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Giornata mondiale del Libro: le iniziative del Miur

libreria scuola primaria

Il 23 aprile 2020 ricorre la Giornata Mondiale del Libro. Il Miur, per l’occasione, ha lanciato una maratona letteraria in streaming e consigli di lettura via social per gli studenti.

Il sito del MI ospiterà la maratona letteraria organizzata dalla Fondazione De Sanctis, per la prima volta in diretta streaming, durante la quale interverrà, alle 12, anche la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Sui social del Ministero, inoltre, per tutto il giorno ci saranno contenuti interattivi pensati per i ragazzi: artisti e scrittori condivideranno i loro autori preferiti con gli studenti.

La maratona letteraria della Fondazione De Sanctis avrà inizio alle 11.00 e si concluderà alle 18, proponendo interventi di commento critico, letture e analisi di alcuni dei passi più belli della letteratura di tutti i tempi da parte di oltre 100 grandi protagonisti della cultura. Una staffetta ideale che si propone di raggiungere non solo il pubblico adulto, ma anche le giovani generazioni e le scuole.

libreria scuola primaria

“La Giornata Mondiale del Libro rappresenta l’occasione per ribadire l’importanza della lettura che, ne sono certa, è stata, per tanti italiani, una compagnia importante in queste giornate così particolari in cui, per il bene del Paese, siamo tutti rimasti di più nelle nostre case”, sottolinea la Ministra Lucia Azzolina.

Il Ministero dell’Istruzione aderisce quest’anno alla Giornata Mondiale del Libro anche con l’iniziativa ‘Scrittore chiama scrittore’. Un’occasione per sensibilizzare studentesse e studenti alla lettura attraverso un racconto social interattivo nel quale artisti, scrittrici e scrittori condivideranno i loro autori preferiti con gli studenti e inviteranno loro a fare lo stesso. Da Rodari a Primo Levi passando per Saba, per un giorno i canali Instagram e Facebook del Ministero dell’Istruzione si trasformeranno così in un circolo letterario 2.0.

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Coronavirus e #iorestoacasa: leggere è una delle soluzioni

incontri di lettura nelle scuole con gli autori

#iorestoacasa è un atto di responsabilità a cui tutti siamo chiamati per contenere il rischio di un’epidemia da Coronavirus. In questi momenti delicati tantissimi sono costretti a casa in questa totale rivisitazione delle nostre normali abitudini quotidiane.

Uno dei rimedi per evadere, almeno con la mente, dalle mura domestiche è sicuramente la lettura.

Nell’impossibilità di spostarsi da casa se non per gravi motivi, vi ricordiamo che fortunatamente resta fuori dai provvedimenti di sospensione delle attività lavorative la filiera della vendita online e di trasporti e consegne.

Sui siti del gruppo Matacena di cui anche il nostro portale fa parte è possibile acquistare online i libri da vastissimi cataloghi, usando anche in alcuni portali i bonus Cultura Carta del Docente e 18app.

Ecco un elenco di siti da cui è possibile comprare libri online.

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Al via oggi la nuova edizione della grande iniziativa sociale, promossa da AIE. Oltre 650mila libri nuovi nelle biblioteche scolastiche di tutta Italia

Riparte #ioleggoperché, la grande iniziativa nazionale dell’Associazione Italiana Editori (AIE) che punta a formare nuovi lettori, rafforzando nella quotidianità dei ragazzi l’abitudine alla lettura grazie alla creazione e al potenziamento delle biblioteche scolastiche. E che in soli tre anni ha portato fino ad ora oltre 650mila libri nelle scuole italiane.

L’edizione 2019 del progetto – che conferma la collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), con il Centro per il Libro e la Lettura, con l’Associazione Librai Italiani (ALI) e il Sindacato Librai e Cartolibrai (SIL), con l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e con il supporto di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, – parte oggi e culminerà nel periodo 19 – 27 ottobre.

