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Università, il ministro Manfredi: “Rilancio attraverso Recovery Fund”

“Il nostro obiettivo è di rilanciare ricerca e università attraverso il Recovery Fund promuovendo un piano di investimenti e riforme che favorisca l’ingresso di giovani, potenziando le collaborazioni tra le istituzioni di ricerca e le imprese, creando luoghi di contaminazione tra ricerca, formazione, cultura, mondo produttivo e società, rafforzando il diritto allo studio, aumentando l’attrazione internazionale della nostra ricerca. Un maggiore protagonismo della ricerca è la direzione verso la quale dobbiamo andare. Nei momenti di difficoltà ci si affida a chi ha le competenze e in questo senso la conoscenza acquista un ruolo centrale, con ricadute anche nelle scelte politiche. Il porto non deve essere visto solo come un luogo legato al trasporto, ma allargando le visioni il porto rappresenta il luogo ideale di incontro tra università, ricerca e impresa per diventare il luogo di creazione di idee, un vero incubatore”. Lo ha detto Gaetano Manfredi, ministro dell’Università e della Ricerca a margine dell’incontro “La ricerca va in porto: arte, scienza ed economia del mare per la città e il territorio” promosso da Iriss-Cnr, International Propeller Clubs Nazionale e Comune di Napoli durante la “Naples Shipping Week”.

ministro gaetano manfredi

“Il Covid ha avuto un duro impatto sui trasporti e il comparto deve essere sostenuto dal governo, lo abbiamo già fatto e cercheremo di farlo ulteriormente. Verrà chiesta la proroga dello stato di emergenza – ha aggiunto Manfredi -, dobbiamo gestire ancora una situazione molto complessa e gli strumenti sono indispensabili per poter prendere i provvedimenti che tutelino la salute dei cittadini”.

Secondo Massimo Clemente, direttore dell’Iriss-Cnr e direttore scientifico di ‘Rete’ “l’Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo del Consiglio Nazionale delle Ricerche è impegnato sul tema del Covid per analizzare l’impatto che ha avuto sulla società e sulle infrastrutture. In un quadro più ampio di ricerca sul porto di Napoli, come volano di sviluppo del territorio, abbiamo individuato Arte e Scienza come elementi fondamentali di sviluppo e riqualificazione. La pandemia ci ha insegnato quanto sia importante investire in ricerca anche nei progetti di sviluppo del porto. Si è creata una sinergia molto forte con le università campane, l’Autorità portuale, la Città Metropolitana e la Regione Campania – ha rimarcato Clemente – che ci spingono a lavorare ancora di più per la realizzazione di un vero e proprio Polo di attrazione”.

“Il porto deve vivere di strategie pensate assieme alla città e credo che serva una visione nazionale della logistica per questo sono molto felice della presenza quest’oggi del ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi. Il progetto è maturato nel clima più aperto e inclusivo possibile, il porto va visto sia come un’infrastruttura essenziale per lo sviluppo economico, ma anche come infrastruttura culturale e creativa. Lo sviluppo viene da politiche di condivisione e il mare deve essere al centro del rilancio di Napoli” – ha concluso il direttore dell’Iriss-Cnr.

In apertura dei lavori il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha parlato della sinergia mesa in atto tra gli stakeholder del Porto di Napoli: “Tutto ciò che abbiamo fatto e le proposte presentate nascono da un confronto costante, reale, franco e corretto tra le istituzioni cittadine e tutti gli attori coinvolti”.

Rilancio che sarà possibile attraverso l’innovazione e la digitalizzazione della logistica che è stata la salvezza durante i mesi del lockdown e sarà il motore per la ripresa secondo tutti gli stakeholder protagonisti della sessione Pandemic Shipping: impatti, resilienza e ripartenza. 

Nel pomeriggio l’attenzione si spostata sulla ripartenza del settore Cruise che durante il lockdown ha registrato un calo passeggeri del 95%. Il corto raggio, fatta eccezione per il mese di agosto, continua a registrare un meno 60%. 

