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Azzolina conferma 32 mila assunzioni a settembre, il dibattito

lucia azzolina foto facebook

Sui concorsi, per portare in ruolo 80 mila nuovi docenti su meno della metà dei posti vacanti, siamo alla stretta finale, ma le posizioni dei partiti di maggioranza sulle modalità di svolgimento continuano ad essere ben diverse. È quanto emerso oggi, a seguito delle ultime dichiarazioni sul tema dell’immediato reclutamento. All’ora di pranzo, in Audizione alla Camera la ministra Lucia Azzolina ha rivendicato la pubblicazione dei tre bandi di concorso pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 28 aprile scorso definendola “un grande risultato, che tutto il Governo può rivendicare con orgoglio. È mio impegno assumere i precari a settembre e ho sempre lavorato in questa direzione”. Disco verde dalla titolare del MI anche per la trasformazione delle graduatorie d’istituto in provinciali “digitalizzando tutto”. Il Pd però sostiene che non vi sono le condizioni per svolgere i concorsi a breve e rilancia le selezioni per titoli. 

Scuola concorsi documenti scrittura uomo

Il ministero sta lavorando per permettere in sicurezza lo svolgimento delle prove del concorso straordinario della scuola secondaria di primo e secondo grado, ha annunciato la ministra dell’Istruzione. In particolare, nel Decreto Rilancio sarà prevista la possibilità di svolgere le prove in sedi decentrate. Infine, la ministra ha accennato ai 16mila posti in più (8.000 allo straordinario e 8.000 all’ordinario), che saranno aggiunti ai posti già approvati per il concorso. 

IL CONTESTO SFAVOREVOLE

Il contesto sfavorevole, però, potrebbe compromettere l’obiettivo: il concorso straordinario per 32 mila posti, se confermato in questi termini descritti dalla ministra dell’Istruzione, molto difficilmente potrà infatti svolgersi in tempi rapidi. Inoltre continua a contenere dei paletti sugli accessi che se non rimossi con gli emendamenti al decreto legge 22 sulla Scuola produrranno dei ricorsi serialiprobabilmente senza precedenti per quantità e tipologia.

IL PD VUOLE IL CONCORSO PER TITOLI

A rendersi conto della particolare situazione, a livello di posti da coprire, considerato che si sta andando verso le250 mila cattedre libere da assegnare, ma anche come tempi ridottissimi e rischi epidemiologici, sono oramai quasi tutti i partiti politici. Su come gestire il concorso straordinario sono sempre di oggi le parole di Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato, che ha voluto così anche rispondere alle parole della senatrice Bianca Laura Granato (M5s), che si era detta certa dell’appoggio del Pd sulla procedura selettiva da svolgere in estate

“Continuo a pensare che il concorso sia la via maestra per accedere all’insegnamento. Eccetto durante una pandemia. È questa non piccola differenza che evidentemente sfugge alla Ministra Azzolina e alla deputata 5 stelle Granato”, ha affermato Marcucci.

“I 16mila posti in più sono una buona notizia, che non cambia la nostra volontà di modificare il percorso voluto dalla Ministra Azzolina. Non è tempo di grandi eventi né per lo sport e la musica, non può esserlo magicamente per la scuola – conclude il capogruppo PD – È tempo di avviare una procedura per titoli e servizio che consenta con certezza di assumere i docenti precari con 3 anni di esperienza entro l’inizio del nuovo anno scolastico”.

IL CONCORSO SALVA-TUTTO

In effetti, a sbrogliare l’intricata matassa potrebbe essere proprio l’attivazione di una procedura concorsuale per titoli, che tenga conto del posizionamento nelle graduatorie: certamente quelle previste dalla legge vigente, quindi le GaE e di merito, ma in subordine, laddove dovessero avanzare ulteriori posti vacanti, si dovrebbe attingere dalle graduatorie d’istituto. Da aggiornare e trasformare in provinciali. L’intenzione, espressa dalla stessa senatrice Bianca Laura Granato, è stata ribadita sempre oggi in audizione alla Camera dalla ministra dell’Istruzione: “Stiamo lavorando, insieme ai senatori, per realizzare subito le graduatorie provinciali per le supplenze, digitalizzando tutto”, ha detto Azzolina.

