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I gradini Suor Orsola diventano museo a cielo aperto: la firma della convenzione

Un percorso museale a cielo aperto per raccontare la storia e le storie di una delle istituzioni culturali più antiche della città di Napoli: la cittadella monastica di Suor Orsola Benincasa, oggi moderno campus universitario con numerosi settori di eccellenza nell’alta formazione. È questa l’idea progettuale alla base della convenzione siglata stamane tra il Comune di Napoli e l’Università Suor Orsola Benincasa per la riqualificazione e la valorizzazione dei “Gradini Suor Orsola”, l’antico sentiero che da oltre cinque secoli cinge la cittadella Monastica di Suor Orsola muovendosi per circa trecento metri, alternando in modo particolarmente suggestivo ampie gradinate a tratti in piani, da Via Suor Orsola al Corso Vittorio Emanuele.

Una strada pubblica abbandonata da anni che viene restituita alla città e ai cittadini proprio in una zona che ‘spacca’ orizzontalmente la città tra il Colle Sant’Elmo e il Golfo di Napoli nelle quale si intersecano già numerose scalinate che come raccontano molte guide “aprono scorci di rara amenità e bellezza” (dai gradini del Petraio alla Pedamentina di San Martino).

Per una Università che da sempre investe con passione e dedizione nella sua ‘terza missione’ di azione culturale, sociale ed economica sul territorio, è un motivo di grande orgoglio e nel contempo di grande responsabilità l’affidamento per la conservazione e la valorizzazione di un bene pubblico così intriso di storia della città. Un impegno per il quale metteremo in campo quella fusione di energie tra la nostra secolare tradizione umanistica e la nostra moderna vocazione alle nuove tecnologie che rappresentano oggi il perno di una valorizzazione interattiva dei beni culturali in cui il ruolo dei cittadini sia anche attivo”. Così Lucio d’Alessandro, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, anticipa le linee guida del progetto dei Gradini Suor Orsola.

In questi ultimi anni Napoli – evidenzia il sindaco, Luigi de Magistrisè diventato un laboratorio esemplare del coinvolgimento delle forze produttive e culturali della città nella valorizzazione del suo territorio e questo nuovo progetto riflette anche il solido legame di collaborazione fattiva che abbiamo avuto come amministrazione comunale in questi anni con le Università che rappresentano un grande patrimonio della città”. Un impegno questo curato in modo particolare da Alessandra Clemente,  assessore al patrimonio, ai lavori pubblici e ai giovani del Comune di Napoli, che sottolinea come “questo progetto possa portare nuove opportunità per il territorio e realizzi l’idea che uno spazio pubblico possa diventare ancora più di tutti se specificamente dedicato alla città, ai giovani e alla cultura”.

Un percorso museale a cielo aperto tra giardini, chiese e archivi storici

Il primo passo del progetto curato in prima istanza da Giovanni Coppola, professore ordinario di Storia dell’Architettura del Suor Orsola ed attualmente da Alessio D’Auria, docente di Economia dei Beni Culturali del Suor Orsola, saranno pulizia, ripristino e riqualificazione della strada. Cinquantamila euro di investimento iniziale tutto a carico del Suor Orsola anche con l’installazione di nuovi sistemi di arredo urbano (panchine, fioriere e lampioni) collocati lungo la rampa per consentire l’accesso e l’esplorazione del futuro percorso museale che sarà realizzato con le moderne tecniche di valorizzazione dei beni culturali che rappresentano uno dei settori di eccellenza dell’Università Suor Orsola Benincasa che nel 1992 è stato il primo Ateneo italiano ad avviare un percorso di studi specificamente dedicato alla conservazione ed al restauro dei beni culturali.

I Gradini Suor Orsola andranno ad inserirsi in un sistema più ampio di percorsi culturali che l’Università Suor Orsola Benincasa ha costruito negli anni proprio nel cuore della città a ridosso dell’antica strada delle Colline, oggi corso Vittorio Emanuele attraverso il Complesso di Santa Caterina da Siena (oggi sede del Dipartimento di Scienze Umanistiche) e il Convento di Santa Lucia al Monte (oggi sede del Dipartimento di Giurisprudenza) che affiancano la storica cittadella monastica di Suor Orsola che al suo interno ospita già tre musei (il Museo delle Scienze, il Museo Pagliara e il Museo dell’Opera Universitaria), tre chiese, numerosi giardini (tra cui lo splendido giardino botanico dei “Cinque Continenti”) una pinacoteca, biblioteche antiquarie, archivi storici, collezioni di sete, di spartiti musicali, di porcellane e di stampe.

