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Azzolina scrive agli studenti con disabilità per l’inizio del nuovo anno scolastico

In occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico, la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha indirizzato una lettera alle studentesse e agli studenti con disabilità e alle loro famiglie.

lucia azzolina
Il ministro Azzolina

“Credo di poter dire – ha scritto la Ministra – che grazie all’aiuto di tutti voi, delle vostre lettere, dei messaggi, delle sollecitazioni delle Federazioni che vi rappresentano – FISH e FAND in primis –, siamo riusciti a ricostruire un’alleanza solida, che vi garantirà la ripresa che meritate, coinvolgendo tutti gli attori della comunità educante e dei territori del Paese, in un sistema di governance caratterizzato da responsabilità e interoperatività”.

La lettera completa è disponibile a questo link.

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Ministero: predisposto il nuovo modello di piano educativo individualizzato per alunni con disabilità

sede Miur Trastevere Roma

Predisposto il nuovo modello di Piano educativo individualizzato per le alunni e gli alunni con disabilità. Lo rende noto il Ministero dell’Istruzione in una nota stampa.

Il piano è stato messo a punto con la collaborazione delle Federazioni delle Associazioni rappresentanti le famiglie degli studenti con disabilità ed è in procinto di inviarlo agli Istituti dopo il necessario passaggio con il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, a cui il documento è stato sottoposto in queste ore.

“Tutta la documentazione – spiega il Ministero dell’Istruzione – è stata predisposta e vagliata con l’Osservatorio nazionale permanente per l’Inclusione scolastica, già nel mese di luglio scorso. Proprio con le Federazioni delle Associazioni si è condiviso di introdurre il nuovo modello di PEI attraverso un solido contributo di Linee guida, per spiegare alle scuole in modo approfondito e argomentato la complessità delle innovazioni introdotte, che puntano ad una maggiore partecipazione delle famiglie e degli alunni stessi rispetto al passato”.

sede Miur Trastevere Roma
Sede Miur Trastevere Roma

“Tra le novità del nuovo impianto inclusivo – continua – il Gruppo di lavoro operativo funzionerà come un organo collegiale che si occuperà della progettazione degli interventi inclusivi per le alunne e gli alunni con disabilità. Al GLO, in piena coerenza con il principio di autodeterminazione sancito in sede di Convenzione internazionale per i diritti delle persone con disabilità, potranno partecipare anche studentesse e studenti, nel caso della scuola secondaria di secondo grado. Le famiglie godranno di pieno diritto di partecipazione e condivisione delle strategie inclusive, così come previsto dalle norme vigenti”.

Per ulteriori informazioni clicca qui.

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Azzolina garantisce: “Massima priorità agli alunni con disabilità per la ripresa a settembre”

lucia azzolina

La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha riunito ieri mattina, in videoconferenza, l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica. “Ho ascoltato con piacere le voci di associazioni, studenti, famiglie”, sottolinea la Ministra che prosegue “quella di oggi è stata una riunione molto proficua, che ha confermato un clima di positiva collaborazione fra i componenti dell’Osservatorio e il Ministero. Un confronto che va avanti da tempo”.

Lucia Azzolina

Ieri mattina, prosegue Azzolina, abbiamo “gettato le basi per progetti comuni per il futuro, volti alla costante inclusione di ragazze e ragazzi con disabilità in ogni nostra azione”. Il Ministero “sta definendo il modello nazionale di PEI (Piano Educativo Individualizzato), documento molto atteso che sarà pronto in tempo per il nuovo anno scolastico”.

Guardando alla ripresa di settembre e all’emergenza coronavirus, la Ministra ha assicurato che sarà data massima priorità alle esigenze degli studenti con disabilità “L’amministrazione scolastica lavorerà affinché fin dal primo giorno possano esserci tutti gli insegnanti. E chiederemo ai dirigenti scolastici di metterli al centro delle scelte che faranno per la ripresa, sia da un punto di vista logistico che didattico”.

(fonte: Miur)

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Diritto allo studio per allievi disabili, il Ministro Azzolina scrive a tutto il mondo della scuola

lucia azzolina foto facebook

La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha scritto una lettera indirizzata ai dirigenti scolastici, a tutti i docenti, al personale, alle famiglie e agli studenti, con riferimento alla tutela del diritto allo studio degli alunni con disabilità. Riportiamo il testo, pubblicato interamente sul sito del Miur.

