bullo di essere popolare.  Ma a scapito degli altri. Dovete far sapere che non siete d’accordo con i suoi comportamenti. Avvicinatevi alla vittima e ai compagni che difendono la vittima. Dimostrate di essere maturi. Date un messaggio chiaro che il bullismo a voi non piace”. I rischi a cui va incontro chi attua comportamenti offensivi, infine, sono state esplicitati dall’avvocato penalista Valentina Varano: “Le conseguenze per chi pone in essere atti di cyberbullismo sono molto severe. Dal 2017 è un reato vero e proprio e gli autori sono chiamati a risponderne davanti a un giudice. Non pensate che le misure siano più lievi perché siete minorenni. Per chi compie simili azioni ci sono due certezze: essere individuati dalla Polizia postale e pagarne le conseguenze”.

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Bullismo, dal Corecom Campania “preoccupazione” per gli ultimi episodi accaduti a Napoli

mimmo falco rosa d'amelio campania

“L’ultimo gravissimo episodio di bullismo accaduto a Napoli nei giardini dei Colli Aminei dimostra quanto lavoro ci sia ancora da fare per combattere e prevenire questo fenomeno. Dieci ragazzi che attirano la vittima in una trappola attraverso il web e lo picchiano. Una dinamica che ci è stata denunciata centinaia di volte. La nostra opera di sensibilizzazione da sola non basta. Occorre che i genitori inizino ad assumersi le proprie responsabilità educando i figli e insegnando loro i valori del rispetto per il prossimo e dell’amicizia”. Queste le parole del presidente del Corecom Campania, Domenico Falco, nel corso del webinar “Didattica a distanza @scuolasenzabulli” che ha visto come protagonisti alunni e docenti dell’istituto “Dante Alighieri” di Sapri coordinati dai docenti Ida Gasparri e Luigi Mattia Rocca. “La risposta delle forze dell’ordine, che in poche ore hanno individuato e fermato gli aggressori – ha proseguito il presidente del Corecom –  sia di monito per tutti i giovani e per le loro famiglie. Stiamo parlando di veri e propri reati che rischiano di rovinare per sempre giovani vite. Pensiamoci!”. Il web viene spesso utilizzato impropriamente per arrecare danno al prossimo come sottolineato da Rosa D’Amelio, presidente del Consiglio regionale della Campania: “Con il Corecom e gli operatori abbiamo deciso di formare e informare studenti e docenti per mettere in pratica azioni e comportamenti per bloccare questa forma subdola di violenza. Trasformiamo in occasione per far crescere i rapporti umani questa collaborazione e denunciamo tutti gli episodi di cui siamo a conoscenza. Fermiamo chi si nasconde dietro un pc per offendere e calunniare gli altri”. Tutelare i più deboli è uno dei compiti della scuola come sottolineato da Maria Teresa Tancredi, dirigente dell’istituto: “La scuola deve prendere in carico le vittime ma anche il soggetto persecutore che avendo un indole sbagliata ha con se elementi di devianza che vanno corretti. Ai soggetti più deboli nei contesti di classe bisogna tendere la mano con una azione di sistema che coinvolga anche le famiglie”. Per Ivana Nasti, direttore del Servizio ispettivo Agcom: “L’uso massiccio di tecnologie informatiche ha comportato aumento dei casi di cyberbullismo, diffusione di foto e commenti a sfondo sessuale, derisione e scherno e fenomeni come  il trolling. Per questa ragione bisogna agire in termini di prevenzione attraverso la conoscenza di ragazzi e famiglie della pericolosità di questo fenomeno”. La testimonianza  di Fabiana Sera, attrice e speaker radiofonica, è stata seguita con grande partecipazione dai ragazzi collegati al webinar: “Per anni sono stata bullizzata per le mie caratteristiche fisiche. Mi prendevano in giro perché ero alta e grossa. E io ci soffrivo tanto. E mi sono nascosta. Fino a quando non ho deciso di imparare ad accettarmi e a cambiare prospettiva smettendo di sabotarmi per ascoltare gli altri. Ho creato a questo proposito anche l’hashtag #Equindi? Con il quale ho risposto alle cattiverie. Ho gli occhiali, sono grassa, sono troppo alta, e quindi? ? I veri deboli sono i bulli che non riescono a rivolgersi a voi e che si nascondono dietro schermi e tastiere”. Sui recenti episodi di bullismo torna anche Nicola Pasquino, presidente del Rotary club Angioino: “Gli ultimi casi registrati a Napoli dimostrano quanto sia importante proseguire nell’impegno per la campagna @scuolasenzabulli promossa da Corecom Campania,  Agcom e Consiglio regionale.  Partecipiamo con convinzione al progetto perché crediamo fermamente nella prevenzione per debellare questo fenomeno”.

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Mimmo Falco e Rosa D’Amelio

Gli esperti che hanno partecipato al webinar hanno aiutato gli studenti a comprendere i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo e ciò che ne consegue. “Bisogna lavorare sugli aspetti di fragilità che non riguardano solo la vittima ma tutta la classe – ha affermato Giovanna D’Apolito psicologa e psicoterapeuta – spiegando ai ragazzi che cadono nelle grinfie dei bulli che uscire dal tunnel è possibile. Basta affidarsi e confidarsi con i genitori, gli insegnanti, gli amici e trovare la forze di denunciare. Facendo tesoro delle esperienze brutte si può riconquistare la propria vita”. Per l’avvocato Valentina Varano: “Il cyberbullismo ha come caratteristica un insieme di  comportamenti digitali finalizzati a insultare diffamare. Sono veri e propri reati che come tali vengono trattati dalle forze dell’ordine e dalla magistratura.  Chi li pone in essere non la passa liscia. La Polizia postale ha strumenti molto sofisticati attraverso i quali può recuperare dati e informazioni per arrivare al pc del soggetto che commette un reato. E anche dopo, di fronte a un giudice del Tribunale per i minori, il rischio di vedere restrizioni per la propria libertà è serio. Pensateci bene prima di mettere in campo certi comportamenti”. Al termine del webinar gli alunni dell’istituto si sono esibiti in una avvincente prova musicale lanciando un messaggio forte sull’importanza di restare compatti e aiutare il compagno in difficoltà.