Da oggi e fino al 20 settembre le scuole italiane (primarie, secondarie di primo e secondo grado e scuole d’infanzia) potranno iscriversi sulla piattaforma www.ioleggoperche.it che, successivamente, permetterà loro anche di raccontare le attività avviate grazie ai libri arrivati con il progetto. Il sito diventerà quindi – con il contributo attivo delle scuole – un osservatorio unico e privilegiato, un’agorà di riferimento della lettura tra i banchi. Dalla fine del mese di aprile anche le librerie potranno iscriversi ed entreranno poi nella fase operativa i gemellaggi tra scuole e librerie.

La parola d’ordine per il 2019 sarà “crescere ancora”: “La partecipazione diffusa delle scuole – ha sottolineato il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi – che ha coinvolto nella scorsa edizione 9.195 scuole in tutta Italia, pari a oltre 2milioni di bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni – è il primo grande tassello di un lavoro di squadra che, a partire dagli editori, coinvolge Istituzioni, biblioteche, media e privati cittadini per formare i lettori di domani. Vorremmo davvero che tutte le scuole italiane potessero arricchire il loro patrimonio di libri: per questo ci auguriamo che il progetto continui a crescere, grazie alla generosità e al coinvolgimento di tutti. E puntiamo quest’anno a rafforzare la collaborazione con le tv per raccontare, sempre meglio e sempre di più, la dimensione e le ricadute sociali di questa iniziativa. Vorremmo trasformarla in una Bookthon, una specie di Telethon dei libri, per diffondere il più possibile sia la chiamata alla partecipazione sia i valori positivi che le scuole sono in grado di veicolare”.

La conferma della dimensione sociale viene anche dai numeri. Un’indagine di approfondimento realizzata dall’Ufficio studi AIE (a cui hanno partecipato 2.679 scuole aderenti al progetto 2018) ha evidenziato come i libri di #ioleggoperché siano stati usati nel 54% dei casi per book talk, laboratori, confronti tra studenti, e in un altro 12% per recensioni e schede libro, a opera dei ragazzi stessi, utili a orientare i loro coetanei nella scelta di quali libri leggere, e nel 5% per letture assegnate dall’insegnante. Non solo però attività “di classe”: a sorpresa è emerso dall’indagine anche il piacere di portarsi a casa un libro da leggere. Per primarie e secondarie, risulta che spessissimo (40% delle risposte) le scuole hanno evidenziato la scelta spontanea dei bambini e ragazzi di portarsi a casa i libri, e “sempre” o “spessissimo” i ragazzi si sono consigliati tra loro quale libro leggere tra quelli donati.

“Il merito di #ioleggoperché – ha commentato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti – è che mette in circolo l’amore per i libri e per la lettura. Un’attività unica, che si sostanzia di passione: una parola che vogliamo torni a essere centrale nel percorso formativo dei nostri giovani. Grazie a questa iniziativa, ogni cittadino può entrare in una libreria e fare la propria donazione alle scuole. Gli istituti, per effetto di questa generosità, possono arricchire le loro biblioteche con volumi diversi e più aggiornati. Gli studenti possono attingere a un numero crescente di storie e trovare così nuovi stimoli, per il loro presente e futuro. Questa manifestazione, frutto di un efficace lavoro di squadra, si conferma un eccezionale motore di promozione della lettura. Invito tutti quanti a partecipare a questa nuova edizione e a dare il proprio contributo. Perché la conoscenza è la chiave di sviluppo del nostro Paese”.