lucia azzolina foto facebook
Il ministro Lucia Azzolina

Carissimi,

sento la necessità di tornare a rivolgermi a Voi su un tema delicato che coinvolge, in primo luogo, tutti noi direttamente, come persone di scuola, ciascuno nel proprio ruolo professionale di garante del diritto allo studio, ma che riguarda tutta la comunità. Mi riferisco al tema della didattica a distanza rivolta agli alunni con disabilità. Come tutti sapete, sono stata insegnante di sostegno e ho potuto constatare come, anche nelle circostanze più difficoltose da affrontare, la vera cifra dell’inclusione sia la risultante di moltissimi fattori: la costruzione della fiducia tra docenti, alunno e famiglia; la presenza e la disponibilità di mezzi e strumenti per una didattica personalizzata; una collaborazione leale e concreta tra tutti gli adulti cui gli alunni con disabilità sono affidati. Abbiamo lavorato al fine di garantire la soluzione dei primi problemi legati alla mancanza di connettività e di strumenti tecnologici adeguati, per mezzo di appositi provvedimenti economici che stanno progressivamente portando i primi frutti. Le scuole hanno iniziato infatti ad operare per procurarsi tali strumenti, al fine di metterli quanto prima a disposizione delle famiglie in difficoltà. Abbiamo inoltre mantenuto un contatto diretto con le principali Federazioni e Associazioni che rappresentano le persone con disabilità, con le quali intendiamo continuare a collaborare per migliorare – anche in questa emergenza – la qualità dell’inclusione scolastica. Come noto, ho insediato un comitato di esperti per studiare delle proposte che consentano di programmare in rientro a scuola in condizioni di sicurezza e serenità, per tutti. Il Coordinatore del comitato, prof. Patrizio Bianchi, avvierà nei prossimi giorni le interlocuzioni e le audizioni – che ritengo doverose – con tutti gli attori istituzionali che rappresentano le persone con disabilità. Dai nostri monitoraggi, dalle esperienze che molte famiglie ci hanno raccontato direttamente scrivendo al Ministero, dai social media, dalle Associazioni stesse, sono pervenute tante storie diverse, racconti di vita reale, stimoli fortissimi che hanno contribuito a formare un quadro variegato dell’inclusione scolastica in questo particolare momento. Pur certa e convinta che quanto si è fatto e si continuerà a fare per garantire l’inclusione nelle classi e nelle sezioni della scuola italiana sia il frutto del massimo impegno da parte di tutti i docenti e i dirigenti scolastici, sento l’esigenza di condividere con voi alcune riflessioni che nascono da questa fitta trama di testimonianze, poiché credo che possano contribuire a sanare alcuni disallineamenti riscontrabili nelle pratiche didattiche quotidiane e anche stimolare alla costruzione di strategie utili a recuperare quanto, in termini di socializzazione e didattica inclusiva ha, malgrado l’impegno di tutti, perso di efficacia. In tutte le scuole del sistema nazionale di istruzione è previsto che i docenti di sostegno siano garanti del diritto allo studio degli alunni loro affidati, ora più che mai, in un momento in cui la contitolarità formale sulla classe, prevista dalla norma, deve tradursi in un atteggiamento di inclusività che si sostanzi in contatti diretti con i bambini e i ragazzi, attraverso stimoli visivi, in maniera sincrona, sia per fini didattici che per fini più squisitamente relazionali e sociali. Nella didattica, in particolare, è opportuno che il docente di sostegno si affianchi alle attività di tutta la classe, in presenza dell’alunno con disabilità, non solo per facilitare e fornire feedback sui contenuti, per mediare con strumenti e metodologie individualizzati la trasmissione del sapere, ma anche per riportare l’attenzione dell’intero gruppo classe sulla possibilità di creare occasioni di rinnovata socializzazione in un ambiente condiviso, seppure virtuale. Il principio della contitolarità educativa sulla classe, e per tutti gli alunni, coinvolge direttamente anche i docenti curricolari, i quali dal canto loro sono chiamati a intervenire direttamente anche in attività didattiche inclusive “dedicate”, poiché rivestono il ruolo di adulti di riferimento di tutta la classe e il contatto con loro restituisce all’alunno con disabilità una prima misura di inclusione nel suo contesto di appartenenza. È evidente che il docente di sostegno ha la piena facoltà, nonché il dovere dettato da questa condizione di specialità che stiamo vivendo, di curvare e ricalibrare il PEI, coinvolgendo il dirigente scolastico e il consiglio di classe nelle scelte e informandone le famiglie, man mano che emerga la necessità di ripensare la didattica, i contenuti e le metodologie. E’ importante, in ogni caso, che le scelte siano compiute nella piena condivisione tra docenti, famiglie e alunni, nell’interesse esclusivo di questi ultimi. Ritengo che, mai come in questo caso, non sia importante la quantità bensì la qualità delle attività predisposte, delle relazioni attivate, delle valutazioni, le quali dovranno essere sempre coerenti con gli obiettivi e ben suffragate da solide basi di carattere metodologico. Ai dirigenti scolastici, già impegnati a tenere le redini di questa difficile situazione, direi quasi a mettere a sistema tutte le energie in gioco, equilibrandole con le insicurezze e le paure dei ragazzi e delle famiglie, chiedo lo sforzo ulteriore di garantire con celerità le operazioni finalizzate a coprire l’eventuale gap tecnologico di tutte le famiglie, in particolar modo di quelle degli alunni con disabilità, e di assumere ogni utile iniziativa volta a sollecitare e ad attivare interventi didattici a loro favore, ove ancora non fatto. Tutto il Governo ha lavorato e lavora perché nessuno resti indietro o si senta escluso. Mi sembra doveroso, in ultimo, richiamare l’attenzione sul fatto che già una norma di legge, recentemente varata tra i provvedimenti emergenziali, prevede che si possano coinvolgere gli assistenti educatori e alla comunicazione nel lavoro quotidiano di garanzia della didattica a distanza, in raccordo con gli enti locali. Con gli assistenti alla comunicazione, in particolare per quanto riguarda alunni e studenti con disabilità sensoriali, la collaborazione potrà avvenire attraverso sistemi di condivisione delle piattaforme digitali in uso tra i docenti, in modo che gli assistenti medesimi possano operare a loro volta a distanza con gli allievi e i docenti medesimi, utilizzando il canale comunicativo più adeguato alle varie circostanze. Chiedo ai dirigenti scolastici di valutare la strada migliore per la garanzia di coinvolgimento di personale assistente alla comunicazione, il quale seppur non direttamente dipendente dall’Amministrazione scolastica, svolge un fondamentale lavoro di supporto a garanzia del diritto allo studio degli studenti con disabilità, un lavoro prezioso che non va disperso ma valorizzato e messo a frutto. Ricordo, in ultimo, che sul sito del Ministero dell’Istruzione è stata predisposta un’apposita pagina web, caratterizzata dall’essere un work in progress, dedicata proprio alla didattica a distanza per alunni e studenti con disabilità. I collegamenti e le iniziative lì proposti consentono di raggiungere e utilizzare, a titolo totalmente gratuito, le piattaforme e gli strumenti messi a disposizione delle istituzioni scolastiche e delle famiglie. Nel ringraziare, in ultimo, le famiglie degli alunni che, con pazienza e sempre silenziosamente, stanno collaborando in modo propositivo e fattivo con i docenti e con le scuole per superare le difficoltà, desidero rivolgere a tutti un augurio di buon lavoro e comunicare la mia ferma convinzione che la Scuola italiana – al netto degli impedimenti, che avremo il tempo di superare – uscirà rafforzata dalla prova che sta vivendo, per merito di tutti i cittadini che quotidianamente si impegnano, ciascuno nel proprio dovere, a renderla migliore.