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Università, ripresa attività didattica in presenza, ANIEF presente all’incontro con il M.U.R.

Il 29 luglio 2020, si è svolto in videoconferenza l’incontro tra OO.SS. e M.U.R. La delegazione ANIEF era composta dal Dott. Luigi Guerriero, dal Dott. Stefano Lazzarini e dal Dott. Luigi Rotundo

Ha aperto i lavori la Dott.ssa Gargano che ha illustrato l’argomento oggetto della riunione riguardante la ripresa dell’attività didattica in presenza. Per l’ANIEF è intervenuto il Dott. Lazzarini che ha evidenziato la necessità di seguire quanto indicato dalla circolare della funzione pubblica per ciò che riguarda le azioni da porre in essere onde garantire la sicurezza di studenti e personale TAB. Lo stesso ha poi richiamato l’attenzione su alcuni punti di criticità da prendere in debita considerazione per le successive fasi di ripresa.

Primo punto evidenziato è quello della necessità di adottare tutti gli accorgimenti possibili di natura tecnica e finanziaria per sostenere gli atenei che hanno operato un taglio sostanziale delle tasse per garantire il diritto allo studio e il sostegno delle famiglie. Tali provvedimenti sono volti a prevenire il possibile calo di immatricolazioni stimato tra il 20 ed il 30%. Calo dovuto ai molteplici fattori innescati dalla pandemia, uno su tutti la drammatica crisi finanziaria.

Altro importantissimo punto di criticità richiamato è stato quello relativo alla impellente necessità di far svolgere i tirocini obbligatori agli studenti delle Facoltà di Medicina siano essi afferenti ai Corsi di Laurea in Medicina che ai Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie.

Infatti lo stato attuale di cose, evidenzia Lazzarini, sta comportando l’impossibilità di svolgere le prescritte ore di tirocinio obbligatorio e questo ha effetti soprattutto per gli studenti dell’ultimo anno con l’impossibilità di sostenere il relativo esame e quindi di laurearsi nei tempi prescritti.

Questo comporterebbe una perdita di chance sia in ordine alla possibilità di partecipare ad eventuali concorsi che alle prove di accesso ai corsi di laurea specialistica. È intervenuto poi il Presidente della CRUI Prof. Ferruccio Resta che ha ringraziato tutto il personate TAB per quanto fatto in una situazione di grande difficoltà ponendo l’accento sul fatto che la didattica a distanza è un’opportunità ed un salvagente in una fase emergenziale ma non può essere la normalità.

Rimarca inoltre il fatto che il ruolo della CRUI debba essere più attivo con l’emanazione di linee guida chiare sull’organizzazione pur nel rispetto dell’autonomia dei singoli atenei. Occorre ricominciare pensando ad un sistema che oltre a garantire la sicurezza possa essere rapidamente commutato in caso di necessità dovuta ad una seconda ondata.

Infine è intervenuto Il Ministro Manfredi che ha sottolineato come il sistema università abbia retto benissimo all’urto dei momenti difficili che abbiamo passato, posizione che condividiamo pienamente. Ha comunicato che sono state previste risorse aggiuntive per gli atenei a sostegno delle iniziative prese dagli stessi in favore degli studenti e delle loro famiglie.

Proseguendo ha sottolineato che Il momento odierno è comunque complicato, c’è una forte aspettativa per un ritorno alla normalità. Chiudere non è semplice ma riaprire è molto più complesso in quanto comporta forti assunzioni di responsabilità da parte di tutti.

Occorre continuare a garantire i servizi anche attraverso una nuova organizzazione del lavoro che favorisca una dematerializzazione dei processi prendendo spunto dalle nuove forme di espletamento della prestazione di lavoro. Ha poi evidenziato il fatto che l’Università non è soltanto Didattica ma anche Ricerca e cultura volano per la crescita del paese.

Da quanto detto emerge che la ripartenza deve essere ponderata onde mettere tutti in condizioni di sicurezza ed accompagnata da una particolare interlocuzione dell’istituzione con i territori.