GLI EMENDAMENTI AL SENATO

La soluzione al problema del precariato rimane quella contenuta nei 30 emendamenti Anief al decreto legge n. 22 sulla Scuola che la VII commissione Cultura del Senato, anche sulla base delle osservazioni di altre tre commissioni di Palazzo Madama, ha cominciato ad esaminare tenendo conto delle indicazioni provenienti dalle altre commissioni. In quelle proposte di modifica vi sono le indicazioni per ripartire con la scuola in presenza senza correre rischi per la salute di discenti, docenti e personale, imponendo ad esempio non più di 15 alunni per classe, come per risolvere il problema cronico della supplentite: una procedura che si realizzerebbe sia attraverso la collocazione in organico di diritto di tutti posti oggi assegnati di fatto, a partire da sostegno, sia con l’inserimento in ruolo dei supplenti con almeno 24 mesi, i quali se non abilitati verrebbero comunque adeguatamente formati alla professione nell’anno di prova con verifica di idoneità precedente alla conferma del contratto a tempo indeterminato.

Marcello Pacifico: “Se le cose stanno così – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – al compimento dell’opera, per salvare la scuola dal caos assicurato in corrispondenza dell’inizio del prossimo anno scolastico, mancano solo pochi tasselli: il primo è quello di permettere l’immissione in ruolo su graduatorie d’istituto. Non utilizzarle per le stabilizzazioni sarebbe un peccato capitale, perché lascerebbe tantissimi posti ai precari senza esperienza, da individuare tramite Mad, e renderebbe inutile anche quest’anno l’autorizzazione del contingente di assunzioni in ruolo da parte del ministero delle Finanze, come è accaduto nel 2018 e la scorsa estate, quando oltre la metà delle quasi 60 mila convocazioni andarono perse per mancanza di aspiranti”.

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Rino Di Meglio (Gilda) sui concorsi scuola: “Non usare toni da guerra”

Rino di Meglio

“Usare toni da guerra santa e assumere posizioni fideistiche è sbagliato e controproducente. Bisognerebbe, invece, armarsi di buon senso, sedersi attorno a un tavolo e ragionare insieme. La posta in ballo non è la verità assoluta da difendere a ogni costo, e che tra l’altro nessuno detiene, ma il bene della nostra Scuola”.

Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, interviene in merito alle aspre polemiche politiche riguardanti i bandi dei concorsi pubblicati nelle scorse ore in Gazzetta Ufficiale.

Rino di Meglio
Il coordinatore della Gilda degli Insegnanti Rino Di Meglio

“L’esperienza storica – afferma Di Meglio riferendosi al concorso ordinario – ci dice che le procedure, alle quali non è stata apportata alcuna modifica per semplificarle, sono farraginose e richiedono nei fatti tempi molto più lunghi di quelli prefissati. I motivi dei ritardi, tra cui le difficoltà nella formazione delle commissioni a causa dei miseri compensi riservati ai componenti e l’esonero dall’insegnamento che viene loro negato, sono noti a chiunque lavori nella scuola. A un quadro non ottimale già in tempi ordinari, si aggiungono le innegabili difficoltà imposte dall’emergenza sanitaria e l’approssimarsi dei mesi estivi che molto probabilmente saranno caratterizzati da condizioni climatiche non favorevoli all’organizzazione delle prove concorsuali”.

Per quanto concerne il concorso straordinario, poi, il coordinatore nazionale della Gilda sottolinea che “il principio del concorso resta sempre la via maestra per accedere al ruolo, ma che, data l’attuale contingenza, dovrebbe prevalere il buon senso al quale è improntata la nostra proposta di procedere ad una selezione per titoli e di posticipare la prova concorsuale al termine del prossimo anno scolastico”.

“Per il bene della Scuola, che rappresenta il motore del nostro impegno, ci auguriamo che le decisioni ostinatamente portate avanti dal ministero dell’Istruzione non si rivelino un pasticcio fallimentare. In caso contrario – conclude Di Meglio – il governo dovrà assumersene la piena responsabilità”.