Lucia Azzolina
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Sostegno, metà delle cattedre ai precari: non si ripetano gli errori del passato

alunni con disabilità insegnanti di sostegno generica

Sul sostegno a 280 mila alunni disabili, si sta realizzando quello che l’Anief sostiene da anni: sebbene sia conclamato l’aumento esponenziale dei posti vacanti, con otto posti su dieci assegnati a supplenti senza titolo, le istituzioni continuano ad affrontare l’enorme problema con provvedimenti minimali ed errati. I numeri del disastro sono stati pubblicati in queste ore dal quotidianoRepubblica: “Nel 2015/2016 – scrive la testata romana – la quota di insegnanti di sostegno a tempo determinato ammontava al 29%, due anni dopo saliva al 43% e quest’anno siamo a quota 48% (77.705 su 163.344, secondo i dati forniti dall’Ufficio statistica del Miur): quasi uno su due. Al Nord la situazione è ormai insostenibile. Con quasi 24 mila supplenti in servizio, la quota di precari sale addirittura al 62%. Piemonte, Lombardia e Toscana si va addirittura oltre. A Torino a dintorni, su cento insegnanti di sostegno 69 sono precari. E anche nelle regioni dell’Italia centrale siamo oltre la metà dell’intera pianta organica: il precariato è del 52%”.

Il problema è che il ministero dell’istruzione, invece di affrontare l’emergenza presente nei territori più in difficoltà, di recente, nell’organizzare l’ultimo bando di specializzazione dei docenti, il IV Tfa, è stato addirittura capace di penalizzarli: in quell’occasione, come denunciato dall’Anief, i 14.224 posti utili a specializzarsi come docente di sostegno, autorizzati con il decreto n. 92/2019, furono gestiti facendo prevalere l’offerta degli atenei rispetto alle esigenze derivanti dai posti vacanti e quindi dalla necessità di produrre un maggior numero di insegnanti specializzati in determinati territori, come prevede la legge. 