In chiusura ci si è dato appuntamento nelle prossime settimane per una prosecuzione del dialogo con le parti sociali su importanti temi quali l’elaborazione dei progetti per l’impiego dei fondi del Recovery Fund e la stagione dei rinnovi contrattuali.

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Università, Manfredi ai ragionieri: “Lauree professionalizzanti e abilitanti strumento necessario”

Gaetano Manfredi miur

“Le lauree professionalizzanti e abilitanti sono uno strumento estremamente importante per consentire un rapido accesso al mondo del lavoro di giovani con competenze sia teoriche che applicative. Un percorso che cercheremo di fare insieme anche agli esperti contabili per dare nuove prospettive e una nuova visione di Paese”. Questo l’annuncio di Gaetano Manfredi, ministro dell’Università, nel corso del webinar organizzato dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, in collaborazione con l’Istituto Nazionale Esperti Contabili, sul tema della formazione universitaria dei professionisti e dell’accesso al mondo del lavoro.

“Bisogna dare valore alle professioni – ha proseguito il ministro Manfredi – in quanto facilitatrici dell’accesso al lavoro. Un aspetto che si inquadra in un discorso ben più ampio di una loro rivisitazione alla luce della necessità del Paese di essere sempre più competitivo nel campo dei servizi avanzati di cui i professionisti sono i principali operatori. In un mondo che cambia, la professione deve stare al passo delle nuove necessità, accompagnando le imprese nei percorsi di digitalizzazione e di conquista dei nuovi mercati. In poche parole le professioni cambiano pelle parallelamente all’aumento degli standard loro richiesti. Una modernizzazione che esige risposte concrete anche sul piano pratico. Da anni ho posto il tema della laurea abilitante, da tutti sostenuto a parole ma mai applicato fino in fondo tra rinvii e resistenze di ogni genere.  Oggi si impone la necessità di questo grande cambiamento che arricchisce le competenze del laureato dotandolo di maggiore esperienza sul campo e riducendo, al tempo stesso, i tempi di ingresso nel mercato del lavoro”.

Gaetano Manfredi miur
Gaetano Manfredi, Ministro dell’Università

Musica per le orecchie del presidente della Cnpr, Luigi Pagliuca, che ha subito colto l’assist del ministro: “Per noi è fondamentale avere la possibilità di aiutare gli esperti contabili, figura professionale nuova che ha tutte le caratteristiche per dare lavoro ai giovani, attraverso percorsi formativi mirati a poter intraprendere subito la professione. In tre anni gli studenti sono in grado di ottenere il know-how sufficiente a misurarsi da subito con le esigenze dei clienti. Stiamo parlando di studenti che sono nativi digitali competenti in materia fiscale ma anche nelle materie informatiche. L’emergenza Covid ci ha favorito in questo senso incentivando l’utilizzo delle nuove tecnologie e lo smart working.  I giovani hanno su questi temi uno sprint in più. Adesso bisogna agevolarli ad entrare nel mondo del lavoro rispondendo alle esigenze del mercato. Cosa che può avvenire solo strutturando tirocini professionalizzati”.

La proposta di avviare un percorso orientato alle lauree abilitanti viene accolta con favore anche da Elbano de Nuccio, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e revisori contabili di Bari: “Sono assolutamente d’accordo con il ministro Manfredi sulla necessità di ridurre i tempi d’attesa per l’accesso dei giovani professionisti nel mondo del lavoro. Un elemento che porta con sé l’efficientamento dal lato economico aziendale con laureati pronti da subito. Sono d’accordo anche sulla necessità di rilanciare la laurea professionalizzante con tirocini che completino la formazione e corsi di laurea costruiti per soddisfare le esigenze del territorio e degli stakeholders, adattabili a ciò che il tessuto economico richiede per il proprio sviluppo: di fronte alla competitività la specializzazione è oramai una questione di sopravvivenza”.