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ATA: Anief comunica che il Mi ha indetto concorsi per titoli aggiornamento/inserimento graduatoria provinciale 24 mesi per tutti i profili

Con la Nota n. 6969 del 24 Marzo 2020, il Ministero dell’Istruzione aveva sospeso le procedure concorsuali per soli titoli, entro la quale gli USR potevano indire bandi con le relative modalità di presentazione entro il 10 aprile 2020, al fine di predisporre procedura on line per la presentazione delle domande.

Il MI con Nota 588 del 29/04/2020 ha informato gli USR che è stata ultimata la predisposizione della procedura informatica per la presentazione in via telematica delle domande e che le funzioni Polis (Istanze On line) saranno disponibili da 5 maggio p.v. fino al 3 giugno 2020.

I bandi di indizione dei concorsi per soli titoli saranno pubblicati sui siti degli Ambiti Territoriali di pertinenza entro e non oltre la data del 4 maggio p.v.

La modalità delle domande di ammissione avverranno solo attraverso il servizio “Istanze On Line”, direttamente dalla home page del sito del Ministero nella sezione “Servizi” oppure tramite “Argomenti e Servizi” di seguito “Servizi online” sempre a seguire “lettera I” e infine “Istanze on line”.

Le funzioni saranno aperte a decorrere dal 5 maggio 2020 dalle ore 8.00 al 3 giugno 2020 alle ore 23.59.

Per accedere al servizio di “Istanze on line” i candidati devono essere in possesso delle credenziali oppure devono essere in possesso di una utenza valida per accesso all’area riservata del Ministero dell’Istruzione.

Le informazioni necessarie ai fini della registrazione su “Istanze On Line” sono reperibili al seguente indirizzo.

Resta da verificare se il Ministero dell’Istruzione ha preso in considerazione la revisione della tabella valutazione titoli dei collaboratori scolastici richiesta da ANIEF per quanto concerne il riconoscimento del punteggio per le certificazioni informatiche, peraltro riconosciute nella tabella valutazione titoli nella graduatoria terza fascia mentre non riconosciuta nella graduatoria provinciale 24 mesi per l’accesso ai ruoli.

Anief ha predisposto su tutta la Penisola Italiana una task force di supporto Ata per la predisposizione e compilazione delle domande collegandosi al sito www.anief.org nella sezione contatti regionali.

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Bandi per assumere 65 mila docenti, Anief mette in guardia: “Pioggia di contenziosi al Tar”

marcello pacifico anief

Si parte dalla grande platea di esclusi del concorso straordinario (docenti infanzia e primaria, paritarie e IeFP, educatori e Irc), con due anni di servizio o senza servizio specifico, con anni di servizio sul sostegno, alla tabella di valutazione dei titoli, alle stesse procedure di selezioni dei concorsi ordinari.

marcello pacifico anief
Marcello Pacifico, leader di Anief

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief) però avvisa: “Il Tar sarà invaso da migliaia di contenziosi. Servono profonde modifiche e assunzioni da graduatorie di istituto provinciali. Lo avevamo detto a novembre in audizione e ora c’è la possibilità di evitare un contenzioso enorme”.

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Concorsi per titoli, coprire tutti i posti vacanti, rivedere il reclutamento: i cavalli di battaglia Anief “ripresi dagli altri sindacati”