La mobilitazione delle scuole è già partita con una circolare del Ministero: “Nella settimana dal 19 al 27 ottobre 2019 – è scritto – si chiederà a tutti gli italiani di acquistare in libreria un libro da donare per contribuire alla biblioteca di una scuola precisa, con cui la libreria è “gemellata”. Il libro sarà marchiato per sempre dal nome del donatore. Sarà possibile per le scuole anche iscriversi al concorso #ioleggoperché, e organizzare insieme alle librerie, durante i nove giorni di campagna in ottobre, un evento o un’attività in libreria per promuovere #ioleggoperché 2019 e incentivare le donazioni. AIE, attraverso gli editori associati, contribuirà a donare altrettanti libri alle scuole partecipanti che ne faranno richiesta, fino a un massimo di 100 mila copie. Tale momento sarà preceduto e seguito – anche in concomitanza e collaborazione con “Libriamoci” del Centro per il libro e la lettura – dalla presenza nelle scuole di editori, autori, redattori per raccontare le professioni dell’editoria”.

#ioleggoperché è un progetto di AIE, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), con l’Associazione Librai Italiani (ALI), con il Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai (SIL), con l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) e con il Centro per il libro e la lettura, con il supporto di SIAE – Società Italiana Autori ed Editori e con il sostegno di Mediafriends.

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Tra i mari, le coste e le isole. A spasso con la Geografia

Ti piace viaggiare? Vuoi scoprire le meraviglie del nostro Paese?  Allora non ti resta che salire sul vecchio camper Torpedine e partire con la famiglia Millemiglia, sempre pronta a cacciarsi in avventure spassose ed esilaranti.

In questo episodio, insieme a papà Noè, mamma Adele, Teo, Gaia e il cagnolino Pulce, conoscerai l’Italia di mare. Potrai circumnavigare la nostra penisola in tutti i suoi punti cardinali: dal Mar Ligure, visitando l’affascinante Acquario e l’interessante Museo del Mare di Genova, fino all’Adriatico, con il suggestivo Promontorio del Conero, passando per il Mar Tirreno e il Mar Ionio. Approderai nell’Arcipelago Toscano, in quelli Ponziano e Campano, raggiungendo le nostre più grandi isole: la Sardegna e la Sicilia.

Il bellissimo tour marino terminerà con la città d’arte sul mare che tutto il mondo ci invidia: Venezia!

In un divertente taccuino di viaggio, scoprirai la bellezza, la civiltà, la tradizione, la cultura e i diversi ecosistemi che popolano i mari d’Italia e imparerai che quel mondo non va inquinato in nessun modo.

Isabella Paglia. Tra i mari, le coste e le isole, Il Mulino editore

Per i tuoi testi didattici in adozione contatta il Gruppo Matacena all’indirizzo ordini@matacenaweb.it

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Agenda 2030. La “palestra” per diventare cittadini globali

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. 

Gli Obiettivi per lo Sviluppo danno seguito ai risultati degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals) che li hanno preceduti, e rappresentano obiettivi comuni su un insieme di questioni importanti per lo sviluppo: la lotta alla povertà, l’eliminazione della fame e il contrasto al cambiamento climatico, per citarne solo alcuni. ‘Obiettivi comuni’ significa che essi riguardano tutti i Paesi e tutti gli individui: nessuno ne è escluso, né deve essere lasciato indietro lungo il cammino necessario per portare il mondo sulla strada della sostenibilità.

Agenda 2030 punta a trasferire i valori di cittadinanza, per iniziare un percorso di consapevolezza dei diritti/doveri, della costruzione di un senso di legalità e dell’etica della responsabilità, già dai banchi di scuola, per i futuri “cittadini globali”.

Infatti, nella scrittura delle pagine riguardanti la cittadinanza si è tenuto conto dei principi su cui si basa l’AGENDA 2030 per lo sviluppo sostenibile redatta dall’ONU e sottoscritta dai 193 paesi membri.

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“Libri durino intero ciclo scolastico”, la proposta della Lega

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Provare ad arginare le spese dei libri scolastici dovute ai continui aggiornamenti dei testi. Questo è lo scopo che si propone il ddl presentato dal gruppo della Lega a palazzo Madama in materia di “adozione e sostituzione dei libri di testo e loro integrazione con libri e materiali informatici disponibili in internet”, prima firmataria la senatrice Marzia Casolati.