Il tema della maggiore esperienza dei neolaureati è stato sottolineato da Giuseppe Scolaro, presidente dell’Istituto nazionale degli esperti contabili: “Abbiamo iniziato a lavorare da tempo per instradare il percorso di laurea abbinando il ciclo di studi al tirocinio in azienda per consentire allo studente di avere maggiore cognizione di come si svolge l’attività professionale e di quali siano le sue attitudini principali. Sicuramente l’esperto contabile, che conta 12 anni di storia, nasce per accompagnare le imprese e i cittadini nelle attività di relazione con la pubblica amministrazione. Un anello di congiunzione essenziale per il rilancio della nostra economia che deve completare la propria formazione attraverso un rapporto sempre più diretto con università, studi professionali e aziende. Parlando di esperienze concrete sottolineo quella che stiamo vivendo in Toscana dove abbiamo trovato terreno fertile con borse di studio finanziate dalla Regione. Un’esperienza che mi auguro trovi presto spazio nelle altre regioni d’Italia”.

Per Andrea Benetti, direttore dell’Istituto Nazionale Esperti contabili: “Bisogna trasformare la laurea triennale in laurea abilitante, il non plus ultra per trovare sbocco occupazionale per migliaia di studenti preparati. Gli esperti contabili sono gli apripista di questa innovazione per la quale riconosco tutto l’impegno del ministro Manfredi già in tempi non sospetti, quando era rettore dell’Università Federico II di Napoli e presidente CRUI. Fin da allora sollevò il tema della mancata svolta delle lauree triennali che non stavano funzionando proprio perché non professionalizzanti. Una lungimiranza che, oggi, grazie al suo incarico può colmare il tempo perduto”.

L’esigenza di avere professionisti al passo con le continue innovazioni è stata sottolineata anche da Luigi Capuozzo, presidente dell’Unione commercialisti ed esperti contabili di Milano: “Abbiamo avuto un forte impatto come professionisti con l’emergenza economica e sanitaria scaturite dal Covid19. Siamo rimasti in campo al fianco delle imprese grazie anche alla nostra preparazione universitaria e all’esperienza sul campo. Proprio per questo siamo favorevoli alla proposta del ministro Manfredi che, secondo me, porrà fine al paradosso della ricerca da parte delle aziende dei ‘giovani con esperienza’”.

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Scienze infermieristiche, riduzione dei docenti? Anief contro il ministro Manfredi

Gaetano Manfredi miur

Fa discutere la decisione del ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, attraverso il D.M. 82/2020, di ridurre il corpo insegnante deputato alla formazione della professione infermieristica: il decreto riduce il numero minimo di docenti dei corsi di laurea in Scienze Infermieristiche da 5 a 3, mentre per i docenti a tempo indeterminato si passerebbe da 3 a 1. La doppia disposizione, che pone una deroga al D.M. 7 gennaio 2019 in materia di docenti di riferimento dei corsi di studio universitari, produrrebbe l’effetto di eliminare dei docenti infermieri per fare subentrare dei medici ospedalieri.

Gaetano Manfredi miur
Gaetano Manfredi, Ministro dell’Università

Fioccano le polemiche per la parte del D.M. 82/2020 che dà “la possibilità, per gli Atenei, di compensare la riduzione di docenti universitari di riferimento di cui al comma 1, con l’individuazione di almeno due medici ospedalieri da indicare come personale medico di riferimento coinvolto per ogni corso di laurea in infermieristica”. Se passasse questa operazione, in un colpo solo si andrebbe a ledere l’autonomia delle scienze infermieristiche e di chi è titolato a trasmettere la professione a chi si avvicina a essa.

LA MANCATA VALORIZZAZIONE

Invece di valorizzare i docenti universitari infermieri, in possesso di laurea magistrale, spesso anche di dottorato di ricerca e abilitazione scientifica nazionale, dando loro l’opportunità di insegnare in corsi di studio accreditati per l’accesso ala professione Infermieristica, si intende in questo modo approvare una norma sbagliata in partenza: si promuove la conoscenza globale a discapito di quella specifica.