aula scuola generica

Confermare i precari negli attuali posti e procedere alla stabilizzazione con concorsi riservati per titoli con un esame finale a conclusione dell’anno di formazione e prova, prevedendo tale trattamento a docenti e ATA, compresi i Dsga facenti funzione, che contribuiscono da anni al funzionamento del sistema scolastico; “coprire con personale di ruolo tutti i posti attualmente disponibili e vacanti”, superando le previsioni attuali di 24 mila posti. Solo così si “garantisce continuità e la possibilità di superare questo lungo periodo di epidemia”, mentre “non ci sono le condizioni per bandire concorsi” perché “i tempi del bando e dell’espletamento dei concorsi non consentiranno ai vincitori di essere in cattedra prima di diversi anni”, senza dimenticare che “sarà complicato reperire le risorse necessarie per retribuire i commissari d’esame e, se si vuole veramente fare presto e bene, dovrebbero essere esonerati docenti e presidenti con soldi che non ci sono”. Una volta tornati alla normalità, bisognerà trovare lo spazio per aprire “una discussione seria sul reclutamento e le procedure concorsuali che, fino ad oggi, non hanno dato prova di terzietà e di garanzia, visto che tutti i concorsi sono finiti nel raggio della magistratura. Ultimo quello dei dirigenti scolastici, ancora sub judice”.

aula scuola generica

Anief è su queste posizioni da lungo tempo: avviare selezioni per soli titoli e servizi, valorizzando l’esperienza acquisita e la continuità didattica, come hanno fatto a Trento, ma anche per fornire finalmente una risposta alla Commissione UE che dal 1999, quando ha emanato la prima direttiva, la n. 170, ha chiesto a tutti i Paesi membri di combattere la reiterazione del precariato; l’inutilità dei concorsi pubblici, che a distanza di anni non riescono a portare in ruolo vincitori e pagano i commissari non esonerati con “mance” immorali; la stabilizzazione di docenti, ma anche del personale Ata, che continua ad essere ignorato, dei Dsga facenti funzione, degli educatori e altri ancora: per tutti, indistintamente, deve valere la regola dell’assunzione automatica nel caso abbiano svolto almeno 24-36 mesi di servizio su posti vacanti e disponibili. Diventa fondamentale, infine, scrivere dei bandi di concorso chiari, non più discriminanti e che non prestino il fianco a facili contestazioni, preludio inevitabile dei ricorsi al giudice e di ricorsi seriali.

Qualcuno direbbe che si “combatte” la stessa battaglia. Perché i temi sindacali sono quelli. Come i lavoratori da difendere. Peccato che per anni l’Anief sia rimasta l’unica sigla di comparto a professare certe convinzioni. Mentre gli altri sindacati si ergevano a rappresentanti monopolistici del mondo della scuola, guardando l’Anief dall’alto verso il basso. Adesso, invece, si prende coscienza che quella piccola organizzazione tanto piccola non era: è diventata una realtà nazionale e risulta in progressiva crescita. E si guarda con attenzione anche a quello che dice. Non è un caso, quindi, che quello stesso sindacato si è ritrovato a dispensare i cavalli di battaglia dell’Anief già nel corso della settimana Santa pre-pasquale. Proprio nei giorni in cui l’Anief ha promosso due riuscite petizioni, attraverso cui è stato chiesto pubblicamente alle istituzioni l’aggiornamento urgente delle graduatorie d’istituto e Ata 24 mesi al fine delle immissioni in ruolo e l’avvio dell’anno scolastico 2020/21 con la conferma dei contratti vigenti.

(fonte: Ufficio Stampa Anief)

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Concorsi, il leader della Gilda Di Meglio attacca: “Niente confronto e niente ascolto”

Rino di Meglio

“La riunione che si è svolta tra le delegazioni sindacali e il Ministero dell’Istruzione per l’informativa sui bandi di concorso si è conclusa con un nulla di fatto. Non avendo ricevuto risposta alle richieste di un incontro politico preliminare a quello tecnico, abbiamo troncato sul nascere il dibattito, chiedendo di inviarci le bozze dei bandi di concorso e l’apertura del confronto, come previsto dal contratto nazionale”. A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, attraverso una nota stampa.

Rino di Meglio
Il coordinatore della Gilda degli Insegnanti Rino Di Meglio

“La totale chiusura nei confronti di chi rappresenta un milione di lavoratrici e lavoratori del mondo della scuola ci lascia sorpresi e dispiaciuti. Se proseguirà questa cieca ostinazione nel rifiutare un rapporto dialettico con i sindacati, che in un sistema democratico sono interlocutori e non meri uditori, l’Amministrazione si assumerà la piena responsabilità del contenuto dei bandi di concorso e della loro praticabilità nella situazione di emergenza che stiamo vivendo”.