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I Gradini suor Orsola diventeranno Museo

È stato approvato dalla Giunta Comunale di Napoli l’accordo di collaborazione con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa per la realizzazione del progetto “Museo Gradini Suor Orsola”.

L’Amministrazione comunale ha accolto favorevolmente la proposta dell’Università di riqualificare e valorizzare la strada Gradini Suor Orsola con un percorso museale sulla storia della nascita e dello sviluppo della Cittadella monastica e del complesso monumentale del Suor Orsola.
“Attiviamo una collaborazione con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa – dichiara l’assessore Clemente – per realizzare un percorso museale sul complesso monumentale del Suor Orsola. Un’idea nata dall’Università per valorizzare tutta la strada che dal corso Vittorio Emanuele porta alla cittadella universitaria e creare nuove opportunità per il territorio. Un ottimo esempio di ascolto e collaborazione tra istituzioni e territorio”.

“Ringrazio il Comune – commenta il rettore Lucio d’Alessandro – perché ha fatto sì che uno spazio pubblico possa diventare ancora più pubblico in quanto dedicato alla città ai giovani e alla cultura”.

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Università: nasce a Napoli il primo Master in Italia dedicato alla formazione dello Youth Worker

Nasce a Napoli il primo percorso di alta formazione universitaria specificamente dedicato allo youth worker, l’animatore socio-educativo per i giovani considerato dall’Unione Europea tra le nuove figure professionali più importanti da incentivare e sostenere in tutti gli Stati Membri. Un compito al quale in Italia lavora l’Agenzia Nazionale per i Giovani che, per creare uno specifico percorso formativo per questa nuova figura, ha siglato questa mattina a Napoli un protocollo d’intesa con l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, la più antica libera Università italiana, sede da oltre un secolo di percorsi di alta formazione nel settore degli studi pedagogici riconosciuti di eccellenza a livello internazionale, e la Fondazione Santobono-Pausilipon.

Una scelta non casuale quella di Napoli, in un territorio ricco di associazioni impegnate da anni nel lavoro di formazione socio-educativa per i giovani anche in contesti di grande disagio sociale all’interno, per altro, di una Regione come la Campania che è stata la prima nel Mezzogiorno, nel 2016, ad avere emanato un provvedimento normativo con il quale per la prima volta vengono formalmente identificati gli youth workers.

“La scelta del governo di investire attraverso l’Agenzia Nazionale per i Giovani proprio a Napoli ed in particolare al Suor Orsola per la formazione di una figura professionale così importante e così fortemente valorizzata anche a livello europeo – ha sottolineato il Rettore Lucio d’Alessandro – rappresenta un grande riconoscimento all’eccellenza didattica e manageriale di molte Università del Sud ed alla nostra in particolare. Un riconoscimento che certifica come sia ormai acclarato che, numeri alla mano (come si evince ad esempio per il Suor Orsola dai recenti dati raccolti da AlmaLaurea), anche nel Mezzogiorno si è saputo costruire quel circuito virtuoso tra formazione e mondo delle imprese e delle professioni che consente ai nostri migliori studenti di inserirsi rapidamente in ambito lavorativo soprattutto quando si investe sull’alta formazione di figure professionali nuove e molto richieste dal mercato come in questo caso per lo youth worker”.

Già ad ottobre sarà online il bando per il Master di I Livello per “Youth Worker. Esperto in attività educative e di animazione con i giovani” (informazioni già presenti su www.unisob.na.it/youthworker) ideato ed organizzato da un comitato scientifico che insieme ai vertici delle tre istituzioni promotrici (il rettore del Suor Orsola, Lucio d’Alessandro, il direttore dell’Agenzia, Domenico De Maio e il presidente onorario e il direttore generale della Fonazione Santobono-Pausilipon, Annamaria Minicucci e Flavia Matrisciano) ha riunito alcuni dei più illustri docenti universitari del Suor Orsola del settore delle scienze formative (Enricomaria Corbi, Margherita Musello, Ciro Pizzo, Fabrizio Manuel Sirignano, Natascia Villani e Stefania Ferraro).

