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Viaggio Lib(e)ro in diretta streaming su Campus Manzoni

libreria scuola primaria

Dopo il grande successo  di visitatori tra alunni, docenti e avventori che seguono la pagina Campus Manzoni si prosegue con il terzo appuntamento nella città di Caserta per la quinta edizione di Viaggio Lib(e)ro, progetto ideato, organizzato e promosso dall’Associazione Approdi d’Autore con il Patrocinio morale della Regione Campania.

Location il Campus Manzoni, la piattaforma virtuale del prestigioso liceo Manzoni di Caserta, diretto dalla dirigente Adele Vairo, che permetterà, ancora una volta, di  dar vita a Viaggio Lib(e)ro a distanza, per le scuole secondarie di I e II grado che coinvolge docenti e studenti rendendoli protagonisti di una vera e propria festa della cultura attraverso il canale Streaming.

Studenti e insegnanti saranno, come sempre, i protagonisti, discutendo, attraverso i social, del libro che hanno letto, delle emozioni provate e interagiranno con l’autore.

Come prodotto finale di questa magnifica esperienza virtuale, i ragazzi invieranno, entro il 28 maggio, un video di un paio di minuti e il 1 giugno una giuria preposta premierà il miglior lavoro.

Giovedì 14 maggio, dalle 17:30 alle 18:30, ospite del Campus Manzoni sarà lo scrittore Carlo De La Ville Sur Illon, autore di “Caro Adamo”. 

Con l’autore, in diretta streaming,  interverranno la dirigente scolastica Adele Vairo, l’assessore alla Scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri, le docenti Cristina Grillo e Filomena Abbate.

Modererà il dibattito il giornalista Francesco Marino, Direttore di CasertaFocus.

Il ciclo di incontri si concluderà giovedì 21 maggio, evento che vedrà la partecipazione di Anna Mazzamauro  con il suo romanzo“Adattiamoci”.

Tra i partners del progetto ci sono Radio Punto Nuovo e Graus Edizioni.

https://www.mondodocenti.com/prodotto/grandi-guide-2-antropologica-cd-2/
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Giornata mondiale del Libro: le iniziative del Miur

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Il 23 aprile 2020 ricorre la Giornata Mondiale del Libro. Il Miur, per l’occasione, ha lanciato una maratona letteraria in streaming e consigli di lettura via social per gli studenti.

Il sito del MI ospiterà la maratona letteraria organizzata dalla Fondazione De Sanctis, per la prima volta in diretta streaming, durante la quale interverrà, alle 12, anche la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Sui social del Ministero, inoltre, per tutto il giorno ci saranno contenuti interattivi pensati per i ragazzi: artisti e scrittori condivideranno i loro autori preferiti con gli studenti.

La maratona letteraria della Fondazione De Sanctis avrà inizio alle 11.00 e si concluderà alle 18, proponendo interventi di commento critico, letture e analisi di alcuni dei passi più belli della letteratura di tutti i tempi da parte di oltre 100 grandi protagonisti della cultura. Una staffetta ideale che si propone di raggiungere non solo il pubblico adulto, ma anche le giovani generazioni e le scuole.

libreria scuola primaria

“La Giornata Mondiale del Libro rappresenta l’occasione per ribadire l’importanza della lettura che, ne sono certa, è stata, per tanti italiani, una compagnia importante in queste giornate così particolari in cui, per il bene del Paese, siamo tutti rimasti di più nelle nostre case”, sottolinea la Ministra Lucia Azzolina.

Il Ministero dell’Istruzione aderisce quest’anno alla Giornata Mondiale del Libro anche con l’iniziativa ‘Scrittore chiama scrittore’. Un’occasione per sensibilizzare studentesse e studenti alla lettura attraverso un racconto social interattivo nel quale artisti, scrittrici e scrittori condivideranno i loro autori preferiti con gli studenti e inviteranno loro a fare lo stesso. Da Rodari a Primo Levi passando per Saba, per un giorno i canali Instagram e Facebook del Ministero dell’Istruzione si trasformeranno così in un circolo letterario 2.0.

https://www.mondodocenti.com/prodotto/seagull/
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aMare Leggere, viaggio letterario con la scuola in nave verso Barcellona

Associare l’emozione del viaggio a momenti di approfondimento e di dibattito per far crescere nei ragazzi l’interesse per i libri e la lettura. Questo l’obiettivo di Leggere:tutti con aMare Leggere, il Festival della letteratura per ragazzi sul mare che nel 2020 ha un doppio appuntamento sulla rotta Civitavecchia-Barcellona-Civitavecchia con partenze il 29 febbraio e il 21 marzo e ritorno rispettivamente il 3 marzo e il 24 marzo. Il viaggio letterario propone, sia all’andata sia al ritorno, un ricco programma all’insegna di incontri con gli scrittori, laboratori di scrittura, fotografia, giornalismo, proiezioni di film, spettacoli teatrali, giochi.