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Crisi di Governo e concorsi scuola: verranno annullati?

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini (foto: "© European Union 2017 - European Parliament").

Le fibrillazioni di Roma e del Governo centrale di queste ore agitano anche il mondo della scuola: una crisi di Governo in questo momento cosa comporterebbe in termini di concorsi e altri provvedimenti legati all’istruzione?

Crisi di Governo e concorsi già organizzati

Anche se cade il Governo, saranno realizzati e conclusi tutti i concorsi il cui bando è già stato pubblicato. Quindi i partecipanti al concorso per DSGA ad esempio, e quelli che vorranno partecipare ai concorsi straordinari già approvati, possono dormire tranquilli.

Ben diverso il caso dei concorsi che sono stati solo annunciati dal ministro Bussetti. Se cade il Governo, a meno di rush finali improbabili, resteranno solo meri annunci.

Crisi di governo e disegni di legge

Ben diverso il discorso sui disegni di legge attualmente depositati in Parlamento. Se le Camere si sciolgono decadono anche tutti i ddl.

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Il TAR dà ragione all’Anief: annullato il Bando del concorso 2018 per la scuola secondaria

tar del lazio foto flickr

Il servizio a tempo indeterminato deve essere considerato utile ai fini del punteggio, questo quanto stabilito dal TAR Lazio con la nuova sentenza di pieno accoglimento ottenuta dai legali Anief. Confermato il diritto dei docenti con servizio a tempo indeterminato alla valutazione dello stesso ai fini del punteggio nelle graduatorie di merito regionali del concorso “riservato” 2018 per la scuola secondaria di I e II grado.

Il TAR Lazio, infatti, conferma quanto da sempre sostenuto dal nostro sindacato e accoglie il ricorso patrocinato dai legali Anief Fabio Ganci e Walter Miceli evidenziando come le disposizioni impugnate “devono essere interpretate in modo costituzionalmente orientato e alla luce delle ulteriori disposizioni normative contenute nell’articolo 400 commi 1, 14 e 15 del decreto legislativo 297/1994, con cui si prevede la valutazione del servizio d’insegnamento prestato, senza che sia escluso espressamente quello svolto a tempo indeterminato”. La sentenza, dunque, riprendendo il precedente giurisprudenziale già ottenuto in Corte Costituzionale proprio dai legali Anief sull’illegittimità della Legge 107/2015 nella parte in cui voleva escludere i docenti di ruolo dalla possibilità di partecipare ai concorsi per la scuola pubblica, ha accolto senza riserva il ricorso Anief “con l’ordine all’amministrazione di attribuire ai ricorrenti il corretto punteggio spettante” e condannando il Miur al pagamento di 3mila euro di spese di soccombenza.

Il Ministero dell’istruzione, ora, dovrà procedere alla corretta attribuzione del punteggio spettante ai ricorrenti Anief senza operare alcuna distinzione tra servizio svolto con contratti a tempo determinato o indeterminato. “Siamo soddisfatti – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non avevamo dubbi sulla fondatezza delle nostre ragioni e siamo già pronti a proporre ulteriori azioni legali contro la tabella titoli dei prossimi concorsi ordinari in cui l’Amministrazione ritiene addirittura di non dover attribuire alcun punteggio al servizio pregresso svolto dai candidati. Per un concorso utile ai fini dell’immissione in ruolo nella scuola pubblica tale determinazione è paradossale e ci muoveremo in tutte le sedi opportune per sanare quest’ulteriore stortura perpetrata a discapito dei lavoratori della scuola”. I ricorrenti Anief, nei prossimi giorni, riceveranno specifiche istruzioni per rivendicare il diritto al punteggio spettante per i servizi svolti a tempo indeterminato e non valutati nella procedura concorsuale “straordinaria” utile per l’inserimento nelle graduatorie regionali degli abilitati della scuola secondaria di I e II grado.