L’APPELLO

Anief si appella alla sensibilità del ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, ma anche del ministro della Salute, Roberto Speranza, e del presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province, Stefano Bonaccini. Non si comprende come si possa procedere in questo modo, dopo che Governo, Regioni e province autonome di Trento e Bolzano hanno riconosciuto la valenza professionale e organizzativa, nonché etica e deontologica, dei professionisti sanitari attraverso il Patto per la Salute 2019-2021.

IL PARERE DEL PRESIDENTE

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i parametri di composizione attuali nella composizione del corpo docente per i corsi di laurea in Infermieristica non vanno modificati: il rischio è quello di andare a depotenziare l’organizzazione delle formazione accademica sanitaria, con ripercussioni dirette sulla Salute pubblica dei cittadini italiani”.

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Università: in arrivo 4000 assunzioni e 1,4 miliardi per la ripartenza

Gaetano Manfredi miur

Nel decreto legge Rilancio, il Governo ha stanziato un finanziamento specifico per i comparti Università e Ricerca che prevede anche l’assunzione in ruolo di migliaia di nuovi ricercatori pure per gli enti di ricerca grazie ad ulteriori 250 milioni: l’iniziativa è stata confermata durante la conferenza stampa sul tema tenuta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sono anche previsti “165 milioni sul Fondo di finanziamento ordinario per allargare l’area no tax degli studenti, poi 40 milioni in più sulle borse di studio, 15 milioni per i dottorati, 62 milioni per l’Alta formazione musicale. Il Fondo per la ricerca First sale di 300 milioni. Secondo le anticipazioni della stampa, è previsto “un miliardo e 400 milioni in due anni, più di quello che lo stesso ministro Gaetano Manfredi aveva chiesto”.

Gaetano Manfredi miur
Gaetano Manfredi, Ministro dell’Università

LE ESIGENZE

Come per la scuola, anche il settore universitario necessita di un graduale ritorno alla normalità: superato il momento di emergenza e considerato che molti docenti e studenti stanno apprezzando gli aspetti positivi della didattica online con modalità sincrona, è necessario poter dare la possibilità, a partire dai territori dove i pericoli di contagio sono maggiori, di continuare a praticare almeno parte delle lezioni con tali sistemi. Come sarebbe utile avviare la sperimentazione di nuovi modelli didattici e nuove condotte di insegnamento. È inoltre bene che i finanziamenti siano destinati a coprire eventuali carenze tecnologiche sia dei docenti sia degli studenti. A questi ultimi potrebbe inoltre essere utile mantenere la sospensione delle tasse.

SI RIPRENDA LA CONTRATTAZIONE

È sempre bene, inoltre, che l’innovazione tecnologica venga sempre gestita con la contrattazione sindacale, guardando anche al rinnovo del contratto, scaduto da oltre un anno. Vi ricordato, a questo proposito, che la modalità smartworking penalizza non poco tutti coloro che percepiscono normalmente, in presenza, le indennità del salario accessorio previste dal contratto integrativo.

Il confronto con l’amministrazione pubblica si rende inoltre necessario per chiarire una volta per tutte che i finanziamenti alla ricerca non devono essere considerati dei costi, come accaduto negli ultimi decenni con tagli lineari al settore, come a quello universitario, ma veri investimenti per l’economia del paese:i finanziamenti ordinari, si potrebbero anche rilanciare progetti con ricadute immediate.

I PROVVEDIMENTI PER L’AFAM

Per l’Afam, infine, va detto che i finanziamenti previsti non coprono le esigenze del settore, le cui esercitazioni di gruppo e collettive, come quelle orchestrali, sono da due mesi e mezzosospese. Per attuare modalità didattiche alternative è necessario agire a livello di ricerca nei Conservatori e potenziare le infrastrutture informatiche negli istituti. Anche in questo ambito, serve dare il là, a sperimentazione di nuovi modelli didattici e rinnovate condotte di insegnamento. Oltre che prevedere l’assegnazione di un bonus per gli studenti e il personale per l’acquisto di strumenti, come per il bonus di 500 euro del personale.