Possibilità anche per utilizzare il viaggio per progetti di Alternanza scuola lavoro.

La quota di partecipazione è di 220 euro per studente (in cabina interna tripla/quadrupla, pasti a bordo inclusi) con l’ospitalità per un accompagnatore ogni 15 studenti per la prima partenza (29 febbraio-3 marzo 2020) e di 235 euro per la seconda (21-24 marzo 2020). È anche possibile, con un lieve supplemento di prezzo, effettuare visite guidate e altre attività a Barcellona.

L’ottava edizione di aMare Leggere è organizzata da Leggere:tutti in collaborazione con la compagnia di navigazione Grimaldi Lines, la ANP (Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola), la Bimed (Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo) e l’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona.

Il programma è in via di definizione e, come nelle sette precedenti edizioni, coinvolgerà scrittori, poeti, attori di cinema e teatro, giornalisti, fotografi. Nel 2020 saranno a bordo della nave di aMare Leggere lo scrittore Eraldo Affinati, finalista al Premio Strega; il giornalista di Repubblica Massimo Lugli, con una decina di successi all’attivo, che presenterà il suo nuovo libro “Il giallo Pasolini”; lo scrittore Valerio Varesi, autore di gialli e polizieschi; Francesca Caldiani, scrittrice di libri di successo per i più giovani, che presenterà il suo libro “Basta chiudere gli occhi”; Viola Ardone, che quasi sicuramente tornerà ad aMare Leggere, per presentare il suo libro “Il treno dei bambini”, in testa alle classifiche; la scrittrice albanese Irma Kurti; la giovane scrittrice di origine libanese Leyla Khalil, impegnata nel sociale; Gaia Mencaroni con “Malarte”; Marco Innocenti con “Il giro del mondo in 18 amori”; Paolo Fiorucci con “21 poesie invece di chiederti come stai”. Spazio anche ai laboratori con Nunzia Morosini con un incontro dedicato al Boccaccio e un altro “Alla scoperta del libro”: si partirà dalla storia del libro per arrivare al libro come lo conosciamo oggi, fino all’eBook.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 0644254205 – e-mail info@leggeretutti.it

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Libri e bambini, non è solo un vezzo: ecco perché è importante far leggere i nostri ragazzi già da piccolissimi

La scienza la chiama “Scatola delle Parole”: il vocabolario del bambino è una scatola vuota e in quella fase della vita, in cui il ragazzo è particolarmente sensibile ad assorbire stimoli esterni, si riempie. Più si riempie, più si sviluppano le altre capacità: comprensione, linguaggio, sviluppo di capacità mentali, persino la fantasia.

Lo spiega bene Flavia Franco, autrice di libri didattici, che con Gruppo Editoriale Raffaello ha pubblicato “Amo leggere”.

“Gli effetti – spiega l’autrice in un post sul sito del gruppo Editoriale – che la lettura genera, sia autonoma sia sotto forma di ascolto, sono dunque molteplici:incrementa il livello di alfabetizzazione, amplia il vocabolario, produce migliori performance attentive e migliori risultati scolastici. Un bambino che legge non solo sarà un bambino che pensa, ma anche che sogna e che esprime i suoi desideri, la sua immaginazione e la sua creatività. Inoltre, le storie che raccontiamo ai nostri bambini o che essi leggono in autonomia hanno il potere di trasmettere valori fondamentali come quello dell’amicizia, del rispetto dell’altro, della diversità contribuendo al loro sviluppo emotivo e sociale”.

Il testo citato (fonte: Raffaello)

Quindi, mamme e maestre, invitate i nostri ragazzi alla lettura già da piccolissimi. Prima leggo, prima cresco!

(su Mondodocenti Shop, Oceanon e Matacenalibri una vasta raccolta di libri didattici a tua disposizione).

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Portare le presentazioni dei libri nelle scuole: perché conviene e perché è utile

incontri di lettura nelle scuole con gli autori

Durante l’ultima presentazione della rassegna letteraria napoletana Incontro con l’Autore promossa da Libri Market (marketplace per autori e librerie), lo scrittore Christian Capriello, apprezzato papà della saga fantasy di Derek Dolphyn, è tornato su un tema molto sentito degli ultimi tempi: la possibilità di utilizzare le scuole primarie per la presentazione dei libri.