La proposta del gruppo della Lega intende sensibilizzare le istituzioni scolastiche sulla necessità di tenere conto dell’onere gravante sulle famiglie che non possono usufruire delle agevolazioni consentite dalla normativa vigente (comodato d’uso, gratuità parziale, o vero e proprio noleggio da parte di scuole, reti scolastiche o associazioni di genitori). Come si legge nella relazione tecnica al ddl, “l’aggiornamento continuo dei testi, cui si procede parossisticamente ogni due o tre anni” produce una moltiplicazione dei costi, spesso anche a carico delle casse pubbliche (nei casi di testi delle scuole elementari)”.

La soluzione pare essere nell’articolo 2 della proposta: i libri di testo adottati “sono confermati per l’intera durata del corso di studi della scuola secondaria di primo e di secondo grado e non possono essere sostituiti con altri testi, neppure nel caso in cui durante il medesimo corso di studi intervenga l’assegnazione di un nuovo docente della materia”.

Nella normativa proposta si dispone, inoltre, che “l’adozione di nuove edizioni dei libri di testo nelle scuole secondarie di primo e secondo grado è consentita con cadenza sessennale, per ogni singolo ciclo di studi, fatti salvi i casi di obiettive necessità determinate da sostanziali innovazioni scientifiche o didattiche”.

Insomma, non basteranno il restyling grafico o qualche aggiunta contenutistica per giustificare l’acquisto di una nuova edizione dello stesso libro. Ma dovrà trattarsi di scoperte importantissime, se non di svolte epocali su cui lo studente non potrà non essere aggiornato. E anche in tal caso, la tecnologia accorre in aiuto.

Spetterà, infatti, al ministero dell’Istruzione provvedere a “stipulare apposite convenzioni con le case editrici ai fini della pubblicazione su internet degli strumenti didattici alternativi”. Ossia, strumenti informatici e multimediali da utilizzare per sostituire o cambiare singole parti dei libri adottati, sempre nel rispetto della normativa sul diritto d’autore e sulla riproduzione delle immagini.

Il costo fisso, per le famiglie e lo Stato, insomma, potrebbe essere progressivamente abbattuto: basta prevedere, sostengono i firmatari, che, a parità di valutazione, si preferiscano i testi che vengono resi disponibili nella doppia versione a stampa e online, scaricabile da internet, nelle scuole e nelle case, dietro pagamento pubblico dei diritti d’autore (e/o dei diritti di sito).

D’altronde, già la legge 6 agosto 2008, n. 133, ha di fatto previsto, all’articolo 15, che a partire dall’anno scola­stico 2008/2009, in ogni scuola ed istituto universitario, nell’adozione dei testi, sia data preferenza a quelli che sono resi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro paga­mento dei diritti d’autore.

È inoltre prevista, nelle scuole primaria e secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado, la produzione dei testi sco­lastici nella doppia versione, a stampa e online, al fine di ampliarne la disponibilità e la fruibilità da parte di istituti scolastici, alunni e relative famiglie. Insomma, una volta acquistati i libri, per l’intero ciclo di studi i genitori potrebbero stare relativamente tranquilli sul fronte dei testi. Poi, certo, il materiale di corredo resterà per sempre croce e delizia di ogni inizio di anno scolastico.

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Bill Gates: “il cartaceo è obsoleto, si deve favorire il digitale”

Libri cartacei o digitali? Nonostante l’acquisto dei primi sia un’abitudine consolidata e siano il principale strumento di apprendimento nelle scuole, i secondi stanno prendendo piede tra gli studenti. In favore di questi ultimi, arriva l’endorsement di Bill e Melinda Gates.

Secondo il patron di Microsoft, i libri di testo cartacei sono obsoleti e andrebbero sostituiti da sistemi digitali. “Ho letto molto di più dei libri di testo di quanto avrei dovuto – scrive Bill Gates – è un modo molto limitato di imparare qualcosa. Anche il testo migliore non può capire quali concetti ha appreso il lettore e per quali ha bisogno di un maggiore aiuto”.