LE DISCREPANZE TERRITORIALI DELL’ULTIMO CORSO DI SPECIALIZZAZIONE

L’esempio del Piemonte è eclatante: dal dicastero di viale Trastevere arrivò l’incredibile autorizzazione per specializzare appena 200 docenti, di cui solo 15 nella scuola dell’infanzia, peraltro tutti concentrati nell’Università di Torino. Eppure, in provincia di Torino, nello stesso anno scolastico sul sostegno sono state assegnate circa 3 mila supplenze, quasi tutte affidate a insegnanti non specializzati e senza titolo sulla didattica speciale. E oggi la situazione è peggiorata, visto che due cattedre su tre di sostegno vanno ai precari.

I numeri fortemente insufficienti di posti assegnati, sempre in occasione dell’ultimo ciclo di Tfa sostegno, hanno riguardato anche altre regioni: solo 110 poste furono accordarti al Trentino, solo 260 in Liguriae 320 in Emilia Romagna. Pure le regioni meridionali sono stati penalizzate: scorrendo la “tabella riassuntiva dell’offerta formativa dell’ultimo corso di specializzazione sul sostegno”, ha destato scalpore la quota assegnata alla provincia di Palermo, dove nella scuola secondaria, a fronte di complessivi 2.350 posti liberi, tra vacanti e in deroga, il Miur non ha attivato alcun corso. Stesso trattamento è stato riservato ad altre province sparse per l’Italia. Questo comportamento fa ancora più scalpore, perché proprio in Sicilia Anief aveva ottenuto, con la sentenza del Tar 140/19, l’annullamento della circolare degli organici dell’Ufficio scolastico regionale per palese violazione delle effettive esigenze dei 24 mila alunni con disabilità certificata.

GLI ALTRI ERRORI COMMESSI

È chiaro che nell’assegnazione dei posti il Miur ha tenuto conto solo dell’offerta formativa delle Università e non delle necessità pratiche derivanti dalle mancate coperture dei posti dei vari territori, peraltro anche sottostimate per via della presenza dell’organico di fatto il luogo di quello di diritto. A conferma di questo, basterebbe andare a vedere le graduatorie di merito, derivanti dai concorsi pubblici, e le graduatorie ad esaurimento prive di candidati in molte regioni, nonché il numero delle supplenze, per comprendere l’irragionevole distribuzione dei posti. All’insufficienza dei posti di sostegno messi a bando per i docenti da specializzare, poco più di 40.000 in tre anni, si è così aggiunto un altro problema. Così le scelte errate del ministero, nello specializzare i propri insegnanti, non hanno fatto altro che peggiorare la situazione, con una continuità didattica sempre più deficitaria e le dirigenze scolastiche costrette a reperire insegnanti anche tre mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico

Senza dimenticare l’assurda realizzazione delle prove di accesso agli stessi corsi del IV Tfa sostegno. Dopo avere adottato una soglia “mobile” per la preselettiva, costringendo il sindacato a ricorrere in tribunale per fare ammettere tutti coloro che hanno raggiunto almeno la sufficienza, organizzato in modo maldestro i test, con tanto di prove annullate in tre atenei, nel D.M. n. 92/2019 è stato previsto che candidati ammessi allo scritto avrebbero dovuto raggiungere la soglia 21/30 per passare allo step successivo, la prova orale, andando così oltre la sufficienza considerata invece utile in tutti i concorsi pubblici. Una decisione senza senso, che ha portato a respingere candidati che avevano fatto conseguire nel test accesso di accesso il punteggio di 27/30 ed invece ammettere chi, negli atenei con pochi candidati, ha risposto ai test solo per onore di firma. 

IL PROSSIMO CORSO SPECIALIZZANTE

A seguito di quanto accaduto con l’ultima tornata di specializzazione, Anief chiede preventivamente ai nuovi ministri, Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi, di non cadere negli stessi errori, nell’attivazione del V ciclo di specializzazione dal quale dovranno uscire oltre 20 mila docenti, ammessi solo se in possesso dell’abilitazione all’insegnamento oppure della laurea comprendente 24 CFU universitari, di intervenire tempestivamente, perché lo scorso mese invece di comunicare alle università il numero dei posti disponibili, in base ai quali attivare i corsi specializzanti, dal Miur ancora una volta è stato chiesto agli atenei di indicare il numero massimo di studenti che potrebbero frequentare i corsi.

IL PRESIDENTE ANIEF METTE LE MANI AVANTI

“Con questi presupposti, abbiamo timore – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che ad essere prevalenti nel V ciclo dei corsi di specializzazione di sostegno siano anche stavolta le disponibilità degli atenei e non i posti effettivamente da coprire a livello territoriale. Quello che va evitato è che vi siano delle province senza particolari esigenze a cui venga assegnato un numero maxi di posti, mentre laddove vi sono diverse migliaia di posti vacanti e di aspiranti siano invece pochissimi i posti messi a bando. L’Anief si è opposta in tribunale, con il primo atto favorevole dopo avere presentato ricorso”.