Christian Capriello, scrittore autore della saga di Derek Dolphyn
Christian Capriello, scrittore autore della saga di Derek Dolphyn

Non quelli strettamente didattici, ma anche romanzi, racconti, approfondimenti. E lo ha fatto utilizzando queste parole:

I giovani sono il nostro domani. Ma rappresentano anche una già cospicua parte del nostro presente. Sono quindi il più doveroso “investimento” su cui devon puntare sia genitori che corpo docente. Bambini e ragazzi vanno plasmati e veicolati con virtuosa pervicacia intorno ai concetti di LETTURA e di SCRITTURA.

E ciò, a mio modesto parere, ancor prima che vengano indirizzati “frontalmente” rispetto al concetto di apprendimento, che risulta spesso ostico e “invalidante”, ove spesso legato a una volontà di studio che si ritiene di non avere, ad esempio, per determinate materie.

L’apprendimento, a mio giudizio, è assai più efficace se previamente supportato da un reale approfondimento tematico inerente le specificità e i benefici, peraltro duraturi nel tempo, che possono recare LETTURA e SCRITTURA. Credo che, ai giovani, e già alla radice, vadano fatte scoprire in concreto le virtù di questo paio di bizzosi gemelli. Chi SCRIVE, attiva zone della mente fino a quel momento sconosciute; e, senza manco rendersene conto, ne sblocca altre.

Percorre strade che nemmeno pensava di poter mai percorrere. Inizia a formulare pensieri connotati da buona sintesi e capacità espressiva. Si accorge che la sua mente non è solamente un foglio bianco. E che l’inventiva propria ha molto più inchiostro di quel che si credeva. Il soggetto inizia a compiacersene. Inizia a intervenire nei dialoghi ove prima temeva di farfugliare ed essere ignorato dalla platea udente. Acquista sicurezza e spirito di proposta. Anche chi LEGGE, nella maggior parte dei casi, trancia di netto anche gli apparenti lucchetti intorno ai quali si snoda l’espressione più comune “Non mi piace leggere”, invero legata all’erroneo convincimento di non “esserci portato”.

Non è una questione di genere letterario, ma di stile narrativo. Il lettore va condotto per mano in un contesto attuale quanto in un universo immaginario, dove deve sentirsi confortato, guidato, mai lasciato solo. Il lettore deve essere incuriosito da ciò che legge. Rispetto al racconto, deve avere la sensazione di restarvi ancorato solidamente con la fiocina non semplicemente preso all’amo. Alla fine del volume deve avvertire ancora i segni del narrato, non soltanto avvertire un effimero sapore in bocca. Chi legge, qualsiasi cosa legga, acquisisce spirito critico e, laddove l’obiettivo dello scrittore non è giungere meramente alla creazione di stuoli di adepti consenzienti, ciò è un bene. Si allarga il confronto. Chi prima taceva, ora è in grado di formulare ipotesi, portare tesi più idonee alla discussione di una generico tema. Può finalmente dare il suo contributo, in forma compiuta. Il LETTORE deve essere educato all’autonomo sviluppo della propria CURIOSITÀ.

La Curiosità va coltivata. E’ come una pianta grassa. Sopravvive anche in assenza di stimoli se ne hai saputo innervare le foglie e il busto. Occorre solo trovare l’incipit adatto, e poi il lettore andrà da sé. Il “Non curioso” non esiste. E’ solo un’aberrazione della pigrizia. Il “Non curioso” è un animale in una gabbia fatta di sbarre trasparenti e dalla consistenza del fumo. Può uscirne quando vuole, ma solo se ne ha voglia. Agli occhi degli altri, pone mille scuse per restarne incapsulato. Ma, in verità, è l’assenza momentanea di volontà a relegarlo nel perimetro dell’inerzia. Per esperienza personale, sottoporre libri di narrativa ad alunni della scuola media – magari sottolineando che non si tratta di un libro di testo “obbligatorio” e che viene quindi visto come un’imposizione di quel mondo verso cui ogni adolescente inizia fisiologicamente a protestare-, è un buon esperimento.

Nel mio caso, alla presentazione presso istituti scolastici anticipate da letture preventive, sovente sono state formulate relazioni lunghe, esaustive ed approfondite inerenti l’analisi del testo e gli sviluppi della trama. E in tempi estremamente ridotti. I visi sono distesi, sinceramente curiosi. I bambini/ragazzi tendono a fare “a gara” per porre domande allo “scrittore” del momento. Pongono le loro domande con temerario coraggio, magari andando anche al di là di quanto “concordato” con il docente. Non v’è timidezza, anzi. Anche alla fine della presentazione si avvicinano, magari fuori dal contesto ufficiale si sentono anche più tutelati. E la domanda principe è una: “Come hai fatto a diventare scrittore?”.