“È stimato che in Europa siano operativi circa 2 milioni di youth workers e sono perlopiù giovani tra i 18 ed i 35 anni. Si tratta di animatori socioeducativi che facilitano l’apprendimento e lo sviluppo personale e sociale dei giovani, affinché diventino cittadini autonomi e responsabili attraverso la partecipazione attiva ai processi decisionali e l’inclusione nelle rispettive comunità. Un ruolo fondamentale nella nostra società ed il nostro lavoro è mirato al riconoscimento di questa figura professionale”, ha evidenziato Domenico De Maio, direttore generale dell’Agenzia Giovani, illustrando questa importante novità.

L’obiettivo di questo innovativo percorso di studi (che assegna ben 60 CFU universitari) è quello di costruire un profilo professionale versatile capace di promuovere la partecipazione dei giovani alla società coniugando formazione formale e non formale e promuovendo l’inclusione attraverso forme di attivazione dei soggetti, in presenza di situazioni di rischio di esclusione sociale o altro svantaggio, sia in forma di volontariato sia in forme di autoimprenditorialità, anche utilizzando le risorse digitali.

“La Fondazione Santobono-Pausilipon, da anni impegnata anche nel volontariato sociale a supporto delle famiglie dei bambini dei territori più disagiati, è particolarmente onorata di essere partner di questo progetto che consentirà di aumentare le competenze di quanti operano nel terzo settore e che potranno mettere in campo migliori e più qualificati interventi sociali” ha spiegato Anna Maria Ziccardi, presidente della Fondazione. E come ha sottolineato in un suo messaggio anche il presidente onorario della Fondazione Santobono-Pausilipon, Anna Maria Minicucci, “il Master si rivelerà certamente un valido percorso anche per formare i volontari che operano nelle strutture ospedaliere e che prendono in carico i bambini e le famiglie anche successivamente per bisogni socioassistenziali complessi”.

Info e Bando

www.unisob.na.it/youthworker

lifelonglearning.info@unisob.na.it

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Al Suor Orsola un museo dedicato alla Dieta Mediterranea

Viaggiare nello spazio e nel tempo per immergersi in un flusso di storie narrate da protagonisti noti e meno noti del mondo agroalimentare alla scoperta dell’arte di mangiar bene per vivere a lungo in buona salute. Sarà una delle suggestioni a cui andranno incontro i visitatori del primo museo digitale al mondo interamente dedicato all’arte della Dieta Mediterranea. Una ‘creazione’ scientifica del MedEatResearch dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, il primo Centro di Ricerca universitario italiano specificamente dedicato alla Dieta Mediterranea fondato e diretto dagli antropologi Elisabetta Moro e Marino Niola. L’inaugurazione del Museo, progettato insiemecon l’Università degli Studi di Roma “Unitelma Sapienza” e con il finanziamento della Regione Campania, si svolgerà venerdì 15 Novembre alle ore 18 nella Biblioteca Pagliara dell’Università Suor Orsola Benincasa, con la partecipazione del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, come evento conclusivo di due giornate di studio interamente dedicate al nono ‘compleanno’ della Dieta Mediterranea come patrimonio immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco.

Un convegno di studi di rilievo internazionale, dedicato al tema “La cultura della Dieta Mediterranea. Ieri oggi domani” che ospiterà a Napoli (programma completo su www.unisob.na.it/eventi e diretta streaming su www.facebook.com/unisob), nella Biblioteca Pagliara del Suor Orsola, alcuni dei più importanti studiosi ed esperti del settore enogastronomico italiano come Pier Luigi Petrillo, Andrea Segrè, Alessandro Bonfiglioli, Antonio Limone e Matteo Lorito insieme con alcuni degli chef ambasciatori delle eccellenze enogastronomiche della Campania, da Livia Iaccarino a Rosanna Marziale.

Il convegno, che si inserisce tra le attività del progetto “Opere e vite. Salvaguardia e promozione digitali dell’oralità e delle tradizioni legate al patrimonio immateriale della dieta mediterranea in Campania e nelle comunità emblematiche UNESCO” finanziato dalla Regione Campania, sarà aperto giovedì 14 novembre alle ore 16 dalla FICO Mediterranean Lecture 2019, la lezione magistrale annuale ideata a partire dal 2016 dal MedEatResearch insieme con la Fondazione FICO di Bologna, per celebrare in maniera dinamica il riconoscimento UNESCO della Dieta Mediterranea come modello alimentare più ecocompatibile e più sano del mondo. Una lezione magistrale che quest’anno sarà dedicata al tema “L’arte di mangiar bene per vivere bene” e sarà affidata ad Elisabetta Moro, condirettore del MedEatResearch, autrice del celebre volume “La dieta mediterranea. Mito e storia di uno stile di vita” (Il Mulino Editore) e condirettore del Mediterranean Diet Virtual Museum insieme con Marino Niola.