“Anche stavolta, se il grave errore dovesse ripetersi, Anief non starà a guardare. Considerando poi l’eccezionale numero di cattedre libere, rimaniamo dell’idea che bisogna avere il coraggio di permettere a tutti di conseguire la specializzazione su sostegno, senza numero programmato, a partire proprio da quei precari che si sono ritrovati a fare i supplenti senza titolo. Contemporaneamente, riteniamo irresponsabile da parte del governo il voler affrontare la questione con provvedimenti di facciata, come l’ultimo inserito nella Legge di Bilancio 2020, con la quale, in presenza di oltre 60.000 posti vacanti, ci si è limitati a trasformare in organico di diritto appena un migliaio di cattedre, in base alle sentenze passate in giudicato, molte delle quali ottenute, peraltro, dai legali Anief. Tutto questo si aggiunge alla mancata assegnazione delle ore di sostegno settimanale sulla base delle indicazioni presenti nei Programmi educativi individualizzati, ignorando la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 25101, ha spiegato che non è possibile fare modifiche quando il Pei dello studente disabile è stato stabilito”, conclude Pacifico. Replicare gli errori commessi dall’ex ministro Marco Bussetti non farà altro che alimentare la pratica del ricorso in tribunale, per colpa di uno Stato sempre più in confusione di fronte alle esigenze dei suoi alunni più bisognosi. Una situazione che ha costretto l’Anief a riavviare l’iniziativa gratuita ‘Sostegno, non un’ora in meno!’, proprio per far rispettare le ore di sostegno indicate nella diagnosi funzionali di ogni allievo.

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Alunni disabili: 10mila unità in più ogni anno

alunni con disabilità insegnanti di sostegno generica

Il numero degli alunni disabili cresce di almeno 10 mila unità l’anno. Tuttavia, mancano ancora servizi e tutele vere per una piena integrazione di bimbi e adolescenti nelle rispettive scuole. E nell’Italia del 2019 l’obiettivo inclusione sembra davvero distante: se cresce la percentuale di allievi con vari deficit certificati, la loro presenza a scuola, spesso, è messa a rischio quando non vanificata dalla presenza di barriere architettoniche che spesso precludono o rendono difficoltoso o a volte umiliante anche solo l’accesso agli stessi istituti, posti spesso all’interno di edifici magari monumentali, ma poco funzionali.

LA BEFFA DELLE NOMINE RITARDATE

Oltre al danno, poi, c’è la beffa, con diverse migliaia di nuovi posti di sostegno richiesti dagli Usr con mesi di ritardo rispetto all’inizio dell’anno scolastico. È notizia di qualche giorno fa la pubblicazione da parte dei diversi Uffici Scolastici degli elenchi con tanti posti da assegnare e le scuole sono iniziate da mesi. Un ritardo colpevole che Anief non ha mancato di sottolineare chiedendo a gran voce docenti specializzati con corsi regolari e con posti equamente distribuiti e rispettosi delle effettive esigenze. Non come accaduto nell’ultimo ciclo specializzante, ma rispettando i tempi e le quantità fissate nelle esigenze certificate dai Pei, assegnando con sollecitudine posti in deroga ogni volta che la scuola lo richieda e senza costringere le famiglie a ricorrere ai tribunali.

L’INCHIESTA

In un’intervista televisiva nell’ambito di una inchiesta di Report, il ministro dell’Istruzione Lorenzi Fioramonti ha ammesso che le scelte della politica negli ultimi anni hanno guardato al risparmio economico piuttosto che al benessere degli studenti disabili, girando il problema dei nuovi investimenti al titolare del Mef Roberto Gualtieri. I numeri reali restano implacabili: 270mila studenti con disabilità frequentano le scuole pubbliche seguiti da 100 mila insegnanti di sostegno; un numero insufficiente integrato in deroga con la nomina di altri 75mila supplenti, chiamati per provare a garantire a tutti in extremis il diritto costituzionale allo studio, ma di sicuro non la continuità didattica.

LE SENTENZE A FAVORE DEI DISABILI

Forte di alcune recenti sentenze, il sindacato Anief continua la battaglia. E i giudici gli danno ragione. Anche la Corte di Cassazione, ha spiegato che non è possibile fare modifiche quando il piano individualizzato dello studente disabile è stato stabilito: cancellare tutte o parte delle ore settimanali previste dalla programmazione educativa è un atto illegittimo. Inoltre la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 80/2010, ha dichiarato inammissibile fissare un limite numerico ai docenti di sostegno. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno già, inoltre, chiarito come “il diritto all’istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l’inclusione della persona umana con disabilità”. E anche la pubblicazione della sentenza di quest’anno del Tar Sicilia, la 140/19, impone di rivedere la consistenza dell’organico di sostegno.  