A riprova di un desiderio innato della maggior parte di loro. Saper raccontare. O, in altri casi, sapersi raccontare. Essere in grado di riporre su carta le proprie impressioni è un vantaggio. Esser capaci di interpretare correttamente il pensiero di un altro, al contempo sgrezzando il medesimo da faziosità ed individualismi e suggendone il solo nocciolo acritico, lo è altrettanto. I vecchi diari sono troppo spesso sostituiti dai post sui social. Il diario era principalmente uno strumento di autoconoscenza, da riproporsi anche a distanza di tempo per non perdere memoria di quel che si è stati o si è fatto. I post, invece, tendono più a capire quali possono essere le opinioni medie sui propri pensieri. E questo può inibire il perseguimento di una linea o di un’idea della vita, specie a fronte di commenti sgarbati, scomposti, fuori tema. Si rischia di degradare nell’acquisire informazioni su natura ed entità del pensiero dominante, finendo supinamente per uniformarvisi.

Ciò va evitato, o quantomeno limitato. Come? Col buon senso, a partire dalle famiglie. In ogni modo, esser in grado di offrire al prossimo i propri pensieri recide le differenze, pone argini alle incomprensioni. Potrei dire che, benché in scala microscopica, partire da una campagna di “coscienziosità” delle singole classi delle scuole potrebbe portare a un affievolimento dei conflitti planetari. Ma moltiplicate l’eventuale risultato positivo per migliaia e migliaia di volte. L’iniziale goccia nell’oceano comincia a diventare prima un bicchiere, poi un secchio, poi ancora un barile. Che, rigettato nel mare, a differenza della goccia, quantomeno a riva comincia a fare un minimo di rumore.

E sono sicuro che almeno una, due persone, magari anche per caso passate di là, saranno state capaci di avvertire proprio quel rumore.

Christian, infatti, ha già incontrato direttamente i bambini nelle scuole, durante il giro di presentazioni del primo capitolo della saga fantasy da lui ideata: Derek Dolphyn e il varco incantato (disponibile su Libri Market).

Insomma, sembra che in un momento difficile, in cui gli scrittori stentano a riempire le sale di librerie o associazioni per presentare i loro lavori, siano proprio i lettori in tenera età quelli più interessanti al coinvolgimento diretto, alla possibilità di poter parlare con lo scrittore viso a viso, a far esplodere quella curiosità che dovrebbe essere il primo stimolo per coinvolgerci nella lettura, nel piacere di sfogliare un libro.

In questo articolo proviamo a spiegarvi i tre motivi per cui portare gli scrittori nelle scuole è sempre un’idea vincente.

Incontrare l’autore stimola i ragazzi a leggere

Il confronto diretto, la possibilità di farsi coinvolgere, la voglia di chiedere spiegazioni direttamente a chi quel libro l’ha scritto fanno dell’incontro con l’autore un mezzo efficace per invogliare direttamente i ragazzi alla lettura. Rendendola un’esperienza meno solitaria e più aperta al mondo. Non solo, ma mantenendo intatto il valore culturale, di crescita e di arricchimento insito nella tipologia di attività stessa.

Non solo, ma portare la lettura in un ambiente familiare al ragazzo come quello scolastico la rende un’esperienza in qualche modo sicura protetta, di cui avere fiducia.

Non è complicato organizzare un incontro a scuola con lo scrittore

In fase promozionale, l’autore di un libro è impegnato in un tour de force che lo porta praticamente ovunque. L’interesse dello scrittore è quello di portare a conoscenza il maggior numero di persone possibili del suo libro. Quindi, godrete quasi sempre di una totale disponibilità.

Non solo, ma sono tantissime le associazioni che organizzano questa tipologia di attività presenti sui territori. Se non si sa da dove partire, basta contattare loro e sapranno cosa proporvi e quando.

Tra le attività extracurricolari, inoltre, è tra le più facilmente realizzabili e meno onerose: basta una sala

Si tratta di un’attività economica

L’autore in fase promozionale non è motivo di spesa. L’invitato, insomma, non ha alcuna tipologia di costo a carico di chi invita nella maggior parte dei casi. Basta un’aula scolastica, qualche copia del libro messa a disposizione e… che si entri nelle pagine insieme!