Gates propone la sostituzione con sistemi digitali in grado di valutare “in tempo reale” l’apprendimento. Un esempio concreto, aggiunge Gates, è lo studio dell’algebra. “Invece di limitarsi a leggere un capitolo su come si risolvono le equazioni si può studiare un testo online, guardare un video super coinvolgente che mostra come si fanno e fare un gioco che rinforza i concetti. Quindi si possono risolvere alcuni problemi online e un software può creare nuovi quiz sulle parti che non si sono capite bene”. Il passaggio al digitale, aggiunge Melinda Gates, abbassa anche i costi, permettendo di raggiungere un maggior numero di studenti: “Uno studio ha trovato che utilizzare software libero può far risparmiare a uno studente universitario da 66 a 121 dollari a corso. In un anno accademico può voler dire un risparmio di 1000 dollari, che possono fare la differenza tra continuare a studiare o abbandonare gli studi”.

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Facce da libri, a Bologna studenti e editori si incontrano

Per il nono anno consecutivo, nella città di Bologna, l’AIE – Associazione Italiana Editori organizzano in collaborazione con la Fiera del libro per Ragazzi di Bologna, Bologna Fiere, il Comune di Bologna e l’Istituzione Biblioteche di Bologna, “Faccia da libri”; un’iniziativa per promuovere la lettura e per far incontrare studenti e autori nelle biblioteche dell’Istituzione Biblioteche di Bologna, in concomitanza con la Bologna Children’s Book Fair.

Vivere a contatto con i libri e le storie è indispensabile per creare nuovi lettori ed è essenziale il coinvolgimento delle scuole e delle biblioteche per formare i più giovani perché siano lettori consapevoli, curiosi e appassionati. Per questo il Gruppo di Editori per Ragazzi di AIE promuove Facce da Libri in città, tre giorni in cui gli autori e i giovani lettori sono i protagonisti assoluti degli appuntamenti nelle biblioteche bolognesi, in modo da creare un’empatia forte che stimoli la curiosità verso il mondo dei libri e dell’editoria libraria.

L’edizione 2019 di Facce da libri coinvolge 15 marchi editoriali, 10 biblioteche di Bologna e oltre 20 istituti aderenti con più di 1.000 studenti delle scuole materne, primarie e secondarie di primo grado, per 21 incontri di cui due “corali” dedicati ai temi dell’amicizia e dell’avventura.

Nei tre giorni di appuntamenti i ragazzi delle scuole del capoluogo emiliano scopriranno cosa c’è dietro un racconto o un romanzo e le facce di chi i libri li scrive e li fa.

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“Leggere la città”, a Cosenza torna il B-Book festival

“Un mondo di arte e letteratura per bambini e ragazzi”: questo è il B-Book Festival che è arrivato alla sua quinta edizione, con il sostegno del Comune di Cosenza e della Regione Calabria.

L’evento è organizzato da La Cooperativa delle donne e da Teca srl, con la collaborazione della Cooperativa Don Bosco e di diverse organizzazioni nazionali e del territorio, si avvarrà, come consuetudine, della direzione artistica di Michele D’Ignazio e Jole Savino e avrà luogo a Cosenza, presso il Chiostro di San Domenico e la Città dei Ragazzi dal 6 al 10 aprile prossimi. Il tema di questa edizione sarà “leggere la città”.

Le città dei libri e dei bambini, per iniziare; dove i bambini leggono, dove hanno spazi per giocare, per pensare, per crescere e far fiorire le domande giuste. Ma anche le città invisibili e quelle capovolte, partendo dalla grande capacità dei bambini di capovolgere il punto di vista e rovesciare il mondo. Le città come luogo di arrivo e di partenza che hanno sempre a che vedere con i viaggi e le migrazioni. Le città come luoghi di accoglienza ed inclusione. Le città degli alberi, tra i palazzi e la natura, in un equilibrio fragile ma che può e deve essere raggiunto. Le città delle storie e delle avventure, fonte e ispirazione per tanti nuovi libri, che devono essere ancora scritti (e letti!).