L’AZIONE DELL’ANIEF

L’Anief sostiene le famiglie con l’iniziativa gratuita ‘Sostegno, non un’ora in meno!’, per far rispettare e attribuire il corretto monte ore di sostegno agli alunni.

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Il Decreto Inclusione è approvato: ecco cosa prevede

alunni con disabilità insegnanti di sostegno generica

Un nuovo approccio verso l’inclusione e un passo avanti decisivo per allineare l’Italia, già all’avanguardia nei servizi per gli studenti con disabilità, alla nuova visione internazionale dell’integrazione.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il Decreto inclusione, che era stato esaminato in via preliminare lo scorso maggio. A partire dall’assegnazione delle ore di sostegno, che verrà decisa d’intesa con le famiglie, sussidi, strumenti, metodologie di studio non saranno più elaborati in modo “standard”, in base al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente.

“Sono particolarmente orgoglioso del provvedimento approvato oggi in via definitiva – dichiara il Ministro Marco Bussetti -. Un obiettivo che ho fortemente voluto fin dall’inizio del mio mandato e che è stato raggiunto tramite il confronto costante con le Associazioni del settore e con l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica. Anche su questo tema così importante, possiamo presentare alle famiglie i risultati del nostro impegno concreto. Ogni studente deve essere protagonista del proprio percorso di crescita. I ragazzi che hanno bisogno di maggiore assistenza, da oggi potranno beneficiare di percorsi elaborati appositamente per loro, su base individuale. Uno strumento che potrà migliorare ulteriormente l’importantissimo lavoro svolto dai nostri docenti”.

L’intera comunità scolastica sarà coinvolta nei processi di inclusione. Viene rivista la composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica: saranno sempre presenti, oltre a un medico legale che presiede la Commissione, un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria e un medico specializzato nella patologia dell’alunno. Anche i genitori e, dove possibile, se maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità, potranno partecipare al processo di attribuzione delle misure di sostegno.

Nascono i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT), formati su base provinciale, ovvero nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’Inclusione. I GIT avranno anche il compito di verificare la congruità della richiesta complessiva dei posti di sostegno che il dirigente scolastico invierà all’Ufficio Scolastico Regionale.

A livello scolastico opererà il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori dell’alunno con disabilità, delle figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con l’alunno stesso, nonché con il supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare e con un rappresentante designato dall’Ente Locale. Il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione avrà il compito di redigere il Piano Educativo Individualizzato, compresa la proposta di quantificazione di ore di sostegno.

(fonte: Miur)

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Disabilità, Gilda: “Le risorse sono insufficienti”

alunni con disabilità insegnanti di sostegno generica

Sull’inclusione scolastica degli studenti con disabilità “si può e si deve fare di più, a partire da maggiori investimenti finalizzati alla formazione del personale, dallo stanziamento di ulteriori risorse in termini di organico da assegnare alle attività di sostegno e dall’aumento dei posti per il TFA sostegno”. Ad affermarlo è la Gilda degli Insegnanti che nelel scorse ore in audizione alla 7° Commissione del Senato ha illustrato le sue proposte in merito allo schema di decreto legislativo con le disposizioni integrative e correttive del d.lgs. 66/2017. 

Secondo la Gilda “le risorse per un piano di formazione degli insegnanti e del personale non docente e per tutte le altre misure di accompagnamento, quantificate in 5,03 milioni di euro, cioè meno di 600 euro per ogni scuola, sono assolutamente insufficienti. Un discorso serio sulla formazione pretende non soltanto formatori all’altezza del compito, che vanno pagati, ma anche la necessità di retribuire dignitosamente le ore di formazione del personale scolastico”.

“Riteniamo molto grave la mancanza di risorse sia economiche sia di organico per l’attuazione delle modifiche proposte al d.lgs 66/2017: nei diversi articoli – evidenzia il sindacato – viene ripetuto più volte che i nuovi adempimenti devono essere svolti con le risorse disponibili a legislazione vigente, le famigerate ‘nozze coi fichi secchi’. Altrettanto grave è l’assegnazione di ulteriori compiti e incarichi agli insegnanti senza la previsione e lo stanziamento di fondi per retribuire queste nuove attività professionali”.

Tra gli aspetti critici posti in risalto nel corso dell’audizione anche la mancata semplificazione delle diverse procedure burocratiche previste a carico della scuola, degli insegnanti e delle famiglie. Per la Gilda è necessario, inoltre, definire con precisione il ruolo e le forme della partecipazione delle ‘Associazioni delle persone con disabilità maggiormente rappresentative’, “affinché nel rispetto dei ruoli non vi sia sovrapposizione e non si creino le condizioni per situazioni conflittuali nelle scuole sulle problematiche delle alunne e degli alunni con disabilità”.