Presentazione del Mediterranean Diet Virtual Museum

“Con un colpetto di mouse si potrà vedere un grande esperto di olio, di pasta, di vino o di pomodoro che ci dice tutto quello che avremmo sempre voluto sapere su cultivar, formati, annate, aree di eccellenza. Le virtù della dieta mediterranea saranno raccontate da scienziati di fama mondiale come Jeremiah Stamler, Antonia Trichopoulou, Henry Blackburn, Mario Mancini, Daan Kromhout, Alessandro Menotti e Anna Ferro-Luzzi, tutti allievi e collaboratori di Ancel e Margaret Keys, gli scopritori di questo regime alimentare che porta alla longevità”. Così Elisabetta Moro, condirettore del Mediterranean Diet Virtual Museum, presenta l’essenza del nuovo Museo che racconterà l’universo della Dieta Mediterranea anche attraverso conversazioni scientifiche e antropologiche con chef stellati come Alfonso Iaccarino o uomini di spettacolo come Ugo Gregoretti e Peppe Barra.

“Possa campare cent’anni” sarà uno dei primi viaggi antropologici offerti dal Mediterranean Diet Virtual Museum (già disponibile su www.mediterraneandietvm.com/possa-campare-centanni-la-ricerca-sulla-longevita-2/). Un progetto di ricerca del MedEatResearch ideatoper testimoniare con una nutrita schiera di centenari della Campania (dalle colline dell’alta Irpinia con Villanova del Battista al litorale del Cilento con Pioppi) la proverbiale longevità della Dieta Mediterranea. 

Il Museo metterà in mostra preziose testimonianze, frutto di attente ricerche etnografiche, di produttori, chef, artigiani, scienziati, contadini, artisti, pescatori e testimonial d’eccezione allo scopo di contribuire in maniera rilevante alla promozione del territorio campano, alla valorizzazione culturale delle sue tradizioni, vocazioni e produzioni, nonché al plusvalore simbolico delle filiere enogastronomiche di qualità campane sul mercato globale. I contenuti saranno disponibili in open source e raggiungibili anche tramite QRCode.

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Il ministro Amendola al Suor Orsola, il rettore: “A Napoli il più grande polo nazionale di ricerca nel campo dei beni culturali”

lucio d'alessandro amendola suor orsola

“A Napoli può nascere il più grande polo nazionale di ricerca, formazione e investimento nel campo dei beni culturali e delle sue tecnologie più avanzate”.  Lo ha annunciato il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro, aprendo, al fianco del Ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola, il convegno dedicato al tema “La Brexit e le nuove sfide dell’Unione Europea”. Unariflessione ideata dal Suor Orsola ad un anno dall’inaugurazione del suo Centro per gli Affari Internazionali di Bruxelles.

“Ho illustrato questa ipotesi al Ministro Amendola in un incontro preliminare al convegno – ha evidenziato d’Alessandro – ed ho colto con soddisfazione la sua disponibilità ad una riflessione anche perché, come ci ha spiegato, sul piano europeo ci sono grandi possibilità di sviluppo per questo tema e una grande considerazione verso il nostro Paese nel settore dei beni culturali”.

L’idea ha già un suo progetto embrionale perché a Bruxelles proprio la valorizzazione del patrimonio culturale italiano attraverso le nuove tecnologie è uno dei pilastri del lavoro del Centro per gli Affari Internazionali dell’Università Suor Orsola Benincasa che coordina, in questo settore, il lavoro internazionale del Cluster Tecnologico Nazionale TICHE (Technological Innovation in Cultural Heritage) che ha già aggregato ben 45 soggetti giuridici pubblici e privati costituendo una rete formata da ben 30 Università italiane (da Milano a Palermo), tre Distretti tecnologici regionali, alcuni dei più prestigiosi Centri di ricerca nazionali (dal CNR all’Enea) ed importanti imprese del Paese che operano nel settore dell’innovazione tecnologica.