Il programma del festival prevede diversi laboratori di arte rivolti ai ragazzi, seminari formativi rivolti agli insegnanti e tanti autori della letteratura per ragazzi, come Bruno Tognolini, scrittore e poeta, tra i più grandi in Italia, vincitore di due premi Andersen; Nadia Terranova, giornalista e scrittrice che collabora con Repubblica, Internazionale e il Foglio, docente alla Scuola del libro di Roma; Massimo Birattari, redattore, traduttore e consulente editoriale, esperto di scrittura e di grammatica; Guia Risari, scrittrice per diverse case editrici e riviste letterarie; Gianluca Caporaso, autore che si occupa di solidarietà, volontariato e progettazione culturale, conduttore di laboratori di scrittura fantastica; Alessandra Auditore e Francesca Bottone, scrittrici e musiciste, specializzate in musicoterapia e didattica musicale per la prima infanzia; Marco Dallari, docente di Pedagogia e didattica dell’educazione artistica; Manlio Castagna, scrittore e critico cinematografico, vicedirettore del Giffoni Film Festival; Beniamino Sidoti, esperto di gioco e narrazione, di scrittura creativa e animazione alla lettura; Elisa Mazzoli, scrittrice, premio Nati per Leggere 2018 e collaboratrice della rivista Pimpa;  Sergio Olivotti, maestro ed illustratore che ha all’attivo numerosi libri illustrati, mostre e performance;  Marisa Vestita, autrice ed illustratrice;  Zita Dazzi, giornalista di Repubblica e autrice di libri per ragazzi; Cristina Petit, maestra, illustratrice e scrittrice; Gisella Laterza,  giornalista e scrittrice di libri e di viaggi; Patrizia Fulciniti, insegnante e scrittrice calabrese ideatrice della Biblioteca Errante; Assunta Morrone, dirigente scolastica e scrittrice.

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Portare le presentazioni dei libri nelle scuole: perché conviene e perché è utile

incontri di lettura nelle scuole con gli autori

Durante l’ultima presentazione della rassegna letteraria napoletana Incontro con l’Autore promossa da Libri Market (marketplace per autori e librerie), lo scrittore Christian Capriello, apprezzato papà della saga fantasy di Derek Dolphyn, è tornato su un tema molto sentito degli ultimi tempi: la possibilità di utilizzare le scuole primarie per la presentazione dei libri.

Christian Capriello, scrittore autore della saga di Derek Dolphyn
Christian Capriello, scrittore autore della saga di Derek Dolphyn

Non quelli strettamente didattici, ma anche romanzi, racconti, approfondimenti. E lo ha fatto utilizzando queste parole:

I giovani sono il nostro domani. Ma rappresentano anche una già cospicua parte del nostro presente. Sono quindi il più doveroso “investimento” su cui devon puntare sia genitori che corpo docente. Bambini e ragazzi vanno plasmati e veicolati con virtuosa pervicacia intorno ai concetti di LETTURA e di SCRITTURA.

E ciò, a mio modesto parere, ancor prima che vengano indirizzati “frontalmente” rispetto al concetto di apprendimento, che risulta spesso ostico e “invalidante”, ove spesso legato a una volontà di studio che si ritiene di non avere, ad esempio, per determinate materie.

L’apprendimento, a mio giudizio, è assai più efficace se previamente supportato da un reale approfondimento tematico inerente le specificità e i benefici, peraltro duraturi nel tempo, che possono recare LETTURA e SCRITTURA. Credo che, ai giovani, e già alla radice, vadano fatte scoprire in concreto le virtù di questo paio di bizzosi gemelli. Chi SCRIVE, attiva zone della mente fino a quel momento sconosciute; e, senza manco rendersene conto, ne sblocca altre.