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Bussetti conferma i ritardi sul concorso straordinario per i precari con 36 mesi di servizio della secondaria

Mobilità docenti

Il titolare di viale Trastevere oggi ammette che la procedura non potrà essere bandita prima di fine anno. Per Bussetti la ragione sta negli approfondimenti in corso; per Anief, invece, l’allungamento dei tempi deriva dalla mancata volontà di approvare un decreto legge ad hoc. Risultano anche insufficienti i posti banditi per il Tfa sostegno, per i quali il Tar si pronuncerà a breve sul difetto di istruttoria. E sul personale Ata, sarebbe palesemente discriminatorio stabilizzare i soli collaboratori scolastici delle cooperative escludendo quelli assunti dallo Stato a tempo determinato: decisione contro la quale il sindacato è ricorso al Tar del Lazio

“Altro che concorsi lampo entro l’estate: le procedure selettive della scuola secondaria, per individuare 48 mila nuovi insegnanti, slittano di almeno alcuni mesi, tanto che oggi il ministro dell’Istruzione ha parlato di uscita dei bandi entro dicembre. Intervistato da Orizzonte Scuola, Marco Bussetti ha detto che “i concorsi per la secondaria, ordinario e straordinario, arriveranno entro la fine del 2019”. Entrambi, erano e rimangono molto attesi, perché metteranno in palio 24 mila posti ciascuno”. Questo il commento di Anief in una nota stampa.

“Quello aperto a tutti, anche a coloro che sono privi di abilitazione, sarà rivolto a tutti coloro che sono in possesso del titolo di accesso all’insegnamento, ovvero la laurea di secondo livello (specialistica o magistrale). Per l’accesso al concorso ordinario, però, serviranno i 24 Cfu previsti dal Decreto Legislativo n. 59/2017: si tratta di crediti formativi universitari riguardanti “discipline antropo-psico-pedagogiche e metodologie e tecnologie didattiche”. Si prevede la candidatura di tantissimi neo-laureati o laureati senza esperienza alcuna come docente”. 

“Per quanto riguarda, invece, il concorso straordinario, sempre con 24 mila posti da assegnare, questo sarà riservato al personale precario con 36 mesi di supplenze: l’importante è che abbiano svolto tre annualità di servizio (180 giorni minimi per ognuna) solo nella scuola statale negli ultimi otto anni ed almeno un’annualità dovrà obbligatoriamente riguardare la classe di concorso specifica per la quale si concorre. I partecipanti dovranno svolgere una prova scritto-pratica, computer based, per la quale sarà prevista una soglia di punteggio minimo, una seconda prova, orale non selettiva: la graduatoria finale si realizzerà dando anche adeguato rilievo ai titoli di servizio”. 

“Stando così le cose – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – allungandosi ulteriormente i tempi di uscita e attuazione dei concorsi, considerando pure la loro lentezza storica di attuazione, diventano a forte rischio assegnazione addirittura le cattedre vacanti nell’estate del 2020”.

Già oggi, sottolinea Anief, la situazione è difficile visto che i posti accertati dal Miur vacanti e disponibili sono 64.149 (di cui 47.770 di posto comune e 16.379 di sostegno), a cui aggiungere 50 mila di sostegno in deroga e decine di migliaia su disciplina in organico di fatto ma in realtà anche questi vacanti. Già nelle prossime settimane, si prevede il record di supplenze annuali fino al 30 giugno o al 31 agosto, con quasi 200 mila contratti da sottoscrivere, come anche confermato pochi giorni fa dalla Corte dei Conti. 

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Anief: “Quei numeri che non tornano”, il caso

marcello pacifico anief

Concorsi, assunzioni e sicurezza a scuola certificata” sono i provvedimenti sui quali il Governo sta lavorando e i cui risultati “arriveranno a breve”: a dirlo, al Giornale di Como, durante una visita negli istituti di Cantù e Mariano, è stato il ministro dell’Istruzione, tornando quindi a confermare l’intenzione del dicastero di Viale Trastevere di investire nel nuovo reclutamento, attraverso l’indizione di nuove procedure concorsuali. 