“L’Università Suor Orsola Benincasa – ha sottolineato il Ministro Amendola – ha fatto un investimento intelligente ed importante non solo per l’Ateneo ma per i giovani del Sud in generale, perché scegliere di investire su Bruxelles e sulle grandi opportunità progettuali dell’Unione Europea significa provare a rendere più forte il nostro territorio della Campania e del Mezzogiorno e sviluppare possibilità concrete per costruire un futuro migliore per le giovani generazioni”.

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Dal contrasto al cyberbullismo all’insegnamento con i new media: le nuove sfide pedagogiche della Scuola italiana nei Master dell’Università Suor Orsola Benincasa

I disturbi specifici dell’apprendimento, il contrasto al bullismo e al cyberbullismo e l’utilizzo dei new media all’interno delle istituzioni educative. Ci sono alcune delle grandi sfide pedagogiche della contemporaneità tra gli obiettivi formativi dei Master del ‘comparto scuola’ ideati dal Centro di Lifelong Learning dell’Università Suor Orsola di Napoli diretto da Fabrizio Manuel Sirignano, professore ordinario di Pedagogia sociale e presidente del corso di laurea magistrale in Scienze della Formazione Primaria dell’Ateno napoletano. “In una fase di profonde trasformazioni sociali e culturali i docenti assumono un ruolo fondamentale nel percorso educativo degli adolescenti di oggi che saranno la classe dirigente di domani – evidenzia Sirignano – e l’Università Suor Orsola Benincasa, con la sua tradizione ultra secolare nel settore degli studi pedagogici, ha scelto di adeguare la sue attività di formazione continua alle nuove esigenze che il mondo della scuola si trova ad affrontare in particolare in un territorio difficile come quello meridionale”.

E allora “Psicopedagogia scolastica”, “Docente esperto nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento”, “Docente esperto nel Disturbo da Deficit d’Attenzione/Iperattività e nella prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo”, “Animatore digitale”, “Specialisti in problematiche dell’infanzia e dell’adolescenza” e “Formazione e management teatrale in ambito scolastico ed extrascolastico” sono alcuni dei Master (con iscrizioni aperte fino al 28 novembre 2019) della rinnovata offerta formativa del Centro di Lifelong Learning del Suor Orsola che verrà presentata a studenti, laureati, insegnanti e dirigenti scolastici giovedì 7 Novembre alle ore 14.30 nella Biblioteca Pagliara dell’Ateneo.

Un’offerta formativa post laurea quella del Suor Orsola, arricchita anche da convenzioni con altri Atenei su scala internazionale, che segue nel suo complesso un’impostazione fortemente professionalizzante come dimostrano gli obiettivi formativi anche degli altri master con i bandi aperti in queste settimane: “Management per le funzioni di coordinamento nell’area delle Professioni sanitarie”, “Criminologia clinica e scienze forensi” e “Mestieri della scrittura e dell’editoria” (che avrà venerdì 8 novembre alle ore 11 nella Biblioteca Pagliara una specifica giornata di presentazione con il direttore scientifico Antonella Cilento).

Percorsi formativi che sono il frutto anche di un consolidato rapporto di collaborazione fra l’Università Suor Orsola Benincasa e le varie Istituzioni scolastiche, educative e del terzo settore della Campania e sono quindi stati ideati e progettati per rispondere alle tante sollecitazioni individuate di concerto con i diversi attori di questi specifici contesti professionali anche e soprattutto per andare incontro alle nuove esigenze del mercato del lavoro

 Fiore all’occhiello dell’offerta formativa post laurea del Suor Orsola è il Master in Formazione e Gestione delle Risorse Umane, organizzato in collaborazione con la l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale (AIDP), che giunge quest’anno alla sua quindicesima edizione.

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Il “modello Suor Orsola” convince: soddisfazione dell’ateneo napoletano dagli ultimi dati Almalaurea

università suor orsola benincasa chiostro giardini

“Una buona formazione universitaria consente di colmare il gap occupazionale tra Nord e Sud, dal punto di vista sia quantitativo sia qualitativo: è ormai dimostrato che i laureati che uniscono una solida e rigorosa formazione di base alle esigenze del mercato trovano lavoro qualificato anche nel Mezzogiorno”. Così Natascia Villani, manager didattico dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, commenta i risultati molto lusinghieri sui laureati del Suor Orsola emersi nel XXI Rapporto sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati realizzato annualmente da AlmaLaurea, lo storico Consorzio Interuniversitario che raggruppa 75 Atenei italiani.