Percorre strade che nemmeno pensava di poter mai percorrere. Inizia a formulare pensieri connotati da buona sintesi e capacità espressiva. Si accorge che la sua mente non è solamente un foglio bianco. E che l’inventiva propria ha molto più inchiostro di quel che si credeva. Il soggetto inizia a compiacersene. Inizia a intervenire nei dialoghi ove prima temeva di farfugliare ed essere ignorato dalla platea udente. Acquista sicurezza e spirito di proposta. Anche chi LEGGE, nella maggior parte dei casi, trancia di netto anche gli apparenti lucchetti intorno ai quali si snoda l’espressione più comune “Non mi piace leggere”, invero legata all’erroneo convincimento di non “esserci portato”.

Non è una questione di genere letterario, ma di stile narrativo. Il lettore va condotto per mano in un contesto attuale quanto in un universo immaginario, dove deve sentirsi confortato, guidato, mai lasciato solo. Il lettore deve essere incuriosito da ciò che legge. Rispetto al racconto, deve avere la sensazione di restarvi ancorato solidamente con la fiocina non semplicemente preso all’amo. Alla fine del volume deve avvertire ancora i segni del narrato, non soltanto avvertire un effimero sapore in bocca. Chi legge, qualsiasi cosa legga, acquisisce spirito critico e, laddove l’obiettivo dello scrittore non è giungere meramente alla creazione di stuoli di adepti consenzienti, ciò è un bene. Si allarga il confronto. Chi prima taceva, ora è in grado di formulare ipotesi, portare tesi più idonee alla discussione di una generico tema. Può finalmente dare il suo contributo, in forma compiuta. Il LETTORE deve essere educato all’autonomo sviluppo della propria CURIOSITÀ.

La Curiosità va coltivata. E’ come una pianta grassa. Sopravvive anche in assenza di stimoli se ne hai saputo innervare le foglie e il busto. Occorre solo trovare l’incipit adatto, e poi il lettore andrà da sé. Il “Non curioso” non esiste. E’ solo un’aberrazione della pigrizia. Il “Non curioso” è un animale in una gabbia fatta di sbarre trasparenti e dalla consistenza del fumo. Può uscirne quando vuole, ma solo se ne ha voglia. Agli occhi degli altri, pone mille scuse per restarne incapsulato. Ma, in verità, è l’assenza momentanea di volontà a relegarlo nel perimetro dell’inerzia. Per esperienza personale, sottoporre libri di narrativa ad alunni della scuola media – magari sottolineando che non si tratta di un libro di testo “obbligatorio” e che viene quindi visto come un’imposizione di quel mondo verso cui ogni adolescente inizia fisiologicamente a protestare-, è un buon esperimento.

Nel mio caso, alla presentazione presso istituti scolastici anticipate da letture preventive, sovente sono state formulate relazioni lunghe, esaustive ed approfondite inerenti l’analisi del testo e gli sviluppi della trama. E in tempi estremamente ridotti. I visi sono distesi, sinceramente curiosi. I bambini/ragazzi tendono a fare “a gara” per porre domande allo “scrittore” del momento. Pongono le loro domande con temerario coraggio, magari andando anche al di là di quanto “concordato” con il docente. Non v’è timidezza, anzi. Anche alla fine della presentazione si avvicinano, magari fuori dal contesto ufficiale si sentono anche più tutelati. E la domanda principe è una: “Come hai fatto a diventare scrittore?”.