Tra gli elementi giudicati positivamente, invece, il ripristino della prerogativa della scuola di proporre il monte ore e le altre misure necessarie a garantire il sostegno agli alunni con disabilità e l’introduzione di un rappresentante della scuola nel gruppo di lavoro che definisce il Progetto individuale.

(fonte: Gilda degli Insegnanti)

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Il Miur mette a disposizione online i dati sulle disabilità 17/18

sede Miur Trastevere Roma

Dal 4 giugno sul sito del MIUR è disponibile l’approfondimento statistico dedicato agli studenti con disabilità nelle scuole italiane statali, paritarie e non paritarie, con dati riferiti all’anno scolastico 2017/2018.

I numeri

Nel 2017/2018 erano presenti nelle aule scolastiche 268.246 alunni con disabilità, il 3,1% del totale, 14 mila in più rispetto all’anno precedente, quando erano il 2,9%. Rispetto a venti anni fa, gli alunni con disabilità certificata sono più che raddoppiati (erano 123.862 nel 1997/1998). Nel 2017/2018, il 93,3% degli alunni con disabilità ha frequentato una scuola statale, il 5,1% una paritaria, l’1,6% una non paritaria comunque iscritta negli elenchi regionali. Le classi con almeno un alunno con disabilità sono state 192.606, pari al 45% del totale delle 427.728 classi attivate, comprese le sezioni della Scuola dell’infanzia. Nel 2017/2018 gli studenti con disabilità erano così distribuiti per ordine di scuola: 31.724 nella Scuola dell’infanzia, 95.081 nella Primaria, 71.065 nella Secondaria di I grado, 70.376 nella Secondaria di II grado. Netta la prevalenza del genere maschile.

Distribuzione territoriale

La Regione con la percentuale più alta di alunni con disabilità è stata l’Abruzzo (3,7%),quella con la percentuale più bassa, la Basilicata (2,3%). A livello territoriale si è evidenziata una distribuzione disomogenea, con notevoli differenze tra le singole Regioni. Mediamente, nelle Regioni del Centro e del Nord Ovest l’incidenza è stata maggiore che nel resto d’Italia. Nel complesso del sistema scolastico, la presenza è stata del 3,1%, mentre nel Centro e nel Nord Ovest si è attestata al 3,2%, rispettivamente 53.748 alunni con disabilità su un totale di 1.667.396 e 70.611 su un totale di circa 2.203.000. Nel Nord Est si è registrata la percentuale più contenuta, pari al 2,7%.

Tipologie di disabilità

Il 96,4% degli alunni con disabilità aveva una disabilitàpsicofisica, l’1,4% una disabilità visiva, il 2,3% una disabilità uditiva.

La disabilità nella Scuola secondaria di II grado

La percentuale media di alunni con disabilità rispetto al totale dei frequentanti nella Scuola secondaria di II grado è stata prossima al 2,6%. Per i Licei l’1,3%, per gli Istituti tecnici pari al 2,2%, nei Professionali ha raggiunto il 6,6%.
Il 23,8% del totale degli alunni con disabilità frequentava un Liceo, il 27,3% un Istituto tecnico, il 48,9% un Istituto professionale.

Posti e docenti per il sostegno nella Scuola statale

Nel 2017/2018 il rapporto tra numero di studenti con disabilità e posti di sostegno è stato pari, nella scuola statale, a 1,69 alunni per posto di sostegno. Sempre nel 2017/2018 si è registrato un incremento rispetto all’anno precedente di oltre 16.000 unità sul numero di docenti per il sostegno in tutti gli ordini di scuola. In numero complessivo, è risultato pari a 155.977 su un totale di 872.268, così ripartito: 17.743 per l’Infanzia55.578 per la Primaria41.512 per la Secondaria di I grado41.144 per la Secondaria di II grado.

Le nuove regole dell’inclusione

L’inclusione scolastica degli alunni con disabilità si appresta a fare un passo avanti: il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato lunedì 20 maggio, in via preliminare, un importante provvedimento che interviene per modificare significativamente le nuove norme in materia che sarebbero entrate in vigore il prossimo settembre e che vengono riviste mettendo sempre di più al centro lo studente e le sue necessità. A partire dall’assegnazione delle ore di sostegno che, d’ora in poi, avverrà anche con il coinvolgimento delle famiglie, fino a oggi lasciate fuori da questo processo. Cambia radicalmente l’approccio alla disabilità in ambito scolastico.
L’Italia, già all’avanguardia in materia, si allinea definitivamente al principio riconosciuto dalle Nazioni Unite secondo cui la disabilità è tale in relazione al contesto: solo offrire opportunità specifiche ai ragazzi con diverse abilità garantisce maggiore autonomia e una qualità della vita più elevata. Con l’approvazione delle nuove norme, dunque, sussidi, strumenti, metodologie di studio più opportune, saranno decisi non in modo ‘standard’, in relazione al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico veramente individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente.