Marcello Pacifico (Anief) risponde a caldo: è vanagloria pensare che l’intesa prodotta alla vigilia del 25 aprile a Palazzo Chigi, con un’apertura ai concorsi riservati, selettivi e un numero di posti ridotto rispetto alle necessità effettive, possa risolvere il problema del precariato e degli oltre 120 mila posti andati a supplenza quest’anno e destinati ad aumentare ulteriormente. Servono procedure straordinarie, come l’inserimento annuale nelle ex graduatorie permanenti di tutti i docenti abilitati, l’avvio del vero doppio canale e l’organizzazione di snelli e gratuiti corsi abilitanti per i docenti con oltre 36 mesi di servizio svolto, l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto. Per amministrativi, tecnici e collaboratori occorre invece un piano di assunzioni straordinario, come quello adottato per i lavoratori socialmente utili, oltre che l’avvio dei passaggi professionali verticali previsto dalla legge; mentre per i Dsga, la selezione, giunta dopo 20 anni, ha ignorato gli assistenti facenti funzione, chiamati a svolgere una inutile prova preselettiva, a giugno, al pari di altri 100 mila candidati dopo anni di onorato servizio. 

QUEI NUMERI CHE NON TORNANO

A che punto sono i concorsi pubblici nella scuola? A seguito delle dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, a fare il punto della situazione, riepilogando le procedure concorsuali previste o in corso di svolgimento, è stata Orizzonte Scuola: la rivista specializzata ha ricordato che è intenzione del Miur attivare un “concorsone” per la scuola secondaria con 48.536 posti, di cui 8.491 sul sostegno (tanti ne sono stati chiesti al Ministero dell’Economia e delle Finanze) da distribuire tra i partecipanti con titolo (non figurerà più l’abilitazione all’insegnamento tra i titoli di accesso); poi c’è il concorso ordinario per i maestri della scuola dell’infanzia e primaria, il cui decreto è già stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con 16.000 posti in palio. 

E Pacifico fa presto a replicare: “i posti banditi per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, dovrebbero essere il doppio se soltanto si adeguasse il solo organico di posti in deroga di sostegno all’organico di diritto. Per non parlare delle 60 mila cattedre andate deserte nell’ultimo triennio durante le convocazioni per le immissioni in ruolo, dei vincitori del concorso della primaria in Sicilia ancora senza cattedra e dei 35 mila ex-FIT che ancora non sono stati assunti a tempo indeterminato. Regna il caos nei numeri, e da qui la guerra nei tribunali”. 

A queste procedure va aggiunto il concorso per dirigente scolastico, con 2.900 posti e che dal 20 maggio vedrà partire le prove orali, e il concorso per 2.004 Dsga, per il quale sono state presentate oltre 100 mila domande e la cui prova preselettiva è stata fissata per l’11, 12 e 13 giugno prossimi

Sempre il leader del sindacato autonomo ricorda come “il concorso per dirigenti scolastici non terrà conto degli idonei che supereranno l’orale e che potrebbero essere assunti già l’anno prossimo per via dei pensionamenti, mentre per il concorso per Dsga non si è tenuto conto del lavoro svolto dagli Ata facenti funzioni per tanti anni per ricoprire un ruolo per il quale in vent’anni non si è mai bandito un concorso.” 

A queste selezioni si affiancheranno, per la scuola secondaria, quella del nuovo PAS (Percorso Abilitante Selettivo), le cui modalità saranno oggetto del tavolo tecnico del 16 maggio prossimo da cui continua a rimanere a essere escluso, in maniera irragionevole, proprio l’Anief che si è distinta per le sue battaglie sul precariato. 

A tutte queste assunzioni, tra cui 2 mila posti anche per l’ampliamento del tempo pieno e prolungato, si aggiungerà, infine, quella relativa ai lavoratori delle ditte di pulizia che porterà a 12.000 assunzioni in qualità di collaboratore scolastico, dimenticando però, conclude Pacifico, “ancora una volta chi è inquadrato come Ata a tempo determinato da anni o di ruolo, a cui è stato negato un passaggio verticale nell’ultimo decennio”.