Anief ha già espresso queste necessità nel corso del recente incontro tenuto con il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, al quale sono state indicate le linee per far ripartire il settore accademico e della ricerca in piena sicurezza.

(fonte: Ufficio Stampa Anief)

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“Innova per l’Italia”, dalle università una “risposta pronta e vivace” afferma il Ministro Manfredi

sede Miur Trastevere Roma

Sono sette le università che hanno già aderito al bando ‘Innova per l’Italia’ avviando attività per il supporto alle imprese, secondo quanto previsto nel bando stesso (Prove per la certificazione di mascherine/dispositivi di protezione, Apparecchiature per terapia intensiva e sub intensiva, Tamponi e Test Diagnostici).

Si tratta delle Università di: Bologna, Camerino, Firenze, Napoli ‘Federico II’, Politecnico di Bari, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino. Agli atenei già elencati si aggiungeranno a breve le Università della Campania ‘L. Vanvitelli’, Messina, Trento e Udine. L’elenco delle Università, comunicato dalla CRUI, del quale si darà aggiornamento costante, è in fase di ampliamento continuo, a dimostrazione del fatto che il sistema universitario sta rispondendo complessivamente per dare copertura in breve tempo all’intero territorio nazionale.

È quanto si apprende da una nota (pubblicata sul sito internet del Miur e che riportiamo qui) del Ministero dell’Università e della Ricerca, guidato da Gaetano Manfredi, che commenta così l’ampia partecipazione del mondo universitario all’iniziativa: “Ringrazio la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane per l’attività di sensibilizzazione prodotta in questi giorni. Si è trattato di un’attività di grande spessore, che ha sollecitato la risposta pronta e vivace del mondo universitario e della ricerca. Un fatto tanto più importante se si considera che per vincere la battaglia contro il Coronavirus c’è bisogno di piena collaborazione”.

“La ricerca è futuro – aggiunge il Ministro Manfredi – e fortunatamente il virus non ha contagiato e distrutto la voglia, il coraggio, lo spirito di abnegazione del personale tecnico-amministrativo universitario e dei tanti professori e ricercatori italiani che stanno mettendo, senza riserve, la loro professionalità e le loro competenze al servizio delle imprese e dell’Italia”.

(fonte: Miur)

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Pacifico a Orizzonte Scuola: “Azzolina e Manfredi chiedano stanziamenti nel nuovo DEF”

marcello pacifico anief

“Faccio un appello al ministro Azzolina: apra subito i tavoli per il rinnovo del contratto, chieda subito lo stanziamento di soldi insieme al ministro Manfredi. Si chiedano stanziamenti di fondi nuovi nel Def. Con queste condizioni possiamo cominciare a sederci per parlare del contratto. Le condizioni sono quindi: mettere dei soldi in più per la scuola, rivedere i profili professionali entro la primavera, trasformare in elemento stabile l’elemento perequativo degli 80 euro, adeguare gli stipendi all’inflazione. Si vada poi ad analizzare cosa è successo in questi anni nella scuola in termine di bornout, per vedere se anche il lavoro dell’insegnante debba essere considerato come lavoro usurante e quindi aprire una finestra per le pensioni”.

Lo dice a chiare lettere, intervistato da Orizzonte Scuola, il leader di Anief, Marcello Pacifico. Chiede una svolta a livello economico, una risposta ai timori espressi dall’ex ministro Fioramonti, che hanno indotto infine l’ex titolare del Miur a rassegnare le dimissioni negli ultimi giorni del 2019. “Nessuno – aggiunge Pacifico, nel colloquio con il sito specializzato – parla più dei 3 miliardi chiesti dall’ex ministro Fioramonti, per firmare i contratti. Nessuno parla più di che cosa fare dell’elemento perequativo, degli 80 euro che Anief chieda venga messo a regime. Sono iniziati in Aran i primi incontri sulla revisione dei profili professionali e però si è ancora in alto mare per il personale Ata e per il personale della ricerca e dell’università”.