Il plus valore della laurea all’Università Suor Orsola Benincasa secondo il rapporto AlmaLaurea risiede nella sua efficacia, ossia nella combinazione tra la richiesta di una laurea specifica per l’esercizio del lavoro svolto e l’utilizzo, nel lavoro, delle competenze apprese all’università. Per il 78% dei laureati al Suor Orsola il titolo conseguito si è rivelato molto efficace per il lavoro svolto. Un dato superiore del 13% a quello nazionale (65,3%).  

“Il dato sull’efficacia del titolo di studio – evidenzia Natascia Villani – premia da un lato l’impostazione metodologica dei nostri percorsi didattici, che sono progettati insieme con le aziende del territorio per individuare ex ante le esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione (come, ad esempio, è successo negli ultimi anni per settori in espansione come la green economy e la comunicazione multimediale), e dall’altro la spiccata vocazione pratica e professionalizzante dei nostri percorsi formativi nei quali all’interno del corpo docente c’è spazio per i manager e i professionisti del settore e sin dal primo anno gli studenti maturano esperienze on the job all’interno delle aziende”. Un elemento quest’ultimo evidenziato anche da un altro dato del Rapporto Almalaurea: durante il corso di studi il 75,1% dei laureati al Suor Orsola ha svolto tirocini professionali e il 69,2% ha sperimentato un’attività lavorativa. Due dati che sono superiori del 16% e del 4% rispetto alla media nazionale.

L’efficacia del sistema formativo del Suor Orsola emerge in maniera molto netta nella sezione del rapporto AlmaLaurea dedicata alla regolarità del corso di studi. Il 73,5% dei laureati magistrali del Suor Orsola Benincasa termina l’università in corso. Un dato notevolmente migliore della media nazionale (60,1%) e della media campana (47,3%). “Questo è certamente uno dei dati che ci dà maggiore soddisfazione – sottolinea il Rettore del Suor Orsola, Lucio d’Alessandro – perché l’impostazione strategica del nostro ‘fare università’, vorrei dire la nostra filosofia didattica, si basa su un rapporto diretto e mai ‘a distanza’: i docenti del Suor Orsola vivono infatti insieme con gli studenti e il Campus diviene così luogo di condivisione continua di saperi e di progettualità. I numeri programmati presenti anche dove non sono imposti dal Ministero ci consentono di mantenere un rapporto numerico docente/studenti di 25:1, praticamente come a scuola. Una situazione ideale che consente un tutoraggio individualizzato di ciascuno studente sia durante il percorso di studi sia durante l’accompagnamento post laurea svolto dai nostri uffici di Job Placement”.

I risultati di questo lavoro che prosegue nel tempo sono concreti: a cinque anni dalla laurea il dato occupazionale dei laureati magistrali al Suor Orsola (80,3%) si avvicina molto a quello nazionale (85,5%) colmando così il gap iniziale dovuto alle maggiori difficoltà di trovare lavoro in Campania e al Sud.

E l’efficacia del “modello Suor Orsola” è riconosciuta praticamente dalla totalità dei suoi laureati. Nella sezione del Rapporto AlmaLaurea dedicata alla “Valutazione dell’esperienza universitaria” ben il 94% dei laureati al Suor Orsola si dichiara infatti soddisfatto della propria esperienza formativa. Un dato superiore del 5% rispetto alla media nazionale.

Per altro la soddisfazione degli studenti riguarda in egual misura tutte le voci analizzate: rapporto con i docenti (93,2%), carico di studio (92,6%) e aule (91,7%). E soprattutto per la sua dotazione strutturale il campus universitario di Suor Orsola con le sue aule multimediali, il suo sistema di servizi e la ‘grande bellezza’ del suo patrimonio artistico, storico e museale raccoglie un gradimento superiore del 24% rispetto alle altre Università della Campania e del 18% rispetto alla media nazionale. Tanto che l’81% dei laureati al Suor Orsola si iscriverebbe nuovamente nello stesso Ateneo. Un dato superiore di oltre il 10% sia rispetto a quello campano che a quello nazionale.