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Cresce il numero di alunni con disabilità nelle scuole italiane: “Ma gli insegnanti di sostegno non bastano”

alunni con disabilità insegnanti di sostegno generica

Cresce ancora il numero di alunni con disabilità certificata iscritti ad un corso di studio nelle scuole italiane statali, paritarie e non paritarie: oggi il Miur ha reso pubblici i dati aggiornati all’anno scolastico 2017/18, dai quali risultano 268.246 alunni con disabilità, il 3,1% del totale, 14 mila in più rispetto all’anno precedente, quando erano il 2,9%.

UN TREND IN SENSIBILE CRESCITA

Rispetto a venti anni fa, gli alunni con disabilità certificata sono più che raddoppiati (erano 123.862 nel 1997/1998). Nel 2017/2018, il 93,3% degli alunni con disabilità ha frequentato una scuola statale, il 5,1% una paritaria, l’1,6% una non paritaria comunque iscritta negli elenchi regionali. 

Le classi con almeno un alunno con disabilità sono state 192.606, pari al 45% del totale delle 427.728 classi attivate, comprese le sezioni della Scuola dell’infanzia. Nel 2017/2018 gli studenti con disabilità erano così distribuiti per ordine di scuola: 31.724 nella Scuola dell’infanzia, 95.081 nella Primaria, 71.065 nella Secondaria di I grado, 70.376 nella Secondaria di II grado. Netta la prevalenza del genere maschile. Il 96,4% degli alunni con disabilità ha una disabilità psicofisica, l’1,4% una disabilità visiva, il 2,3% una disabilità uditiva. Negli istituti Professionali la presenza di studenti disabili ha raggiunto il 6,6%.

QUANTI DOCENTI DI SOSTEGNO

Nel 2017/2018 il rapporto tra numero di studenti con disabilità e posti di sostegno è stato pari, nella scuola statale, a 1,69 alunni per posto di sostegno. Sempre nel 2017/2018 si è registrato un incremento rispetto all’anno precedente di oltre 16.000 unità sul numero di docenti per il sostegno in tutti gli ordini di scuola. In numero complessivo, è risultato pari a 155.977 su un totale di 872.268, così ripartito: 17.743 per l’Infanzia, 55.578 per la Primaria, 41.512 per la Secondaria di I grado, 41.144 per la Secondaria di II grado. 

IL FUTURO

Al Miur preme sottolineare che con le nuove regole dell’inclusione, approvate lunedì 20 maggio dal Consiglio dei Ministri in via preliminare, si intendono “modificare significativamente le nuove norme in materia che sarebbero entrate in vigore il prossimo settembre e che vengono riviste mettendo sempre di più al centro lo studente e le sue necessità. A partire dall’assegnazione delle ore di sostegno che, d’ora in poi, avverrà anche con il coinvolgimento delle famiglie, fino a oggi lasciate fuori da questo processo”.  

Inoltre, continua il dicastero dell’Istruzione, “cambia radicalmente l’approccio alla disabilità in ambito scolastico.
L’Italia, già all’avanguardia in materia, si allinea definitivamente al principio riconosciuto dalle Nazioni Unite secondo cui la disabilità è tale in relazione al contesto: solo offrire opportunità specifiche ai ragazzi con diverse abilità garantisce maggiore autonomia e una qualità della vita più elevata. Con l’approvazione delle nuove norme, dunque, sussidi, strumenti, metodologie di studio più opportune, saranno decisi non in modo ‘standard’, in relazione al tipo di disabilità, ma con un Piano didattico veramente individualizzato che guarderà alle caratteristiche del singolo studente”. 

LA REPLICA DELL’ANIEF

Il giovane sindacato ricorda che tutto questo sarà vano sino a quando continueranno ad esserci oltre 50 mila posti in deroga, che pur essendo liberi a tutti gli effetti continuano ad essere assegnati ai supplenti annuali, con scadenza delle nomine al 30 giugno dell’anno successivo. A questo proposito, è emblematico quanto stabilito dal Tar della Sicilia che con una esemplare sentenza sugli organici di sostegno dello scorso gennaio (la n. 140/19, i cui principi evidentemente valgono per tutte le regioni) ha stabilito che il Miur deve verificare quanti dei posti siciliani in deroga, ben 7 mila, rispondano a effettive esigenze, al fine di essere assegnati alle immissioni in ruolo. 

Il giovane sindacato ribadisce, pertanto, che in sede di approvazione parlamentare il testo già approvato in CdM deve prevedere la cancellazione della norma inserita nella legge Carrozza 128/13, la quale impedisce di trasformare tutti i posti liberi in organico di diritto. Come, del resto, indicato già dai giudici, ai quali si rivolge sistematicamente lo stesso sindacato autonomo.