“Nessuno – prosegue Pacifico – ancora vuole riconoscere il lavoro che si fa a scuola come lavoro usurante. Se non si parla di tutte queste, andare a discutere se è opportuno o meno levare a chi ha funzioni di sistema per sviluppare meglio la scuola dell’autonomia, levare quei soldi per dare qualche mancia in più a ciascun insegnante, nella gerarchia delle priorità ci sembra ipocrita affrontare l’argomento del bonus merito con tanto vigore oggi, quando poi si è sempre più poveri e sviliti nel lavoro che si fa.

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Ricerca e sviluppo sostenibile, l’11 febbraio iniziativa a Roma con Manfredi e Landini

Martedì 11 febbraio 2020 presso la sala Santi della CGIL nazionale in Corso d’Italia, 25 dalle ore 9.30 alle 14.30 avrà luogo un’iniziativa nazionale sullo sviluppo sostenibile e il ruolo degli enti pubblici di ricerca con particolare riferimento all’Enea. Tra gli altri parteciperà il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi mentre l’intervento conclusivo è affidato al segretario generale della CGIL Maurizio Landini.

L’iniziativa nasce dalla necessità di una riflessione comune e di un confronto con le istituzioni parlamentari e di governo sullo sviluppo sostenibile e il Green Deal lanciato dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. In quella occasione è stata fatta una promessa di investimenti ingenti: mille miliardi di euro in dieci anni per favorire politiche di transizione verso un’Europa libera da CO2. Ovviamente si tratta innanzitutto e per lo più di politiche per la ricerca pubblica, che elabora progetti e inquadra la cornice scientifica dentro la quale inserire il processo di transizione. Ai decisori politici è invece consegnata una saggia implementazione degli investimenti. Ecco perché è opportuno interrogare e tenere unite le due istituzioni, quella scientifica e quella politica. Mai come questa volta, nel caso della transizione verde, una politica senza la scienza è assolutamente cieca, mentre una scienza senza la decisione politica che ne rispetti gli indirizzi è fragile.
Centrale in queste politiche è il ruolo dell’Enea nella sua qualità di Ente che da anni centra la sua missione sull’innovazione tecnologia applicata alle energie rinnovabili, sulla transizione energetica, sul cambiamento del modello di sviluppo.

Dopo la relazione iniziale di Carlo Buttarelli, responsabile FLC CGIL Enea, sono previsti gli interventi di Daniela Palma, economista e di Roberto Morabito, dipartimento sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali Enea, Arianna Petrosino, Rete della Conoscenza – Studenti per l’Ambiente.
A seguire una tavola rotonda coordinata dal giornalista de “la Repubblica” Antonio Cianciullo con Gaetano Manfredi, ministro Università e Ricerca; Roberto Morassut, sottosegretario Ministero Ambiente; Gian Paolo Manzella, sottosegretario Ministero Sviluppo Economico; Rossella Muroni, deputato LeU, commissione Ambiente; Gianni Girotto, M5S, presidente commissione Ambiente del Senato; Francesco Sinopoli, segretario generale FLC CGIL. Concluderà i lavori della giornata Maurizio Landini, segretario generale CGIL.

(fonte: FLC Cgil)

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AFAM, i sindacati: “Nomine subito o sarà mobilitazione”

sigle sindacali scuola

“La vicenda dei ritardi, ormai ingiustificabili, nella individuazione e nella stipula dei contratti a tempo indeterminato e determinato dei docenti inseriti nelle graduatorie nazionali ad esaurimento del settore AFAM, non si è ancora sbloccata a tre mesi dall’avvio dell’anno accademico”. Lo affermano unitamente i sindacati in una nota stampa.

La situazione non è più sostenibile soprattutto per quei docenti che sono senza stipendio. Ciò sta favorendo l’attivazione di un ampio contenzioso che trova terreno fertile nella disperazione di chi non sta lavorando”.

“Per questo motivo, le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL “Istruzione e Ricerca”, hanno scritto unitariamente al Ministro Manfredi preannunciando, nel caso di ulteriore inerzia, azioni di mobilitazione a sostegno delle legittime rivendicazioni dei lavoratori interessati”.