A riprova di un desiderio innato della maggior parte di loro. Saper raccontare. O, in altri casi, sapersi raccontare. Essere in grado di riporre su carta le proprie impressioni è un vantaggio. Esser capaci di interpretare correttamente il pensiero di un altro, al contempo sgrezzando il medesimo da faziosità ed individualismi e suggendone il solo nocciolo acritico, lo è altrettanto. I vecchi diari sono troppo spesso sostituiti dai post sui social. Il diario era principalmente uno strumento di autoconoscenza, da riproporsi anche a distanza di tempo per non perdere memoria di quel che si è stati o si è fatto. I post, invece, tendono più a capire quali possono essere le opinioni medie sui propri pensieri. E questo può inibire il perseguimento di una linea o di un’idea della vita, specie a fronte di commenti sgarbati, scomposti, fuori tema. Si rischia di degradare nell’acquisire informazioni su natura ed entità del pensiero dominante, finendo supinamente per uniformarvisi.

Ciò va evitato, o quantomeno limitato. Come? Col buon senso, a partire dalle famiglie. In ogni modo, esser in grado di offrire al prossimo i propri pensieri recide le differenze, pone argini alle incomprensioni. Potrei dire che, benché in scala microscopica, partire da una campagna di “coscienziosità” delle singole classi delle scuole potrebbe portare a un affievolimento dei conflitti planetari. Ma moltiplicate l’eventuale risultato positivo per migliaia e migliaia di volte. L’iniziale goccia nell’oceano comincia a diventare prima un bicchiere, poi un secchio, poi ancora un barile. Che, rigettato nel mare, a differenza della goccia, quantomeno a riva comincia a fare un minimo di rumore.

E sono sicuro che almeno una, due persone, magari anche per caso passate di là, saranno state capaci di avvertire proprio quel rumore.

Christian, infatti, ha già incontrato direttamente i bambini nelle scuole, durante il giro di presentazioni del primo capitolo della saga fantasy da lui ideata: Derek Dolphyn e il varco incantato (disponibile su Libri Market).

Insomma, sembra che in un momento difficile, in cui gli scrittori stentano a riempire le sale di librerie o associazioni per presentare i loro lavori, siano proprio i lettori in tenera età quelli più interessanti al coinvolgimento diretto, alla possibilità di poter parlare con lo scrittore viso a viso, a far esplodere quella curiosità che dovrebbe essere il primo stimolo per coinvolgerci nella lettura, nel piacere di sfogliare un libro.

In questo articolo proviamo a spiegarvi i tre motivi per cui portare gli scrittori nelle scuole è sempre un’idea vincente.

Incontrare l’autore stimola i ragazzi a leggere

Il confronto diretto, la possibilità di farsi coinvolgere, la voglia di chiedere spiegazioni direttamente a chi quel libro l’ha scritto fanno dell’incontro con l’autore un mezzo efficace per invogliare direttamente i ragazzi alla lettura. Rendendola un’esperienza meno solitaria e più aperta al mondo. Non solo, ma mantenendo intatto il valore culturale, di crescita e di arricchimento insito nella tipologia di attività stessa.

Non solo, ma portare la lettura in un ambiente familiare al ragazzo come quello scolastico la rende un’esperienza in qualche modo sicura protetta, di cui avere fiducia.

Non è complicato organizzare un incontro a scuola con lo scrittore

In fase promozionale, l’autore di un libro è impegnato in un tour de force che lo porta praticamente ovunque. L’interesse dello scrittore è quello di portare a conoscenza il maggior numero di persone possibili del suo libro. Quindi, godrete quasi sempre di una totale disponibilità.

Non solo, ma sono tantissime le associazioni che organizzano questa tipologia di attività presenti sui territori. Se non si sa da dove partire, basta contattare loro e sapranno cosa proporvi e quando.

Tra le attività extracurricolari, inoltre, è tra le più facilmente realizzabili e meno onerose: basta una sala

Si tratta di un’attività economica

L’autore in fase promozionale non è motivo di spesa. L’invitato, insomma, non ha alcuna tipologia di costo a carico di chi invita nella maggior parte dei casi. Basta un’aula scolastica, qualche copia del libro messa a disposizione e… che si entri nelle pagine insieme!